Genova

Cristiano De Andrè, i racconti di una vita senza noia

A Genova per Panorama d'Italia, il cantante snocciola ricordi della sua infanzia accanto al padre Fabizio. Come quella volta che Freddie Mercury... - FOTO e VIDEO

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Gianni Poglio

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Un libro che racconta la sua vita, La versione di C. edito da Mondadori, e un nuovo tour con le canzoni di Faber che parte il 24 giugno da Roma. C'è questo nel futuro immediato di Cristiano De Andrè, ospite a Genova nella prima tappa di Panorama d'Italia 2016.

 

Erano in tanti all'Auditorium Montale del teatro Carlo Felice. Alle 19,15 Cristiano sale sul palco e inizia a snocciolare aneddoti di una vita in cui "non si è mai annoiato". "Mia mamma la sera che nacqui venne portata in clinica su una slitta trainata da cavalli. C'era troppa neve" racconta. Parla di tutto Cristiano, anche di quando suo padre e Dori Ghezzi vennero rapiti in Sardegna alla fine degli anni Settanta. "In realtà, oltre a mio padre avrebbero voluto rapire me. Per un caso fortuito toccò a Dori" rivela.


A seguire gli incontri con Francesco De Gregori in Gallura ("ero bambino e gli saltai al collo chiedendogli perché Alice guarda i gatti. Lui mi disse: bambino dai, lasciaci in pace. Stava scrivendo canzoni con papà") e con i Queen al completo. "Ero con mio padre in tour in Germania. La sera in discoteca, a Monaco, mi trovai di fianco a Freddie Mercury che saltellava da una parte all'altra del locale a tempo di musica.

"Mio padre ha avuto problemi seri con l'alcol ma di lui conservo ricordi straordinari. Ogni sera che canto le sue canzoni e ripeto le sue parole, ho come la sensazione di conoscerlo meglio. Sono lampi intimi, difficili da spiegare" racconta. "Mi piace portare in giro la sua musica perché in questo modo la faccio arrivare a nuove generazioni di ragazzi che nel vuoto del presente hanno bisogno di parole che siano una medicina per l'anima". Nel futuro meno immediato, dopo il libro in uscita il 29 aprile e il tour De André canta De André, ci sono un album di canzoni inedite e un'opera rock da mettere in scena. A chiudere un episodio esilarante: "mi ero specializzato nell'imitazione del verso del cuculo. Quando eravamo in tour mio padre voleva che salissi sul palco per fare quel verso nel mezzo di Fiume Sand Creek. Il più delle volte a causa dell'emozione mi usciva un soffio silenzioso, quasi impercettibile. E lui mi presentava così: Cristiano il figlio nato da un amplesso esagerato". Applausi e risate.

Poi, il live acustico salutato da tantissimi applausi, soprattutto dopo una splendida versione di uno dei suoi pezzi più belli: Invisibili

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