Antonio Carnevale

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"Nel 2019 smetto di scrivere". Ha colto tutti di sorpresa l'annuncio dello scrittore Maurizio de Giovanni durante una lunga intervista pubblica nella tappa milanese di Panorama d'Italia alla libreria Mondadori di piazza del Duomo. "Scadono tutti i miei contratti” ha poi spiegato. “Io sono pigro e scrivere per immedesimazione è per me anche sofferenza".

Rivelando il sottotitolo del prossimo libro della serie (Sipario per il commissario Ricciardi), de Giovanni ha inoltre fatto intendere che è prossima la scomparsa del suo più famoso investigatore. L’autore ha anche annunciato l’inizio, a giorni, del casting per la serie televisiva sul commissario (“Sono state già scritte tre puntate della fiction”), e una serie a fumetti di prossima pubblicazione per l’editore Bonelli.

Passione e successo
Cambierà idea, l’autore, sulla data del suo “prepensionamento” dalla scrittura? Di certo c’è che in pochissimo tempo ha conquistato critica e pubblico, dando alle stampe decine di romanzi, superando il milione di copie vendute, e varcando i confini nazionali con traduzioni in 16 paesi.

Per il momento, i progetti corrono rapidi. “Tra poco più di un mese uscirà un nuovo capitolo della serie dei Bastardi di Pizzofalcone con protagonista l’ispettore Lojacono e la sua squadra di poliziotti”. S’intitolerà Pane, e più di qualche briciola (l’intero capitolo iniziale) è stato letto in anteprima esclusiva durante la presentazione milanese. Ma dei Bastardi si annuncia già la fiction per Raiuno: “6 puntate dal 9 gennaio 2017 con Alessandro Gassmann nei panni del protagonista”. E in preparazione c’è pure una nuova serie di romanzi, la terza: I guardiani delle porte, “storie ambientate nei misteri della Napoli esoterica tra storia e attualità”.

Ma a rendere de Giovanni uno degli autori italiani più prolifici è anche la sua passione per il teatro. Mentre si è appena conclusa la rappresentazione di American Buffalo, con un adattamento da Mamet, al Piccolo Eliseo di Roma, “partirà all’Eliseo un adattamento di Qualcuno volò sul nido del cuculo, nel gennaio 2017, e poi un nuovo spettacolo dal titolo "Ingresso indipendente" al Diana di Napoli, con le attrici Serena Autieri e Tosca d’Aquino nel maggio 2017”.

Il suo ultimo lavoro
Cuore della presentazione milanese è stato comunque l’ultimo libro uscito per Einaudi: Notturno per il commissario Ricciardi. “Un romanzo sulla perdita” lo ha definito de Giovanni. La serenata del titolo, infatti, dà l’avvio a una storia d’amore perduto sullo sfondo di una Napoli anni 30. Il commissario Ricciardi dovrà indagare sull’omicidio di un uomo massacrato a suon di pugni. “Indiziato principale: un pugile tornato dall’America, dove era emigrato 15 anni prima, e innamorato proprio della moglie della vittima”.

Il romanzo è stato il pretesto per parlare di una Napoli nascosta, in bilico tra passato e presente, dove “la vita e la morte sono più vicine di quanto non lo siano altrove in Italia”. Ma parecchi spunti ha offerto il libro per riflettere anche sullo stato di salute della “letteratura nera”. “Fateci caso” ha detto de Giovanni: “nessun libro giallo vince mai premi letterari blasonati, eppure in classifica i gialli ci sono sempre, e sono sempre di più gli italiani che li leggono grazie soprattutto a Camilleri che ha fatto il miracolo di trasferire questo genere di letteratura dalle edicole alle librerie”. Sarcastico il giudizio sullo Strega: “dopo aver visto la carica d’odio che circola alle serate del premio, ho chiesto al mio editore di indicare nei miei contratti che i miei libri non dovranno mai parteciparvi”.

"Il Pane": lettura in anteprima
Grande emozione e qualche lacrima tra i presenti, infine, quando l’autore ha letto in anteprima alcune pagine iniziali del romanzo atteso per novembre: "Pane". “Vi devo chiedere un po’ di pazienza” ha chiesto de Giovanni: “è la prima volta che viene letto in pubblico”. E con un filo di emozione nella voce ha attaccato con un ritratto cristallino dell’indifferenza che avvolge il mondo di chi ha fame.

Il pane. Mah. Ancora il pane? Ma se siamo nella società del benessere, in cui al limite abbiamo la carenza del superfluo. Come possiamo occuparci del pane? I poveri oggi sono quelli che non hanno il telefonino di ultima generazione, sono quelli che saltano una rata della macchina, o che portano lo stesso soprabito dell’inverno precedente…

Il lunghissimo applauso alla fine della lettura aveva il sapore di una sola, corale, preghiera: per favore, non smettere di scrivere mai.

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Avevamo già incontrato lo scrittore Di Giovanni nel 2015, durante la tappa di Panorama d'Italia che aveva interessato la città di Napoli. Ci aveva presentato il suo ultimo romanzo dell'epoca "Il Gelo" ma soprattutto ci aveva raccontato la magia della città di Napoli. Vi riproponiamo qui la sua intervista di allora.

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