Luna piena e molte stelle per la serata inaugurale di Panorama d'Italia a Milano che ha radunato nel Salone d'onore della Triennale la creme dell'alta cucina meneghina.
Al primo piano del Palazzo dell'Arte, circondati da una mostra espositiva che presentava le copertine storiche del newsmagazine Mondadori, per celebrare Milano, si sono esibiti Filippo La Mantia, Davide Oldani, Andrea Berton, Chicco e Bobo Cerea, rispettivamente, all'antipasto, al primo e ai secondi di carne e pesce.

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A introdurre le star dei fornelli agli ospiti presenti hanno pensato l'amministratore delegato di Mondadori Ernesto Mauri e il direttore di Panorama Giorgio Mulè. Il primo ha rievocato il successo del tour di Panorama d'Italia, giunto alla terza edizione, sottolineando l'importanza fondamentale della presenza a Milano, città natale del gruppo editoriale.

 

“Una città in continuo movimento, dove si sente il rumore dell'erba che cresce, come ha sottolineato già il sindaco Giuseppe Sala oggi pomeriggio. Panorama ha il merito di alzarne ulteriormente il livello culturale aggiungendo, per una settimana, cinquanta attrazioni di grande livello al già enorme numero di iniziative culturali presenti”.

L'intervento istituzionale del direttore Mulé viene interrotto dal video messaggio di Fiorello che dalla sua edicola porta un saluto virtuale, tutto in siciliano, al direttore suo conterraneo che non appena riprende la parola ricorda e dedica questa tappa di Panorama d'Italia al compianto Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, oltre che suo buon amico.

Nel discorso del direttore anche l’invito piuttosto esplicito a sostenere la Lega del Filo d’oro, partner del tour Panorama d’Italia fin dagli esordi, acquistando sul posto i braccialetti dorati realizzati da Cruciani per l’occasione.

Ha poi invitato tutti gli ospiti a visitare la mostra sulla storia di Panorama, in esposizione per l'occasione in Triennale.

Nel frattempo, sulla terrazza, grazie anche ad una temperatura sorprendentemente tiepida, sotto la luna piena, è stato preso d'assalto l'avamposto dell’istrionico Filippo La Mantia, addetto agli antipasti, che ha rivendicato il suo orgoglio siciliano con sofisticati finger food a base di caponata con i pistacchi, panelle e arancini di riso, controbilanciata, in sala, dai milanesissimi affettati di Salumi Pasini.

Anche Davide Oldani ha messo un tocco di Sicilia nel suo piatto, “In omaggio alle origini siciliane del direttore di Panorama Giorgio Mulè”, preparando un pane, pepe nero, Marsala e riso, che ha imposto il bis a più di un ospite.

 


Sui secondi si sono sbizzarriti e sfidati i fratelli Chicco e Bobo Cerea, del ristorante Vittorio, a Brusaporto, con white code all'Amatrice “Abbiamo osato, mischiando il pesce con la pancetta e il Parmigiano” e Andrea Berton che ha preparato un capriolo “orgogliosamente settentrionale”, cotto in brodo di funghi, topinambur e zucca allo zenzero. Lo chef si è preoccupato personalmente di spiegare e fare assaggiare a tutti gli ospiti l’originalità del suo piatto.
A rallegrare ulteriormente l'atmosfera hanno pensato i generosi sommelier: nei calici, oltre a qualche raro bicchiere di Ferrarelle, i vini marchigiani di Ciù Ciù, quelli di Caprai, le bollicine di Aneri, Villasparina e Ferrari che ha realizzato per l'occasione la nuova etichetta Perlé Bianco. Gli astemi, pochissimi, avevano a disposizione tutta la gamma dei succhi di frutta Il Melograno.

 

Al dessert, almeno simbolicamente, ha pensato in chiusura Benedetta Parodi, salita sul palco con Antonio Martino, panificatore e agronomo oltre che star tv di Bake off Italia. L'esperta delle “ricettine veloci veloci” ha sottoposto ai blasonati chef il suo cheese cake,  approvato dagli esperti prima di essere offerto agli ospiti. Tra un cannolo alla crema, preparato sul momento dai fratelli Cerea, e molti bicchieri di bollicine, è salito sul palco anche Nek che ha riportato le lancette agli anni Novanta, iniziando con un ormai classico Laura non c'è, canticchiata insospettabilmente da più di uno tra i presenti, mentre i più defilati si sono ritrovati sulla terrazza, ormai illuminata solo dalla luna, a fumare. A disposizione degli ospiti, infatti, una degustazione dalle Manifatture Sigaro Toscano, apprezzata tanto dagli uomini quanto dalle signore.

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