Luciano Lombardi

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Anni: 62, portati alla grande
Matrimoni: 2, con Angelo Rizzoli e Massimo Ciavarro
Figli: 2, Andrea e Paolo
Film da attrice: 35, uno dei quali, Borotalco, le è valso un David di Donatello
Film da regista: 2, L'ultima estate; Uomini & Donne, amori e bugie
Libri: 1, Nei panni di un'altra, fresco di uscita per Mondadori Electa, sul palco di Panorama d'Italia, assieme all'autrice, alla direttrice di Ciak Piera Detassis e al direttore di Panorama Giorgio Mulè.

L'evento con Eleonora Giorgi parte, inevitabilmente, dall'epopea Rizzoli, che ha attraversato profondamente la vita dell'attrice, e - via via, in un raro e bellissimo caso - è l'intervista stessa a diventare la vera protagonista sul palco, in un costante "equilibrio baconiano" tra le pars dei due direttori, quella destruens di Mulè e quella costruens della Detassis.

 

"Il mio libro non è la solita autobiografia dell'attrice - tiene a precisare la Giorgi - ma è piuttosto il racconto di uno spaccato dell'Italia, che ha come protagonista il potere e i grandi personaggi che l'hanno incarnato come gli Agnelli, gli Andreotti... Ho cercato di narrare i fatti così come sono avvenuti, senza giudizi e senza analisi psicologiche. Nei panni di un'altra, cioè di colei che un bel giorno, all'età di 19 anni, si è ritrovata, per caso, a diventare attrice".

18 febbraio 1983
Tocca a Mulè riavvolgere il nastro fino alle 10 del 18 febbraio del 1983, il momento esatto in cui tutto cambia: arriva a casa la Guardia di Finanza e arresta Angelo Rizzoli. "Mentre scrivevo - risponde - ho capito che lui è stato una persona per me 'fatale', nel bene e nel male. La cosa più incredibile è essere entrata nel mondo del potere, un mondo talmente diverso da come la gente può immaginarlo... Di colpo, tutto cambiò: vidi mio marito passare dall'essere primo a essere ultimo tra pari".

Da lì in poi, la macchina del fango, il linciaggio pubblico: "Molte persone vi hanno aderito e me l'hanno fatta pagare, relegandomi in un limbo di ostracismo professionale che mi ha sempre tenuto lontana dal set".

"Si dice che lo hai abbandonato, è vero?", chiede Mulè. "Non è stato così" risponde Giorgi "e lo stesso vale in occasione dell'altro arresto, nel 2013" culminato con un clamoroso accanimento giudiziario, chiosa il direttore di Panorama che chiede ancora: "In tanti ti hanno accusata di non aver avuto misericordia...". "Probabilmente hanno ragione - ribatte l'attrice - perché, come mi fece notare Ciavarro, nessuno l'hai mai avuta con me e io non sapevo che cosa fosse".

"In definitiva, però, la vita ti ha dato tanto", interviene la Detassis. "È stato un sogno, ma ho fatto anche tanti incubi... - risponde Giorgi - Tra doni e drammi mi resta la stima e l'affetto del pubblico e i miei due figli, dei quali sono, ovviamente, pazza".

Il futuro
Poi il direttore di Ciak torna a prendere la parola e la conversazione si sposta sul futuro. "Da una parte vorrei tornare a fare l'attrice, sarei molto più brava di quel che ero. Ma mi piacerebbe anche scrivere una storia per il cinema. O forse vorrei fare tutt'altra cosa. Chessò, la contabile in una grande azienda. O ancora, potrei decidere di andare a vivere a Baku", città tanto cara all'attrice con cui Giorgi ha percorso un bel pezzo di strada professionale, Ornella Muti, che in Azerbaijan ha trovato una nuova giovinezza professionale.

Ieri, oggi e domani
E da qui parte l'amarcord. I ricordi più belli? Vanno a "Valentina Cortese, indimenticabile, raffinata intellettuale, cosmopolita, la prima vera attrice che ho conosciuto" - rammenta - "e per Mariangela Melato, onesta, spiritosa e intelligente. Grande donna fu anche Oriana Fallaci, così piccola e nervosa, carismatica, sempre ben truccata e ben vestita".

Prima di passare agli attori che hanno lasciato il segno nella sua carriera, nella storia di Eleonora Giorgi da capolino anche un'altra figura maschile rimasta indelebile: Warren Beatty, con il quale condivise anche un amore. E poi Carlo Verdone, e Marcello Mastroianni.

L'intervista, inevitabilmente, si conclude con un cenno al cinema di oggi, un cinema che, argomenta la Giorgi: "Sta raccontando la nostra società, e la nostra sembra povera di valori e piena di vite private. Mi piace Paolo Sorrentino, mi piace Gianni Amelio. Ho una passione per Elio Germano e mi piace molto Claudio Santamaria".

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