Nello spazio una stampante 3D per costruire con materiali lunari - FOTO e VIDEO

Il fascino della rivoluzione tecnologica sui pianeti, dal riciclo, agli organi umani, all'edilizia all'evento di Focus a Padova per Panorama d'Italia

Chiara Raiola

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Lo spazio ci salverà. Le soluzioni ai problemi del nostro pianeta arriveranno dalle stelle. Ne sono convinti gli ospiti di Focus nella giornata conclusiva di Panorama d’Italia a Padova. Il direttore del magazine, Jacopo Loredan, ha portato per mano il pubblico che ha affollato l’evento in un viaggio emozionante insieme all’astronauta Umberto Guidoni, al responsabile di Tecnologia dei materiali di Esa, l’agenzia spaziale europea, Tommaso Ghidini e al direttore dell’osservatorio astronomico della città veneta, Massimo Turatto.

Marte, il pianeta più “gettonato”

L’Italia è impegnata nello spazio come tanti paesi del mondo per guardare fuori dall’atmosfera terrestre alla ricerca di pianeti che in futuro possano diventare abitabili. Marte è quello “che ha più stellette” ironizza Guidoni. Tra quanto ci andremo? “La Nasa parla di 20-30 anni. Ma sono promettenti anche alcune lune sia di Giove che di Saturno. Sono tutte ghiacciate, si ipotizza che in profondità ci sia acqua liquida, fondamentale per la vita. Si può immaginare in un prossimo futuro qualche avamposto umano in più luoghi nello spazio”.

Non solo sistema solare

Ci sono milioni di pianeti considerati in una “fascia di abitabilità” dove potenzialmente c’è acqua liquida. “Gli astronomi stanno scoprendo migliaia di pianeti extra solari, lontani decine e decine di anni luce - racconta Turatto - Li scopriamo con varie tecniche che agiscono in base alla variazione di luminosità. Qui a Padova, insieme a Esa, stiamo realizzando un progetto, Plato, per la realizzazione di piccoli telescopi. Viene fatto il disegno tridimensionale e poi stampato”.

Ma non basta. La sonda europea che sta viaggiando verso Marte si porta dietro un pezzo di Padova: “siamo presenti con uno stereoscopio per fare una mappa del pianeta e con una stazione meteo che studierà le tempeste elettriche e i suoi campi”. E ancora: “Padova sta collaborando anche a un’altra missione che andrà verso Mercurio nel 2018 che prende il nome di uno scienziato che nella città patavina ha lasciato il segno: Bepi Colombo”.

La rivoluzione tecnologica

Nelle missioni si testano delle tecnologie che hanno poi ricadute nella nostra vita, sottolinea il direttore di Focus. E l’Esa “sviluppa tutti gli aspetti delle attività spaziali - spiega Ghidini - Noi qualifichiamo i materiali che servono per costruire tutto ciò che vogliamo portare o realizzare nello spazio”. L’Esa, in particolare, sta studiando una stampante in 3D che possa utilizzare materiali lunari sul posto: “costruire una base lunare oggi è estremamente difficile da un punto di vista economico, tecnologico e logistico. Dobbiamo farlo lì direttamente dove, non essendoci l’atmosfera come sul nostro pianeta, saremmo esposti a radiazioni e a pioggia di micrometeoriti oltre che a una escursione termica enorme”.

Tecnologia rivoluzionaria, dunque, per mille applicazioni. “Senza un approccio del genere è impensabile costruire alcunché. Non solo. Puntiamo a riutilizzare plastiche e metalli che restano sul lander in un completo riciclo. E ancora: in futuro si potranno anche stampare organi umani, sangue, pelle, ossa. Negli Stati Uniti lo stanno già sperimentando. L’università del South Carolina ha stampato un rene umano. Stiamo studiando se questo sistema possa essere usato anche nello spazio”. Ovviamente le stampanti utilizzeranno l’energia del sole. Ma non finisce qui. “Stiamo realizzando stampanti 3D per il cibo per rendere più piacevoli le permanenze a bordo per gli astronauti”.

Lo spazio “umano”

“Da 15 anni la presenza umana nello spazio è permanente”. Guidoni racconta, accompagnato da immagini emozionanti, la partenza dello shuttle che è grande come un palazzo di 20 piani: “per arrivare in orbita ci vogliono 8 minuti e mezzo”. E poi la vita nello spazio, nella stazione, in cellette molto piccole “ma con una bella vista”, ironizza.

L’attività sportiva è importante durante la permanenza, la vita di tutti i giorni cambia completamente in assenza di peso, si dorme in piedi: “nel 2001 quando ci sono andato io la stazione spaziale era la metà di quella di oggi”. Il futuro nello spazio potrebbe riguardare anche i privati che potrebbero organizzare voli “turistici”: “primi passi sono stati fatti, la nuova generazione di astronauti potrebbe anche non essere proprio di professionisti, ma di chiunque di noi che voglia viaggiare nello spazio. I prossimi 20-30 anni saranno una bellissima sfida”.

Lo spazio con la app per smartphone

A questo punto, il direttore sposta, letteralmente, il focus sulla realtà, seppure virtuale, introducendo l'esperienza di virtual reality resa possibile dalla Cardboard e dalla app per smartphone realizzate ad hoc dal magazine per i partecipanti all'evento. Indossando la particolare mascherina, senza alzarsi dalla sedia, il pubblico ha potuto esplorare la Stazione Spaziale Internazionale che orbita a 400 km dalla superficie terrestre a 28.000 km/h e curiosarci dentro mettendo il naso nelle stanze private degli astronauti, nelle aree ricreative, nei vari moduli e poi fuori, tutt’intorno, per un’esplorazione spaziale molto particolare.


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