Con una puntualità sorprendente - “sta invecchiando”, scherza Giorgio Mulè, direttore di Panorama - Vittorio Sgarbi arriva al teatro Verdi di Salerno per una lectio magistralis sull’arte dell’antichità a conclusione della prima giornata del tour Panorama d’Italia in Campania.

“Qui mi sento a casa, è una città a me cara e amica. Conosco bene il presidente della Regione, il sindaco, il direttore di questo teatro che fu inaugurato a fine Ottocento con il Rigoletto. E proprio qui ho diretto due opere: la Vedova Allegra e il Don Giovanni”. Tripudio, in sala e su Facebook dove va in diretta il Live del'incontro che in pochi minuti raggiunge centinaia di migliaia di persone.

Salerno, oasi di buona amministrazione

In questa città, sottolinea Sgarbi, è andata in scena una sorta di miracolo del meridione come è accaduto anche a Matera o a Lecce. Salerno è tra le poche città del sud che non è legata all’immagine della povertà, del degrado. Come il salento sta a Lecce, il cilento sta a Salerno. "Sono oasi di buona amministrazione”.

Salerno è infatti un modello per la rinascita. E l’investimento sulla bellezza non è sufficiente, va fatto di più, molto di più.

La bellezza costituzionale

"La bellezza è costituzionale" dice Sgarbi. "Che un sindaco capisca che mettere le luci d’artista per illuminare la propria città, è un fatto importante. E questo a Salerno è accaduto. Poche città sono state capaci di fare interventi di architettura dopo il fascismo. Qui è successo con la stazione marittima. Salerno ha mantenuto la bellezza dei luoghi, è un’isola felice".

Paestum e la magna grecia

E poi c’è la costiera con la cattedrale di Amalfi e il Cilento con Paestum e la magna grecia, cuore dei grandi viaggi ottocenteschi preceduti da Winckelmann che fece vedere quei luoghi di pascoli come patria della civiltà antica. Il tempio di Era è il più antico, ha le colonne un po’ panciute precedenti a quelle doriche, e una cella anomala con due navate e poi c’è il tempio di Atena al quale si è ispirato il Palladio e poi gli architetti della Casa Bianca. E ancora il tempio di Nettuno, il più integro: “se entrate lì vi renderete conto di essere fuori dal tempo”.

Roma, invece, ha un’antichità contemporanea, dice Sgarbi, “solo la Raggi non se ne è accorta”. La verità è che” oggi c’è un nuovo padre Pio di nome Cantone che decide tutto. Roma è una città morta mentre dovrebbe avere un’autorità per la bellezza”.

I primi passi della filosofia

Il mondo classico parte da qui, da Paestum e da Velia dove hanno camminato Parmenide e Zenone, cioè l’origine del pensiero, della filosofia. "Mi piacerebbe fare in Cilento un Festival dell’Essere, ne ho già parlato con il governatore De Luca” propone lo storico.

Nel parco archeologico di Velia c’è il castello dove è vissuto Giambattista Vico, un grande pensatore. Tutto questo è l’anima del Cilento, area di una civiltà profonda. Se tutto questo non bastasse c’è l’arte necrofila con le decorazioni parietali della tomba del tuffatore di Paestum, la più integra delle pitture greche.

La cattedrale e la certosa

Ma Salerno è anche la certosa di Padula “che dà la stessa emozione di templi di Paestum, dove c’è uno dei più grandi cortili del Settecento” e la sua cattedrale con i suoi grandi spazi, il cielo sopra la testa e le sue formelle di avorio conservate nel museo diocesano: “l’ignoto autore sembra Chagall, libero dalle regole”.


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