Sergio Luciano

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È tra i pochi che possono dirlo senza temere smentite: lui, la vittoria di Donald Trump nella corsa per le Casa Bianca l’aveva prevista, e ne aveva parlato in varie sedi pubbliche: Oscar di Montigny, direttore marketing, innovazione e formazione di Banca Mediolanum, può ben commentare, quindi: “Per me, nessuna sorpresa!”, rispondendo alla prima domanda della conversazione in pubblico che lo vede protagonista a Mantova, nella cornice di “Panorama d’Italia”, sul tema (anzi: i tanti temi!) sollevati nel suo “Il tempo dei nuovi eroi”.

“La mia interpretazione del voto americano è che è stato la risposta impersonale e collettiva di tutto un mondo, di tanti ambienti sociali, che erano ormai stufi di situazioni e di personaggi che da troppo tempo non ne prendevano più in alcuna considerazione i loro problemi e le loro esigenze. Problemi ed esigenze che il cambiamento in atto nella società, nella tecnologia, nei consumi e nei comportamenti può accentuare in tanti di noi, inducendo molti a guardare nella direzione sbagliata: perché tutti, chi più chi meno, abbiamo la tendenza a ricondurre i fenomeni nuovi, e ignoti, del mondo che cambia a modalità e contesti che ci sono noti”.

La dimensione umana
Sorprende sempre, di Montigny: da come si presenta, vestito in modo informale, tutt’altro che “da top-manager”, o da “banchiere” (“semmai bancario”, rettifica semiserio lui). Sorprende perché il tono e i contenuti di questi suoi discorsi pubblici non sono mai tecnici, non sono quelli che ti aspetteresti. “Chi di voi desidera essere amato?”, chiede alla platea, e dopo qualche esitazione tutte le mani si alzano. “E chi desidera amare?”, e la scena si ripete. “Avete visto? Avete capito? C’è una grandissima domanda e una grandissima offerta d’amore. L’amore è il principale atto economico che può compiere l’uomo”.

La dimensione aziendale
Ma sbaglierebbe chi pensasse che di Montigny stia studiando da telepredicatore americano. Perché poi, ancora una volta quando meno te l’aspetti, eccotelo capace di ricondurre il suo discorso anche alla dimensione aziendale: “Lavoro in un’azienda che mi permette di studiare e di girare l’Italia, ma anche il mondo, a fare incontri come questo. Un’azienda che non mi fa sentire in contraddizione con le cose che dico, con le cose che penso”. Un’azienda che ad esempio ha stanziato 3 milioni e ne ha già distribuiti 2 a 95 clienti che hanno subito danni per il sisma dell’Italia Centrale. Come ha fatto sempre in casi del genere, anche in occasione del terremoto dell’Emilia o dell’inondazione di Messina. Ma, come Ennio Doris ha ripetuto mille volte, questi gesti di generosità e responsabilità si rivelano poi il miglior investimento nella relazione con i clienti.

Il tempo dei nuovi eroi
“Il tempo dei nuovi eroi è quello in cui ciascuno di noi si pone l’obiettivo di fare ogni giorno qualcosa di utile al prossimo”, sintetizza Di Montigny, “il tempo in cui ognuno di noi si ricordi che la gratitudine è il sentimento più bello, che non possiamo più permetterci di perseguire il nostro interesse individuale senza tener conto di quello di chi ci sta vicino”.

Il libro è una sorta di autobiografia ragionata, dove di Montigny racconta una vita molto densa di incontri straordinari, da quello – diventato una grande amicizia – con Patch Adams, il medico americano famoso per la terapia del sorriso negli ospedali pediatrici (e non solo); o con la nipote di Gandhi, con i suoi aneddoti straordinari sullo straordinario nonno; o ancora con il Dalai Lama, che volò a Milano in tempo per il calendario di appuntamenti istituzionali che lo attendeva solo grazie a un aereo privato che proprio il presidente di Banca Mediolanum aveva messo a disposizione, rivela Oscar davanti a cento persone che seguono senza una mosca che voli.

“I nuovi eroi che popoleranno la nuova epoca saranno uomini comuni”, continua Oscar, sintetizzando il suo libro, “uomini che avranno però in sé la scintilla del divino, cioè i valori giusti per costruire un futuro migliore per tutti, ciascuno operando nel proprio ambito, per piccolo che sia”. Un’epoca nuova, dove per gli eroi di tutti i giorni – quelli che credono nella solidarietà e nel rispetto del prossimo – ci sia più spazio e ci siano più riconoscimenti: è l’epoca che indica di Montigny come “il luogo in cui stare” nei prossimi anni, per un futuro migliore da consegnare ai nostri figli. Una visione luminosa, certo ottimistica, ma in fondo assai più concreta e vicina di quanto si possa credere al pensiero di chi sa investire sul lungo termine: che è per l’appunto – tra le altre cose – il mestiere più importante tra quelli che deve saper fare un bravo banchiere.

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