Gianni Poglio

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Il nuovo album, Terza Stagione, raccontato in diretta per il pubblico di Panorama d'Italia al Teatro San Babila di Milano. Questo è quello che ha fatto Emis Killa circondato dall'affetto dei fan che sono accorsi a sentirlo parlare in un un talk show che ha toccato molti temi.

A cominciare da una canzone, 3 messaggi in segreteria, che nelle ultime ore ha suscitato qualche polemica nel web. "In questo brano interpreto la parte di un ragazzo che viene lasciato dalla fidanzata e che alla fine decide di chiudere la vicenda con la violenza. Questo è il mio modo d'artista di raccontare una storia. Come se fossi un regista che gira un film. Non significa che quella storia sia autobiografica. Chi non conosce il rap ha forse pensato erroneamente che fossi io il protagonista. Ma questo è storytelling. Lo fa anche Eminem in Stan. Mi dispiace per il fraintendimento ma questa è ovviamente una canzone contro la violenza sulle donne. Ho anche partecipato a una campagna promossa da RTL contro la violenza sulle donne".

- Qui il Facebook live dell'incontro con Emis Killa

A questo punto Emis viene interrotto da un gruppetto di ragazze, in particolare una, che lo accusa ad alta voce di istigare alla violenza. "Ma tu pensi che sia io il protagonista di quella canzone, pensi che la gente che è qui stasera mi applauda perché invito alla violenza? Sai che cosa mi dispiace? Che tutti e due siamo dalla stessa parte e cioè contro la violenza, ma tu non lo stai capendo".

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La contestazione a Emis Killa, a Milano per Panorama d'Italia – Credits: Marco Piraccini

Chiusa la polemica si torna alla musica: "Ho fatto un disco, Terza Stagione, di cui sono orgoglioso. Proseguire verso sonorità più leggere sarebbe stato più facile, ma non mi avrebbe rappresentato andare in quella direzione. In questo disco c'è la mia attitudine. Con il pop rap vieni scambiato per un teen idol, uno dei tanti bellini col ciuffo. Mi sono trovato davanti a un bivio. Adesso mi sono sentito di fare questo, di incidere canzoni che mi rappresentano molto" racconta.

"Nelle mie canzoni ci sono le mie origini, i miei inizi, un periodo della vita a cui sono molto legato. I viaggi sono molto più belli durante il tragitto piuttosto che quando arrivi a destinazione. Io non sono un figlio di papà e ne vado fiero perché io so che cosa significa avere delle difficoltà materiali. Questo è essere credibili. Ho fatto la gavetta, dal basso. Mia mamma quando ho iniziato mi diceva: trovati un lavoro, che cosa fai?".

Un'ultima battuta sul ritorno dal vivo: "Al momento ci sono due appuntamenti a marzo. Uno a Milano e uno a Roma. Non vedo l'ora, voglio offrire qualcosa di speciale anche dal punto di vista della scenografia". Tanti applausi e una promessa: "Ci vediamo presto".

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