Luciano Lombardi

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Sul ring virtuale allestito da Panorama d'Italia a Palazzo Giureconsulti, in un angolo il vice ministro dell'Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, dall'altro i lavoratori autonomi, rappresentati da alcuni esponenti dei vertici dei vari settori di categoria.

A fare da arbitro il giornalista di Panorama Sergio Luciano.

L'incipit di questo incontro a più riprese destinato a fare il punto sui rapporti tra il fisco e il popolo delle partite Iva spetta, noblesse oblige, al governo, che passa a inquadrare l'argomento partendo da quello che è stato fatto nel recente passato.

"Abbiamo cominciato dal lavoro dipendente con una serie di iniziative (tra le quali, ricordiamo, spicca quella degli 80 euro, ndr), ora tocca alla piccola impresa e alle professioni. Un primo passo sarà ridurre di 3 punti percentuali (dal 27 al 24 per cento) l'aliquota sui capitali che restano nelle società e, per le imprese con fatturati che non superano i 700 mila euro (cessione di beni) e 400 mila euro (cessione di servizi) verrà introdotto il regime di cassa".

Donatella Prampolini, vicepresidente nazionale Confcommercio, in un intervento che - tiene a precisare - "non sarà tecnico, ma politico" si concentra sostanzialmente sulla necessità di ridurre due cose, le tasse, e l'evasione.

Alta pressione

Zanetti, in entrambi i casi, annuisce. E poi spiega: "È vero, bisogna cercare di far di più perché la pressione fiscale, nel nostro Paese, rimane ancora esageratamente alta. Il nostro principale obiettivo è abolire le due aliquote del 38 e del 41 per cento e, fino ai 75 mila euro, applicare una flat tax del 27 per cento, con l'aggiunta dell'ovvio decalage delle detrazioni. Se tutto andrà come pensiamo, dovremmo arrivare nel 2018 a gestire un capitolo Irpef di 14 miliardi".

Il discorso prosegue sullo stesso filo rosso, ma subisce un piccolo scostamento, affrontando la questione Irap: "Abbiamo effettuato un importante intervento per risolvere la stortura della sua presenza sul lavoro a tempo indeterminato. Ora bisogna andare avanti nella direzione di far avvicinare sempre più l'imposta alla base imponibile della tassa sul reddito".

Alla discussione si aggiunge Giuseppe Vivace, segretario Cna Lombardia, che introduce la sua serie di domande con un doveroso riconoscimento, quello ai passi in avanti che questo governo ha finora compiuto in materia. E poi passa a sottoporre a Zanetti il proprio quesito: "Quando potremo contare sulla piena deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa e dall'Irap?"

Zanetti è molto possibilista: "Abbiamo già fatto qualcosa in materia (su agricoltura e su imbullonati, ndr), ma per arrivare a un obiettivo soddisfacente occorre che venga inserito tra le piorità della prossima manovra. E lo faremo".

Il giro prosegue arrivando al terzo ospite della tavola rotonda, Massimo Miani, consigliere nazionale dell'Ordine dei Commercialisti. Lui, qui, è in una doppia veste, di esperto in questioni fiscali e di libero professionista. Al momento indossa la seconda e chiede lumi sulle iniziative che riguardano la semplificazione della macchina burocratica degli adempimenti e delle scadenze.

D'obbligo poi toccare il tema di Equitalia che la Legge di Stabilità per il 2017 ha deciso di abolire. "Si può e si deve fare di più", sottolinea Zanetti. "Spero che nel collegato fiscale di questa legge di bilancio andranno in posto i primi provvedimenti che vanno in questa direzione".

Ultimo, non ultimo, il dopo-Equitalia: "Quello che deve risultare innanzitutto chiaro a tutti è che ci sarà sempre qualcuno che accerta e qualcun altro che riscuote. Ovvero, a cambiare non sarà l'approccio, ma le regole d'ingaggio, affinché il rapporto tra il fisco e il contribuente siano sempre in contesto di grande efficienza. Attualmente, abbiamo allo studio 2-3 modifiche di carattere organizzativo che offrano ai contribuenti la sensazione di non essere più soli di fronte a un mostro a dieci teste".

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