Vittorio Sgarbi

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Mantova è la città più bella della Padanìa (con accento sulla "i"), avendone tutti gli umori e i sapori, in equilibrio tra Lombardia, Emilia e Veneto. Lo si sperimenta passando in una locanda meravigliosa, dal nome emblematico: "L'Ambasciata" di Quistello. Poco lontano si toccano le provincie di Reggio e di Parma. Scavalcando il Po, si trovano Ostiglia e Bergantino, in provincia di Rovigo, e Isola della Scala, in provincia di Verona.

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Eppure, città padana come nessun'altra, Mantova non è lambita dal Po ma da tre laghi che la circondano e la rendono luminosa, generati dal bellissimo Mincio, singolare fiume che sorge a Pinzolo nel Trentino. Sul Mincio si affacciano paesi bellissimi come Valeggio, con la vicina Castellaro Lagusello, mirabile borgo, e Goito. Poco lontano, Castiglione delle Stiviere, città natale di San Luigi Gonzaga, il cui spirito ancora aleggia nel Nobile collegio delle giovani Vergini di Gesù a cui furono destinate le nipoti di San Luigi: Cinzia, Olimpia e Gridonia. Più in là ci sono Castel Goffredo, Asola, con dipinti meravigliosi di Romanino, Canneto sull'Oglio con un altro santuario gastronomico, "Il Pescatore", già al confine con la ricchissima provincia di Cremona.

Si prosegue per San Giovanni in Croce, dov'è la casa che fu di Cecilia Gallerani, la dama dell'ermellino, e poi Casalmaggiore, dove ha dipinto la sua ultima opera il Parmigianino. E ancora: Sabbioneta, città idealee vera capitale di uno Stato difeso da alte mura e governato dal duca Vincenzo Gonzaga. Imperdibile è Casatico, con la Corte Castiglioni, della famiglia di Baldassarre, autore del Cortegiano. Più vicino a Mantova, ecco la frazione di Pietole, dove nacque Virgilio, il più grande poeta latino. E San Benedetto Po, con il monastero di San Benedetto, l'Abbazia di Polirone, fondata dal nonno di Matilde di Canossa nel 1007, poi gotica, poi rinascimentale, grazie all'intervento di Giulio Romano, amico di Raffaelloe autore del grandioso Palazzo Te a Mantova. E San Giacomo delle Segnate con la spettacolare Villa Arrigona, ferita dal terremotoe oggi sul punto di rinascere. Eccoci, dopo queste meravigliose escursioni a Mantova e dintorni, ritornati all'Ambasciata di Quistello.

Qualcuno si chiederà: "Perché non ha parlato di Mantova? Perché le ha girato intorno?". La risposta è semplice: Mantova è un luogo di perfezioni conosciute e imprescindibili, meta proverbiale di gite scolastiche, per cui nessuno può dire di non aver visitato Palazzo Ducale, con gli affreschi ritrovati di Pisanello e la Camera degli sposi di Andrea Mantegna nel Castello; nessuno può affermare di non essere stato in quell'emanazione di Roma e del suo Rinascimento che è Palazzo Te; nessuno può sostenere di non essere stato inondato dalla luce dei laghi, provenendo magari per via d'acqua dal meraviglioso Santuario di Santa Maria delle Grazie, vicino a Curtatone, entro la riserva di Bosco Fontana.

Mantova è città di terra come Ferrara, di vaste campagne, di pianure coltivate, ma la sua profonda natura e la sua suprema bellezza si percepiscono dall'alto. Io ho avuto questo privilegio durante l'ultima, minacciata alluvione del Po, quando, partendo in elicottero da Como per arrivare fino a Comacchio, ebbi l'opportunità di vedere tutte le grandi città padane dall'alto. Dovetti prendere atto che non la mia Ferrara e neppure Bologna, ma Mantova e, subito dopo, Crema avevano mantenuto la loro preziosa struttura urbanistica con un numero altissimo di edifici integri, senza irrompenti periferie.

In più Mantova aveva l'acqua a circondare il centro storico, in un abbraccio lagunare che nonè secondo neppurea Venezia. Andate (venite) a Mantova, camminate tra piazza Sordello e piazza Sant'Andrea con la più bella architettura del primo Rinascimento, di Leon Battista Alberti, e sarete felici!

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