Luciano Lombardi

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Win the Bank, ovvero: "Come un'impresa può riuscire a farsi finanziare" da quelle entità controverse che sono le banche, approda a Cagliari, nel contesto della tappa che Panorama d'Italia ha organizzato nel capoluogo sardo.

Ospite l'economista Valerio Malvezzi, fondatore della società, che mette in scena una sorta di trailer cinematografico di un film dedicato a come accrescere le propababilità di ottenere un credito per sostenere o far crescere la propria impresa.

Siamo a cavallo tra la lezione di economia e il vademecum che ogni imprenditore dovrebbe aver sempre a portata di mano quando deve rivolgersi a un istituto bancario.

Il cuore della trattazione è costituito da 15 consigli e precetti, fondamentali da conoscere e da applicare, perché il mercato finanziario sta cambiando rapidamente tanto che quel mondo in cui "quando avevi bisogno di soldi andavi in banca, chiedevi e ottenevi senza grossi problemi non esiste più". Per questo - avverte l'economista - "è necessario sviluppare una cultura finanziaria ben miscelata con una serie di comportamenti corretti".

Una saggezza che arriva dal passato
"Diceva mia nonna quando ero un giovane studente di economia - ricorda Malvezzi - che le banche danno i soldi soltanto a chi non ne ha bisogno", una pillola di saggezza popolare che non si discosta poi molto dalla celebre tesi di Henri Germain, il grande bachiere che fondò il Crédit Lyonnais, secondo cui se qualcuno chiede il credito, e lo chiede con troppa insistenza, è saggio non concederglielo.

"Pur essendo entrambe verità ineluttabili, lo scenario è un po' più complicato - sottilinea ancora l'esperto - e nei casi in cui si venga a creare un cortocircuito tra l'imprenditore e la banca, è possibile mettere in atto apposite tecniche per bypassarlo".

I primi punti dell'elenco possono anche sembrare molto ovvi, "eppure - assicura Malvezzi - nella pratica, il fatto di avere ben chiaro qual è il giusto interlocutore, essere preparati sulla centrale dei rischi e sulle diverse tipologie di garanzie disponibili, avere le idee chiare su come si intende spendere il denaro che si richiede e che sia meglio riassumere i propri desiderata in un documento scritto ben articolato, come pure preferire un prodotto finanziario personalizzato a uno standard, sono tutti aspetti a cui si presta meno attenzione di quanta ne occorrerebbe".

L'importanza del bilancio e del business plan
Altri precetti riguardano l'importanza di creare un rapporto con la propria banca (anzi con le proprie banche perché gli istituti non sono tutti uguali e uno più essere più adatto di un altro per determinate esigenze di credito), ma anche quella di considerare il bilancio della propria azienda, sia sotto il profilo patrimoniale che reddituale e finanziario, come un qualcosa in continuo mutamento.

E che tutto questo da solo non è più sufficiente, e lo sarà sempre meno, soprattutto quando, dal 2019, entrerà in vigore l'obbligo di allegare alle richieste di finanziamento anche il business plan.

Infine, ultimo non ultimo, essere sempre convincenti, ovvero fare in modo che la banca consideri in ogni fase del processo di concessione del credito di avere a che fare con un'azienda affidabile, che si appresta a intraprendere un percorso certo, sotto la guida di un condottiero che sa sempre quello che fa.

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