Giovanni Toti: "Il governo riapra i negoziati sull'Ilva"

Il Presidente della Regione Liguria intervistato a "Panorama d'Italia" parla di temi locali e politica nazionale - FOTO e VIDEO

Lucia Scajola

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"Nel caso Ilva la Regione è un interlocutore, ma le scelte spettano al governo": così Giovanni Toti, governatore della Liguria, interpellato a Genova nell'intervista pubblica che ha inaugurato il tour di Panorama d'Italia. Sull'Ilva, ha detto Toti rispondendo alle domande del direttore di Panorama Giorgio Mulè e del direttore del Secolo XIX Alessandro Cassinis, "è necessario che il Governo riapra i negoziati". La Regione è stata promotrice di una soluzione “ponte” che assicurerà per sei mesi (fino a settembre) l’integrazione al reddito per quasi 600 lavoratori. 

 

 

"Oggi stiamo dedicando al caso risorse stanziate per la riqualificazione di un quartiere", ha spiegato, "c'è semplicemente un sostegno al reddito di una parte dei lavoratori che aspettano ancora di capire il loro destino, ma è compito del governo definire il futuro dell'Ilva nel suo complesso e di Cornigliano in particolare, definire con quali clausole sociali Marcegaglia, che si direbbe il pretendente più accreditato, potrà entrare dentro l'Ilva".

Politica e trivelle

Durante l'incontro, oltre l'Ilva, sono stati toccati molti dei punti nodali dell’agenda del Governatore. "Io voglio mandare a casa Renzi, e per farlo non esiste altro modo che tenere tutto il centrodestra unito", risponde deciso alla domanda politica di Mulè. E, rimanendo su temi politici, Toti parla anche del prossimo referendum sulle trivelle, spiegando che, dal suo punto di vista, se il governo avesse aperto un negoziato serio con le regioni avrebbe trovato un accordo. “Siamo arrivati al referendum per ricordare al Governo che quando si usano beni comuni, come le acque, bisogna tenere presente le esigenze delle collettività locali. Il nostro mare è più prezioso di quel briciolo di petrolio che tanto vale sempre meno” spiega. “La mia crocetta andrà quindi sul Sì. Siamo noi tra i promotori e saremo coerenti”.

I problemi della Regione
Quando Cassinis lo incalza sui numeri della disoccupazione ligure, al 9,5 per cento (superiore dello 0,7 rispetto alla media del nord ovest), Toti mette in evidenza la necessità di valorizzare il turismo, in crescita anche per via della paura del terrorismo, e quella di preservare ciò che resta della grande industria genovese.

Altro tema al centro del dibattito locale è quello della pesca. Nel ridisegnare oggi i confini delle acque antistanti la Liguria, definiti dal trattato del 1982, Toti spiega che è stata attribuita alla Francia una fossa che prima era italiana, dove hanno sempre pescato i pescatori liguri. Il trattato adesso non è modificabile, ma si può fare una convenzione con i francesi per autorizzare alla pesca libera gli italiani. Secondo il Governatore, con un po' di buona volontà da parte dei francesi, si dovrebbe risolvere il problema.
A proposito di turismo, Cassinis chiede anche come possa occuparsene seriamente l’assessore competente, gravato dal peso di 6 deleghe. Toti replica che tutti gli assessori sono oberati dal lavoro e il progetto è quello di portare il numero degli assessori regionali, che oggi sono 7, a 10 in modo da poter dividere il peso degli incarichi.

Le infrastrutture

Poco dopo a Mulè, che sottolinea l’arretratezza infrastrutturale della Regione, il Presidente racconta di aver incontrato Renato Mazzoncini, alla guida delle Ferrovie delle Stato. "Gli ho ribadito che noi, come Regione Liguria, con la Regione Lombardia, siamo pronti a finanziare un treno veloce, diretto, da Milano a Genova, a una condizione: che anche le Ferrovie investano". "Se le Ferrovie ci mettono 10 milioni di euro, noi e la Lombardia siamo pronti a finanziare" ha precisato.

La Banca Carige
"Noi guardiamo da fuori, stiamo attenti a vedere cosa succede" ha detto il Governatore a proposito della banca cittadina, che nominerà domani il nuovo Consiglio di amministrazione. "Molto del credito alle imprese viene da lì, in questa nostra regione, molti risparmi liguri sono lì, è bene sapere in quali mani è". "Io sono convinto", ha proseguito Toti, "che Carige abbia un radicamento territoriale importante, e penso che con i nuovi azionisti entrati, che hanno volontà e piani di rilancio legati al business bancario e non ai mercati finanziari, ha buone prospettive di crescita. Quando Malacalza ha preso il suo ruolo guida nell'azionariato della banca l'ho incontrato auspicando il riavvio di iniziative di sostegno all'economia. Dopodiché, se la comprerà il Fondo Apollo, il giorno dopo chiamerò... il signor Apollo e gli chiederò che intenzione ha di fare con la banca di noi liguri".


Liguria e cemento
Toti ammette che in regione si è costruito troppo e troppo male, ma che è un antica tradizione. La nuova legge secondo il suo parere cerca di agevolare chi costruirà facendo del bene al territorio: quindi con risparmio energetico, lontano da zone a rischio e tutelando il tpaesaggio. “Una legge di buon senso che può far ripartire settore edilizio che crea qui molto lavoro” sostiene.

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