Alberto Bevilacqua
Panorama d’Italia 2016

La luce è qualità della vita

Archistar, grandi musei e anche progetti terapeutici di illuminazione: iGuzzini non ha frontiere.

L’opera d’arte più recentemente illuminata con speciali Led è «L’ultima cena» di Leonardo da Vinci. La serie di archistar con cui iGuzzini ha collaborato è infinita, da Renzo Piano a Gae Aulenti e Norman  Foster. Quello di musei e gallerie illuminate pure, dal Louvre alla Galleria Borghese, al Boubourg.  I premi per innovazione, design ed ecosostenibilità, idem. 

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Perché il presidente Adolfo Guzzini, nel cui ufficio recanatese con vista sui 14 ettari di verde che circondano i 150mila metri quadri coperti della produzione, campeggia la scritta "Abbiamo ancora un sogno da realizzare, illuminare  l’altra faccia della luna" è un imprenditore dall’approccio filosofico. "La luce può e deve migliorare la qualità della vita delle persone e dell’ambiente" chiarisce Guzzini sull’onda della sua famosa campagna pubblicitaria  "Better light for a better life".

Nata nel ‘59 con apparecchi decorativi per l’illuminazione, iGuzzini, oggi gestita da un mix familiar-manageriale ha poi puntato sull’illuminotecnica per esterni (ora sta dando luce a Mantova) e interni (anche hotel e store cone quello milanese di Armani), diventando leader del mercato con un fatturato di 223,5 milioni di euro nel 2015 (il 75 per cento all’estero, grazie anche alle 12 filiali)  1250 dipendenti (850 dei quali in Italia), uno stabilimento anche in Cina per il mercato asiatico. Prima ad introdurre l’illuminazione verticale dei palazzi storici, iGuzzini con il suo pool di innovazione e ricerca quest’anno ha immesso sul mercato 1100 nuovi codici. Ha sviluppato sistemi di illuminazione per  luoghi di lavoro ed è anche impegnata anche in campo medico: con l’ospedale maggiore di Bologna ha realizzato un progetto di luce terapeutica per i pazienti in coma.

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