Modesto e Viviana sono due adulti, hanno dei figli e sono sposati da diversi anni. Non tra loro però. E il fatto che si amino moltissimo complica parecchio le cose. Perché da spensierata coppia di amanti clandestini, col procedere del tempo, i due sono diventati una coppia stabile. E le dinamiche del loro rapporto sono diventate identiche a quelle delle rispettive coppie ufficiali. La clandestinità, insomma, prende i connotati di un’aggravante insostenibile. E come spesso accade agli amori nati fedifraghi, arriva il momento in cui ci si chiede: adesso che si fa? Si tronca una relazione che è sfuggita di mano o si esce allo scoperto? Viviana opta per una terza via: costringe Modesto a seguirla in una terapia di coppia.

Si snoda così la vicenda dei protagonisti di “Terapia di coppia per amanti”, ultimo romanzo di Diego De Silva, irresistibile commedia dei sentimenti, comico e paradossale racconto a due voci (più quella dell’analista), dove il repertorio dei tic più tipici degli innamorati si rincorre di pagina in pagina, fino a comporre una perfetta definizione delle trappole dell’amore.  

Pubblicato da Einaudi, il libro è stato presentato dall’autore giovedì 8 settembre nella tappa a Ravello del tour Panorama d’Italia.

De Silva, non crede sia un ossimoro una “terapia di coppia per amanti”? "Potrebbe sembrarlo. In realtà, la storia di Modesto e Viviana ci mette di fronte a un fatto inconfutabile: quando ci si innamora, è l’amore che detta le regole, non più gli innamorati. Quando ci si ama da tempo, si è ormai una coppia e basta. Cadono gli steccati tra clandestinità e ufficialità. Le dinamiche sono le stesse. E dunque si può legittimamente finire in analisi".  

L’autore, del resto, fuga ogni dubbio già nell’incipit del romanzo. "Se pensate che gli amanti siano partigiani della felicità; gente abbastanza disillusa da aver capito che l’unico modo per resistere all’andazzo mortifero della vita matrimoniale sia farsene un’altra in cui negare ideologicamente le norme vigenti nella prima, e dunque abolire ogni ruolo, ogni dovere, ogni ambizione di stabilità in nome di un unico fine superiore (il solo che poi conta veramente), quello di vedersi quando si ha voglia senza aspettarsi dall’altro più di quanto ti dà; bene, se è questo che pensate, allora lasciate che vi dica che non avete la minima idea di cosa state parlando".  

L’amante, insomma, non è "un fazzoletto di terra a statuto speciale» avverte De Silva, che nel corso della chiacchierata a Ravello non si è risparmiato in una sorta di ironica fenomenologia del comportamento amoroso. "La bolla di felicità che tiene lontano il mondo reale, prima o poi esplode, e ci fa cadere con tutti e due i piedi nel bel mezzo della realtà": questo il destino degli amori clandestini (veri), secondo lo scrittore.

Ma al di là di ogni considerazione sulla psicologia degli amanti (di cui questo romanzo è una ricca miniera), il libro è anche e soprattutto lo stile in cui è scritto: un flusso misto di fatti e pensieri, di momenti in cui si ride di gusto, e di presa diretta del linguaggio degli innamorati. “Terapia di coppia per amanti” è insomma un’altalena di tenerezza e rabbia, dolcezza e rancore, dove i tanti registri della comunicazione si fanno più di un giro sulle montagne russe delle emozioni, restituendoci un divertente spaccato di quanto siamo "vulnerabili e fessi" quando a guidarci non può più essere il nostro arbitrio.

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