Luciano Lombardi

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Nel raccontare le eccellenze della Sardegna nella Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, era inevitabile che si partisse da uno dei fiori all'occhiello della regione, il Forte Village Resort, che, "anche in un momento così delicato per l'economia", ha introdotto il direttore di Panorama Giorgio Mulè, "ha messo mano al portafogli e ha investito qualcosa come 30 milioni di euro per far crescere, evolvere e migliorare quel piccolo grande paradiso di 47 ettari di macchia mediterranea in cui la struttura si sviluppa". 

Eccellenze dunque, nel turismo, nell'agroalimentare, nella tutela e nello sviluppo del territorio. Grazie alla presenza, a Cagliari e dintorni, di imprese che hanno deciso di investire, scommettere e valorizzare le loro attività.

Lo conferma il direttore Commerciale e Sviluppo di Forte Village Resort, Paolo Mancuso: "La qualità del servizio è il nostro primo punto di forza, e continuare a investire per mantenerla elevata è fondamentale. Pensiamo anche alle competenze professionali nel nostro settore e, da ormai otto anni, abbiamo avviato l'Hotel Business School, allo scopo di formare i giovani, soprattutto sardi, e siamo fieri di dire che il 99% di quanti sono usciti dai nostri corsi sono oggi impiegati".

L'importanza di tuelare la tipicità locale
Salvatore Palitta e Antonio Maria Sedda sono, rispettivamente, i presidenti del Consorzio Pecorino Romano e del Consorzio tutela del Fiore Sardo d.o.p. Entrambi portano al tavolo dei relatori le loro storie di eccellenza nel settore delle materie prime.

Al centro del racconto c'è il cosiddetto Patto di Alghero che, spiega Palitta, "È mirato a rafforzare il sistema di protezione e tutela dei prodotti tipici dalla contraffazione, soprattutto in mercati molto interessanti come quello del Nordamerica, un tema particolarmente importante negli ultimi tempi".

Sedda ha alle spalle una tradizione familiare nella produzione del Fiore Sardo, ed è oggi a capo di un consorzio giovane, che da meno di un anno lavora a tutelare il prodotto, con il grande obiettivo di "consolidare e far crescere il mercato tradizionale - dice - ma anche aprirsi al mondo e far conoscere questo storico formaggio anche all'estero".

L'unione fa la forza
Dai produttori il discorso si allarga alle istituzioni e dunque ai finanziamenti erogati a loro favore, a partire dai 3 milioni destinati ai consorzi di tutela dei tre formaggi d.o.p della Regione (pecorino romano, pecorino e fiore sardo) per valorizzare e sviluppare le loro potenzialità anche su scala internazionale.

Ne parla Elisabetta Falchi, assessore all'Agricoltura della Regione Sardegna: "Il progetto è già operativo, a giorni verrà pubblicato il bando e ci auguriamo che il successo di questa iniziativa possa contribuire a fare delle nostre prelibatezze casearie anche un veicolo per comunicare al mondo la straordinarietà della nostra terra. Accanto a questo, va detto che, ad oggi, abbiamo speso il 98% dei fondi europei che abbiamo ottenuto, un record, per finanziare progetti imprenditoriali e abbiamo in essere un importante piano di investimenti nella formazione e nell'accompagnamento alla nascita a nuove imprese agricole create da giovani".

Persone, logiche, legame con il territorio
L'Isola e il Continente, un rapporto fondamentale, delicato e spesso difficile. Che da qualche anno, con l'ingresso - importante - dei privati, sembra conoscere una nuova era, se non idilliaca, comunque migliore del passato. "Come siamo arrivati a questo grande risultato?", si domanda Pietro Manunta, presidente Tirrenia, nel 2012 acquisita dalla Cin di Vincenzo Onorato. "Cambiando le persone, cambiando le logiche di gestione, rafforzando il legame con il territorio. Già quest'anno" prosegue il manager "possiamo dire di aver fatto crescere il livello di qualità del nostro prodotto e dei nostri servizi e ce lo confermano i feedback dei passeggeri, oltre ai numeri, visto l'aumento del 10% dei volumi di traffico".

"Il turista al centro, finalmente", esulta Marzia Cilloccu, assessore alle Attività Produttive e Turismo del Comune di Cagliari, procedendo lungo lo stesso cammino tracciato da Mancuso e da Manunta. "Abbiamo, innanzitutto, lavorato molto per migliorare l'accoglienza e le infrastrutture e i risultati cominciano a vedersi".



Una nuova economia
Al tavolo dei relatori siede anche Gabriele Littera, co-fondatore e presidente del consorzio Sardex, la moneta alternativa o, se si preferisce, il sistema di mutuo credito che permette alle aziende di scambiare beni e servizi e che oggi coinvolge circa 3 mila aziende che generano una mole di scambi quantificabile in circa 6 milioni di euro al mese.

"Dalla Sardegna al resto d'Italia, tra i nostri obiettivi c'è l'espansione in tutto il Paese, già iniziata. Sardex nasce dal basso, a partire da un'esigenza, quella di accedere più facilmente al credito, mediante nuove strategie che non mettono al centro solo il denaro ma il surplus produttivo delle imprese, un sistema che può assomigliare al baratto, ma in realtà è cosa molto più complessa".

Così come è complesso il business avviato nel lontano 1989, quando una legge impose un consorzio obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste. E così - per iniziativa di Antonio Fais, anche lui tra i relatori della tavola rotonda - naque In. Ve. Sa. che oggi è un'eccellenza del territorio facente parte di Cobat, l'organismo Nazionale per la Raccolta e il Riciclo. "Aver raggiunto il 96% di raccolta - argomenta orgoglioso Fais - ci ha fatto diventare un caso di studio in tutto il mondo". E che non si dica che la Sardegna è solo turismo e mare.

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