Luciano Lombardi

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Nell'ultima giornata della tappa maceratese di Panorama d'Italia, il palco del Teatro Lauro accoglie il direttore di Panorama Giorgio Mulè. Fa gli onori di casa e poi fa salire accanto a sé il sindaco di Macerata Romano Carancini, che passerà il testimone della prossima tappa (la numero 3) al vicesindaco di Perugia Urbano Barelli.

Dopo aver ripercorso i quattro giorni trascorsi nella città marchigiana, introduce la passeggiata (virtuale) nello spazio con la guida del direttore di Focus Jacopo Loredan e con due passeggeri d'eccezione: non ha bisogno di tante presentazioni Umberto Guidoni, l'astronauta che ha partecipato a due missioni della Nasa a bordo dello Shuttle e che, nel 2001, è stato il primo astronauta europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale.

Assieme a lui, Giuseppina Pulcrano, esperta di comunicazione scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Si parte...

... Dal sistema solare. A partire da Mercurio, dove "io non andrei", sostiene Guidoni. E da lì a Venere il passo è breve. "Ma ha un problemino, con le sue temperature vicine a quelle di un forno che cuoce una pizza", prosegue l'astronauta.

"Su Marte metteremo piede tra 20-30 anni", e Guidoni gli attribuisce le 5 stelle.

Giove e Saturno? "Due pianeti dai satelliti molto interessanti...", conclude.

La presenza italiana

La parola passa a Giuseppina Pulcrano, che sottolinea l'importanza di coniugare gli interessi scientifici con quelli economici e si sofferma poi su Exomars, la navicella lanciata lo scorso marzo in direzione Marte nell'ambito di una missione che coinvolge in larga misura anche il nostro Paese.

Scienza e tecnologia si è detto poco sopra, con il coinvolgimento dell'Università e una serie di iniziative per gli studenti, in settori specifici come l'osservazione della terra, o come nel caso del progetto moon mapping che, in collaborazione con la Cina, punta a scoprire "il vero volto della luna", senza dimenticare la possibilità di trascorrere dei periodi di studio e di lavoro all'interno dei laboratori Nasa.

Si ritorna onboard

Chiusa la parentesi "terrestre" si ritorna a bordo, soffermandosi sulla "barba di Guidoni". Proprio così, ecco spiegata la ragione del celebre pizzetto dell'astronauta, cioè quel che è restato dopo il gentile invito della Nasa a radere le guance.

Fa un certo effetto, osservare le immagini del lancio dello Shuttle, il suo arrivo in orbita dopo soli otto minuti e mezzo, il sorgere del sole e i momenti dello sbarco sulla Stazione Spaziale Internazionale.

"Quindici anni fa, assieme agli astronauti di altri quattordici Paesi, io ho vissuto in quel condominio spaziale dagli spazi angusti che mi ha regalato punti di vista della Terra in tutte le sue sfumature che non potrò mai dimenticare", racconta un quasi commosso Guidoni.

Ma che succede lì dentro, nella vita quotidiana? ""Sono rimasto lì per 15 giorni - rammenta Guidoni - ed è stata un'esperienza incredibile. Ogni astronauta ha una cabina dalle dimensoni simili a quelle di una vecchia cabina telefonica e oltre a lavorare, mangia, beve rincorrendo l'acqua che in assenza di gravità galleggia in forma di sfere, e fa attività fisica per contrastare le modificazioni all'organismo dovute alle particolari condizioni ambientali".

Oltre il cielo

Il sole all'alba, il sole al tramonto, le aurore boreali, la sagoma delle Nazioni, le luci della città, i temporali...

Scorrono immagini straordinarie alle spalle del Guidoni narratore, che un po' di nostalgia saluta il "suo" Shuttle, che dal 2011, dice: "E' in pensione in un museo".

A raccogliere la sua eredità, ci sono le sperimentazioni per i viaggi nello spazio turistico-commerciali (quella di Virgin su tutte) che hanno avuto come antenato più celebre, nel 2001, il caso di Dennis Tito, il miliardario americano che, per 20 milioni di dollari acquistò un viaggio diretto alla stessa Stazione Spaziale che ospitava Guidoni nell'ambito della missione russa Sojuz.


Ma soprattutto c'è Orion, la navicella della Nasa che ci riporterà sulla Luna e su Marte.

Dal reale al virtuale

I protagonisti sul palco diventano, a questo punto, la Cardboard nata dalla joint venture tra Focus e Panorama d'Italia e l'app scaricabile dall'Apple Store o dal Google Play.

Mentre l'astronauta e il direttore spiegano come farle funzionare con il proprio smartphone, il pubblico e noi ci attrezziamo per la nostra esperienza nella virtual reality.

Il primo capitolo ci porta di nuovo fuori dalla Stazione Spaziale, con la possibilità di muoversi virtualmente tra i vari moduli che la compongono e osservare esattamente quello che vedrebbe un astronauta, potendo anche verificare i vari esperimenti in assenza di peso (molti riguardano nuovi materiali, nuove leghe, i cristalli, la crescita di piante e il comportamento degli animali), che rappresentano una parte importante dell'attività lavorativa quotidiana.

Tante curiosità dal pubblico

Ma che cosa mangiano gli astronauti? Come cambia il corpo in assenza di gravità? E quando si ha bisogno di andare in bagno? E com'è che si dorme? Come si preparano ai lanci nello spazio?

"L'appetito e la sete calano - argomenta Guidoni - la testa si gonfia per effetto dei cambiamenti nella circolazione. Le toilette, sono molto diverse, funzionano 'per aspirazione' ed è l'unico caso in cui restare seduti è necessario. Gli astronauti, infine, dormono in una sorta di saccoapelo galleggianti, in un contesto di alternanza giorno-notte completamente falsato, visto che in 8 ore, il sole sorge e tramonta circa 5 volte. Il tutto avviene con una lunghissima e accurata preparazione fisica e con un lungo iter di simulazioni a terra".

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