"Valorizzare le eccellenze di cui l'Italia è ricca, far crescere le conoscenze e le opportunità, favorire la coesione sociale e grazie a essa la fiducia nel futuro: sono questi gli obiettivi e i valori di una cittadinanza moderna, consapevole delle sfide che si presentano davanti al Paese".

Comincia con l'incipit di un lungo articolo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato a Panorama (sarà pubblicato sul numero in edicola da giovedì 20 ottobre), l'incontro per Panorama d'Italia con Tommaso Dragotto, siciliano e ceo di "Sicily by car", azienda leader nel campo dell'autonoleggio che dalla Sicilia è arrivata in tutta Italia con una flotta di 20 mila automobili.

Intervistato dal direttore di Panorama, Giorgio Mulè, Dragotto ha raccontato la sua vita e la sua azienda, coinvolgendo il numerosissimo pubblico nella narrazione di un'avventura imprenditoriale che costituisce uno dei successi siciliani più conosciuti a livello nazionale.

"Ambasciatore della mia terra"

"Sono siciliano doc" ha esordito Dragotto "ma nonostante abbia vissuto tutta la vita nella mia isola, riesco ancora a stupirmi della sua ammaliante bellezza. E proprio perché sono inammorato della mia terra, me ne sono fatto ambasciatore. Dove non arrivano le istituzioni, dove non arriva l'assessorato al turismo, arriviamo io e mia moglie: due carriarmati al servizio della nostra Sicilia!".

Fare impresa al Sud

E proprio per portare il nome della Sicilia nel mondo, due anni fa Dragotto ha dato alle stampe un libro, Sicily my life, che racconta le bellezze isolane, e la storia di come fare impresa al sud. "Una storia, quella della mia azienda, nata nel 1963 e partita da una flotta di 4 macchine: una 1100, una 1.300 e due 500, e soprattutto guidata dal mio sogno, quello di creare qualcosa di mio, che portasse benessere e sviluppo in Sicilia. E sulla mia isola ho realizzato anche un film, Terra madre, che è stato presentato l'anno scorso a EXPO".

La Sicilia in auto elettrica

Pungolato dal direttore Mulè, Dragotto ha poi raccontato di come lo slancio innovativo che gli ha permesso di fare della sua azienda la prima in Italia nel campo del noleggio auto, sia anche alla base di un'ennesima idea che sta cercando di portare avanti, "quella di  creare un circuito siciliano percorribile tutto in auto elettrica; in pratica, vorrei realizzare una serie di parcheggi con colonnine, sparsi in tutta l'Isola, che permetta ai turisti ma anche ai residenti di girare tutta la Sicilia ricaricando man mano l'auto durante le soste".

Le istituzioni

E tutto, naturalmente, senza aspettarsi incentivi né aiuti dalle istituzioni."Sono abituato a fare da me: ora come ora per partire con questo progetto di circuito dell'auto elettrica mi manca solo, tecnicamente, una macchina in grado di avere un'autonomia di 400 km. Appena le case automobilistiche l'avranno realizzata, io sono pronto a partire. E la Sicilia sarebbe la prima regione ad avviare questo progetto. E devo dire che i sindaci cominciano a chiamarmi: alle Eolie e a Lampedusa vogliono auto elettriche, e io spero presto di essere in grado di fornirgliele".

Ma ovviamente "Sicily by car", affiancato da "Auto Europa", creatura sempre di Dragotto, non si è certo limitata alla Sicilia: ha infatti una flotta presente in tutta Italia, e soprattutto (grande orgoglio per il suo fondatore) in tutti gli aeroporti; anche quelli piccoli.

Il referendum

E anche sull'argomento politica, Dragotto non si tira indietro, e alla domanda di Mulè su quale sia la sua posizione sul referendum, l'imprenditore è deciso:"Io non appartengo a partiti o a correnti, amo la gente che fa le cose, che è rapido nel decidere e nell'agire: per questo stimo Renzi e lo ammiro. Detto questo, riguardo al referendum; voterò sì, non perché lo reputi perfetto, ma perché tra i due mali (lasciare tutto com'è e cambiare qualcosa) scelgo il minore. Ritengo sia sbagliata solo la parte che si riferisce al "nuovo" Senato: per il resto sono d'accordo con la riforma".

La famiglia

E durante l'incontro, molto partecipato, c'è stato anche tempo per un momento di tenerezza verso i nipoti: "Ritengo che sin da ragazzini sia importante avere le idee chiare riguardo al proprio futuro: e devo ammettere che quando chiedo ai miei nipoti cosa vogliono fare da grandi, e uno di loro mi risponde "voglio fare i soldi come il nonno", mi diverto: riconosco nei piccoli la determinazione che avevo io. Certo, è importante studiare, seguire le passioni, ma bisogna avere il carisma del manager, mosso anche dal desiderio di produrre ricchezza, che non sia solo personale ma si estenda alla propria terra, alla propria gente".

Dopo quasi un'ora di incontro all'insegna della sicilianità, e dei ricordi anche il manager di lungo corso si lascia andare, e si commuove mentre sullo schermo, davanti al pubblico, scorre il trailer del film sulla Sicilia da lui prodotto:"Tommaso, non c'è da commuoversi, ma da sorridere" lo incoraggia Mulè"per il successo tuo e della tua Sicilia".

Food experience siciliana

Alla fine dell'incontro non poteva mancare la food experience, anch'essa all'insegna della sicilianità, curata da Filippo La Mantia nel suo ristorante milanese Oste e Cuoco: oltre naturalmente ai siciliani di passaggio, che non rinunciano a portare un saluto all’istrionico “guru” della caponatina isolana e del divieto di aglio in cucina. Nel locale di piazza Risorgimento, già di proprietà di Dolce e Gabbana, e nel 2014 acquistato e ristrutturato dal cuoco palermitano, il marchio La Mantia è un successo sotto tutti i punti di vista: dalla cucina alla “filosofia”. Felicissimo per la presenza a Panorama d'Italia, il cuoco palermitano ha voluto esprimere tutta la sua riconoscenza a Milano, "terra che premia le eccellenze, senza pregiudizi né razzismo: qui, chi lavora bene viene premiato. E io sono contentissimo di tenere alto il nome della mia Isola".

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