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Jacopo Loredan (direttore di Focus) – Credits: Silvia Morara

Chiara Raiola

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Un viaggio nello spazio, praticamente in diretta, dal planetario di Milano per il primo appuntamento scientifico, organizzato dal mensile Focus per Panorama d'Italia. L'attesa è grande per conoscere il destino della sonda Schiaparelli che deve atterrare su Marte. Dopo dopo le 18 il pubblico affolla la sala e il cielo stellato illumina la cupola, mentre il direttore del planetario invita ad osservare tutta la meraviglia che c'è intorno alla Terra.

Il silenzio della sonda Schiaparelli

Ma il segnale, fa sapere l'Esa intorno alle 20, non arriva come si era ipotizzato anche se ?le speranze di ristabilire le comunicazioni non sono comunque perdute?.

Le esplorazioni spaziali

Il lungo excursus sulle esplorazioni spaziali nel pomeriggio di Focus comincia con Umberto Guidoni, astronauta italiano, che racconta le origini di Marte: ?il pianeta ha avuto una evoluzione diversa dagli altri. Molti milioni di anni fa aveva un'atmosfera e acqua liquida. A un certo punto le sue condizioni sono mutate. La speranza, adesso, è che l'acqua, nel sottosuolo, ci sia ancora?.

La missione su Marte

Tommaso Ghidini, responsabile sezione di Tecnologia dei materiali di Esa, ricorda le tappe della missione su Marte e precisa che ?il progetto è di far atterrare la sonda in una tempesta di sabbia per ricevere informazioni sul campo elettrico, sull'umidità e sulla temperatura. Ma si tratta soprattutto di un testatore tecnologico dell'atterraggio. Nel 2020, infatti, verrà portato un robot per cercare ulteriori prove, dettagli, informazioni. Ma sappiate che questo è un vostro risultato perché noi usiamo solo fondi pubblici.Tutte le attività sono finanziate così?.

La tecnologia italiana

L'Europa sta diventando ?proprietaria della tecnica di ammartaggio? sottolinea Amalia Ercoli Finzi, professore onorario al Politecnico di Milano, che invita tutti a non dimenticare che l'Italia nelle missioni spaziali ha un ruolo importante: ?abbiamo potato il nostro paese sulla cometa Rosetta con un capolavoro di ingegneria italiana: una trivella che è penetrata per 23 centimetri nel suolo prelevando per materiale da analizzare. Siamo bravi?.

In viaggio verso il Sole

Ma c'è di più. ?Andremo anche sul Sole - rivela Ghidini - e lo faremo con lo stesso materiale che usavano i preistorici per dipingere le grotte, cioé ossa di animali bruciati. Lo useremo per coprire lo scudo termico. La missione ci sarà nel 2020?. Speriamo, scherza la professoressa Ercoli Finzi, ?senza equipaggio?. Ad atterrare su Marte un giorno saranno anche gli alianti: ?esiste un simulatore di volo e io ho provato l'ebbrezza di fare un passaggio radente su un cratere marziano?.

Le stampanti in 3D per costruire sulla luna

Nelle missioni, sottolinea il direttore di Focus, Jacopo Loredan - si testano delle tecnologie che hanno poi ricadute nella nostra vita. E l'Esa ?sviluppa tutti gli aspetti delle attività spaziali - spiega Ghidini - Noi qualifichiamo i materiali che servono per costruire tutto ciò che vogliamo portare o realizzare nello spazio?. L'Esa, in particolare, sta studiando una stampante in 3D che possa utilizzare materiali lunari sul posto: ?costruire una base lunare oggi è estremamente difficile da un punto di vista economico, tecnologico e logistico. Dobbiamo farlo lì direttamente dove, non essendoci l'atmosfera come sul nostro pianeta, saremmo esposti a radiazioni e a pioggia di micrometeoriti oltre che a una escursione termica enorme?.

Tecnologia rivoluzionaria, dunque, per mille applicazioni. ?Puntiamo a riutilizzare plastiche e metalli che restano sul lander in un completo riciclo. Per missioni come Marte useremo lo stesso sistema. Ma c'è di più. Saremo in grado anche di stampare sangue, pelle, ossa per curare gli astronauti sul posto. E in futuro anche organi umani. Negli Stati Uniti lo stanno già sperimentando. L'università del south Carolina ha stampato un rene umano. Stiamo studiando se questo sistema possa essere usato anche nello spazio?.

Il ruolo dell'industria nel settore spaziale

L'industria ha un ruolo determinante, rilancia Stefano Loggioni, senior technical research advisor di Ibm, ?ha interesse a sviluppare queste soluzioni perché ci sono ricadute importanti in quello che facciamo tutti i giorni come la stampante 3D o l'utilizzo di fonti energetiche. Il problema grande è gestire il calore e la miniaturizzazione ci sta aiutando in questo senso?,. Loggioni ha poi spiegato le funzioni di un radiotelescopio realizzato nel deserto del New Mexico: ?in questo caso la difficoltà è immagazzinare i dati e analizzarli. La velocità di elaborazione delle informazioni è fondamentale?.

Il trasporto interplanetario di Musk

Stiamo assistendo a un cambiamento epocale, ha detto Guidoni: ?pensate che Elon Musk, il tycoon che ha creato PayPal, ha proposto un sistema di trasporto interplanetario, che spera di realizzare entro il 2020, per portare i primi turisti sul pianeta rosso. Forse è un po' ottimista, ma questa non è più fantascienza. Parliamo di un'astronave vera e propria, molto grande, che potrà trasportare 100 passeggeri?.

Ma perché si va nello spazio? ?Per amore di conoscenza?, secondo la professoressa Ercoli Finzi. Il volo spaziale, spera Ghidini, deve diventare fattibile, deve entrare nella mentalità dell'uomo?. ?Le nuove generazioni dovrebbero essere educate nel valutare la conseguenza delle proprie azioni, il nostro pianeta sta soffrendo?, ha sottolineato Loggioni, ma Guidoni, che nello spazio c'è stato per davvero, è convinto che nello spazio ci si vada "per capire quanto è preziosa la vita che abbiamo sulla terra?.
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