Antonio Carnevale

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Timida, goffa, insicura, i capelli ricci sempre arruffati, un po’ d’ansia nascosta dal sorriso, e una leggera fatica nel relazionarsi con gli altri. Margherita somiglia un po’ alla protagonista de Il mondo di Sofia, il romanzo filosofico scritto da Jostein Gaarder e long seller sin dal 1991.

Margherita, però, è a sua volta il personaggio di un altro romanzo: è la protagonista di "Succede" (un altro best seller) scritto da Sofia Viscardi (un’altra Sofia!), autrice diciottenne da due anni seguitissima nel condividere la propria quotidianità sui social network (soprattutto su Youtube).

Il risultato di questo gioco di scatole cinesi è proprio il fortunato romanzo sentimentale uscito quest’anno per Mondadori, premiato con un successo di vendite davvero insolito per un’esordiente così giovane, e da cui prossimamente sarà tratto un film.
Forse il segreto del seguito risiede nel fatto che questo libro parla la lingua dei millenials, con una scrittura diretta, immediata, di pancia.

Tant’è. Il romanzo di Sofia Viscardi ha fatto riconoscere nei suoi personaggi intere schiere di ragazze (e ragazzi), giovani che si affacciano su emozioni, amori e paure tipiche dei 18 anni, quando le relazioni si confondono tra la vita reale e virtuale; e quando le domande sono sempre un po’ più delle risposte.

 

Ma chi è davvero Sofia Viscardi?

A rispondere è stata la stessa autrice nella lunga intervista pubblica che Silvia Grilli, direttrice di Grazia, le ha fatto durante la tappa milanese del tour Panorama d’Italia.

Come è nata tutta questa avventura?
Guardavo tanto youtube, osservavo ragazze e ragazzi come me che raccontavano le loro esperienze.
Un giorno ho deciso di farlo anch’io. Mi sono ripresa mentre parlavo a braccio. Ho postato il video on line. E questa attività è diventata un vero lavoro.

Milioni di ragazzi postano i loro video on line. Perchè hai avuto successo tu, tra tanti?
Me lo sono domandato anch’io tante volte e una risposta non me la sono data. Forse è un fatto di simpatia. Ma penso anche che ci voglia anche il coraggio di mettersi in gioco, perchè internet è tanto bello quanto cattivo.

Che rapporto hai con i disturbatori on line, gli haters?
Non ho mai provato amarezza per i commenti negativi. Mi fa piacere sapere che cosa pensano le persone, ma il loro giudizio non mi influenza. Sono sempre rimasta me stessa, convinta del fatto che ciò che dicono gli altri non può cambiarmi. Talvolta ho risposto alle critiche negative, mai però in modo provocatorio.

È dilagante, pericolosamente, il fenomeno del bullismo on line. Hai mai pensato di dare la tua faccia, che è forte e bella, per una campagna pubblica contro questo tipo di violenza?
Mi farebbe piacere. Non mi è capitato perchè nessuno me lo ha proposto. Posso dire però che privatamente mi è capitato di dare dei consigli a chi mi chiedeva come avere più autostima e meno fragilità. Se dovessi farlo pubblicamente, direi che la prima cosa da fare è non dare importanza a ciò che dicono gli altri. E che se non si è in grado di difendersi da soli, parlarne con qualcuno è sempre la soluzione migliore. A partire dalla propria famiglia.

Che cosa hai imparato della tua generazione?
Ho constatato che, al contrario di quello si pensa nel senso comune, i ragazzi oggi hanno molta voglia di fare. E che internet, se usato nella maniera corretta, è uno strumento straordinario. Quanto alle paure, i sogni e i desideri, sto imparando molto dei miei coetanei attraverso i messaggi che ogni giorno ricevo. E anche da quelli che non ricevo: quest’estate mio padre ha ricevuto una telefonata dai Carabinieri perchè una ragazza era scappata di casa e in un messaggio del suo computer avevano scoperto che aveva intenzione di venire da me.

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