Chiara Raiola

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Vicoli stretti, scalinate, discese, salite. E palazzi di una bellezza rigorosa quanto sorprendente. È così che Macerata si è mostrata ad oltre 300 persone che hanno partecipato al primo evento esclusivo della seconda tappa del tour di Panorama d'Italia, alla scoperta delle meraviglie più nascoste, della "città segreta".

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Per molto tempo sono rimasti lontani dal grande pubblico i tre edifici collegati tra loro ma costruiti in epoche diverse, e aperti alle visite in esclusiva per Panorama d'Italia: Palazzo dei Diamanti, Palazzo Silvestri e Palazzo Lazzarini, sede della Banca d'Italia dal 1865 fino a pochi anni fa.

"Io vengo da Jesi - commenta una signora - la mia è una cittadina magnifica, non pensavo che Macerata nascondesse questi tesori". E forse neanche tanti maceratesi, che hanno partecipato numerosi, si aspettavano affreschi e portali così imponenti.

"In epoca medioevale - spiega la guida - la città non aveva grande importanza, è a partire dal Quattrocento che acquisisce un ruolo strategico all'interno dello Stato Pontificio". Diventa capitale amministrativa della marca anconetana e viene costruita una "strada grande", oggi corso Matteotti, sulla quale le famiglie più importanti decidono di costruire i propri palazzi.

La famiglia dei Mozzi Marchetti fa erigere un edificio dall'aspetto bugnato con chiaroscuri diversi in ogni ora del giorno chiamato quindi "dei diamanti" per il suo effetto ottico; i Rotelli, di origini trevigiane, puntano sull'aspetto più monumentale, massiccio, simile al magnifico palazzo Farnese di Roma e danno vita al Palazzo Lazzarini; più tardi, nel Settecento, i Pellicani Silvestri chiedono all'architetto Cosimo Morelli di realizzare un palazzo che unisca i due stili in una visione armonica. All'interno è tutto un susseguirsi di affreschi che rappresentano l'amore, l'aurora (copia perfetta di un affresco di Guido Reni) e decorazioni surreali, le "grottesche".

"Un affresco in particolare - sottolinea la guida - è stato restaurato con grande attenzione. La sala è stata usata durante l'occupazione nazista come cucina, ma per fortuna il recupero è riuscito. Era talmente annerito che non si intravedeva nulla".

Il pubblico è entusiasta. E anche noi. Il viaggio tra i segreti di Macerata sorprende tutti. Poco si conosce del patrimonio artistico maceratese, purtoppo, lo stesso che la scrittrice Lucia Tancredi ha definito un mix di baltico e fiammingo e che lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi ha definito "senza confini".

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