Gianni Poglio

-

Il fenomeno Rovazzi approda a Panorama d'Italia tra le mura del Teatro San Babila di Milano. 80 milioni di views su YouTube dicono che Andiamo a comandare è una delle canzoni più cliccate della storia della musica italiana.

L'unico brano, al momento, di Fabio, 22 anni dal quartiere Lambrate di Milano. "Adesso ci ho preso gusto, non posso anticipare nulla per non rovinare la sorpresa, ma presto ci sarà una mia nuova canzone" racconta davanti ai suoi fan, citando tra le sue influenze Elio e le Storie Tese e i Monthy Phyton.

"Non era immaginabile quel che è successo. C'è stato un momento nei mesi scorsi in cui il mio brano totalizzava un milione di views al giorno. Incredibile".

Ma Fabio si considera un cantante? "No, non so cantare, adesso sto imparando a usare il diaframma per non sforzare la gola". Un passato da video maker e un presente da star. "Arrivato a questo punto sarebbe stato una follia decidere di non andare avanti" spiega, mentre nelle aule di alcune scuole italiane girano, tradotte dai professori ad uso degli studenti, versioni in greco antico e latino del suo hit.

"La verità è che non esiste una formula per scrivere una canzone vincente. Vincono il caso e la spontaneità. Di recente mi hanno detto che Andiamo a comandare è un brano-tarlo, nel senso che ti acchiappa dopo un solo ascolto". Ma ha qualche valenza politica? Assolutamente no. In realtà quel titolo era uno slogan che girava da un po' su Facebook e che ho fatto mio".

"I proventi delle vendite digitali del pezzo vanno tutti alle persone colpite recente terremoto" dice tra gli applausi. Vive tutto quel che è successo con grande serenità e una notevole dose di imperturbabilità Fabio Rovazzi. "Questo è il mio carattere. Di recente ho rischiato di mandare a monte uno scherzo che mi hanno fatto Le Iene perché in realtà non mi sono scomposto più di tanto. Non vi anticipo altro, lo vedrete presto".

A chiudere, il mini live con la performance di Andiamo a Comandare. E in platea si balla...

© Riproduzione Riservata

Commenti