Chiara Raiola

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È una Emma Marcegaglia in splendida forma quella che parla dal palco di Panorama d’Italia a Mantova. Primo ospite della tappa lombarda, il presidente dell’Eni si sottopone con garbo alle domande del direttore di Panorama Giorgio Mulè, e l’intervista scivola via tra elezioni americane, politica europea, ripresa, Ilva e referendum.

La vittoria di Trump
"È stata la campagna elettorale peggiore che abbia mai visto - esordisce Emma Marcegaglia affrontando il tema delle elezioni americane che hanno decretato vincitore Donald Trump - Fatta di accuse, offese anche di basso livello. Trump è un imprenditore, speriamo che alle sparate dei mesi scorsi faccia seguire una politica concreta perché l’America che ha disegnato è un Paese destinato a tornare indietro di 50 anni: chiusa e protezionistica".

La debolezza dell’Europa
In attesa di capire quale sarà l'identità dell'america trumpiana, è l’Europa, invece, "a dover ritrovare un po’ se stessa, i suoi valori. Deve ritrovare un’anima" sostiene Marcegaglia. Il rigore ora deve lasciare il posto a una maggiore elasticità: "L’Europa oggi investe la stessa cifra del 2009: bisogna fare di più. Così come è fondamentale rivedere il patto di stabilità”. Il Italia, precisa, “per ridurre il deficit abbiamo alzato la spesa pubblica e le tasse, anche altri paesi hanno fatto come noi, non siamo i soli. Ma bisogna fare attenzione: non si possono fare più investimenti alzando il debito pubblico. Nel lungo termine i conti devono essere in ordine”. Meno spesa pubblica e più investimenti: è questa la ricetta giusta.

Rivedere il patto di stabilità
In Europa l’Italia deve battere i pugni sul tavolo, ma “bisogna anche starci, essere presenti a tutti i tavoli ed essere preparati come fa la Germania” ammonisce il presidente dell'Eni. Di sicuro, aggiunge, “non bisogna essere accondiscendenti su tutto. Sull’immigrazione l’Italia è stata lasciata sola e questo non è giusto. Se rigidità deve esserci allora che valga per tutti i temi”.

Sì agli accordi commerciali
E l’accordo Ttip? "In questi mesi gli accordi di libero commercio sono diventati dei totem - sottolinea Emma Marcegaglia - fanno paura. Ma avere dei trattati per il libero commercio aiuta la crescita e il Ttip è un trattato importante: più abbiamo possibilità di esportare in tutto il mondo e meglio è”.

Le riforme sono importanti
Altro tema sul tavolo, il referendum costituzionale a cui gli italiani sono chiamati a votare il 4 dicembre: la Confindustria ha invitato a scegliere il "sì". Nessuna paura che con un endorsement così plateale l’associazione possa indebolirsi? “No - risponde il presidente dell’Eni che è stata in passato presidente dell’Associazione di viale dell’Astronomia - c’è una continuità nell’atteggiamento sulle riforme perché avere un paese più veloce nelle decisioni e nella burocrazia significa avere un paese più competitivo. Non si tratta di dare un supporto al governo e non è neppure la migliore delle riforme, ma è un passo avanti verso un paese più moderno".

Dalla buona scuola al caso del Sole 24 ore
A proposito di competitività Marcegaglia ha espresso parere favorevole sull’alternanza scuola-lavoro prevista nella riforma della Buona Scuola ("è importantissima, la Germania lo fa da tempo e funziona"), così come sulla vendita dell’Ilva che vede l’azienda di famiglia in prima fila per la sua acquisizione all'interno di una cordata più ampia e in gara contro Cassa depositi e Prestiti e i suoi soci: "Ora si stanno valutando i progetti ambientali" dice il presidente dell'Eni "e all’inizio del prossimo anno ci sarà l’aggiudicazione”.

Una battuta, inevitabile, sulla situazione in cui versa Il Sole 24 ore alle prese con numeri di bilancio giudicati parzialmente alterati: “È un asset di Confindustria e del paese" taglia corto. "È un patrimonio. Non è stato gestito particolarmente bene, ha avuto una governance confusa. Non è stato fatto un piano di riduzione dei costi come in altri giornali. Con un nuovo amministratore delegato e un consiglio fatto di gente competente e capace, penso che ci siano le condizioni per risanare la situazione”.

Una nota infine sull'imprenditoria del territorio. "Mantova ha sofferto la crisi" dice "abbiamo perso posti di lavoro, ma c’è una buna capacità di esportazione, ci sono eccellenze in tutti i settori e c’è ancora un tessuto imprenditoriale sano e forte. Basta avere delle idee chiare da realizzare.


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