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Cagliari

Cagliari, il futuro è adesso

Imprenditoria giovanile e nuove imprese, tecnologia applicata a vecchi mestieri e il solito traino del turismo. Così il capoluogo sardo continua a crescere

Giovani che tornano e avviano nuove attività, turisti che arrivano e partono con la promessa di ritornare. Un territorio in fermento ricco di risorse, una città viva con un occhio attento alla sostenibilità. Benvenuti a Cagliari, locomotiva della Sardegna: con la sua provincia produce il 40 per cento del valore aggiunto regionale. Non è una novità: nel 2015 ha guadagnato altri 1,2 punti rispetto al 2014, pari a 141 milioni di euro di ricchezza generata.

Merito del settore dei servizi, che pesa per il 52 per cento nel tessuto economico locale, seguito dal commercio, che arriva al 28,5 per cento. Parecchio più fiacca invece l’industria (congelata al 10,4 per cento) e altrettanto le costruzioni (5,6 per cento). Ma il dinamismo si vede in un altro capitolo, andando a consultare l’elenco delle aziende al battesimo.

Ne sono nate 4.084 nel corso del 2015, mentre a cessare le attività sono state in 3.414. Il saldo positivo è di 670 unità. Più o meno l’1 per cento, in lieve vantaggio rispetto alla media nazionale del 0,75 per cento. Non briciole, ma segnali che il peggio è ormai alle spalle. Quanto al dato aggregato, le imprese registrate alla Camera di Commercio sono 82.998, contro le 67.814 di Sassari e le 32.393 di Nuoro. Un’impronta evidente sul totale sardo di quasi 200 mila realtà.

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– Credits: Marco Morello

«Eppure la crisi si è fatta sentire parecchio. Di più: quando il Paese vive un momento difficile, la Sardegna tende ad avvertirlo in misura ancora maggiore. Ci sono state chiusure di aziende, questioni legate alla mobilità sul territorio che hanno disincentivato gli investitori, in particolare nel comparto industriale. Però avvertiamo, anzi registriamo confortanti cambi di passo» ragiona la professoressa Paola Piras, commissario straordinario della Camera di Commercio di Cagliari.

Strapotere dei servizi a parte, la sensazione è che il capoluogo stia piazzando le fondamenta del suo futuro. «I nostri giovani hanno capito che non possono più aspirare al posto fisso, devono osare, spingere, avviare nuove attività». Ecco che a fine 2015 le imprese aperte da under 35 erano 774 in più rispetto a dodici mesi prima. Erano già 6.614 unità, grosso modo il 10 per cento del totale di quelle attive (70.997), concentrate prevalentemente nel settore commerciale, delle costruzioni e, passaggio da sottolineare, nell’agricoltura.

«Il ritorno alla terra» commenta Piras «non è più visto come un ripiego, come un piano b da abbracciare forzatamente vista la mancanza di alternative degne. I nostri giovani, alcuni dei quali sono anche andati a studiare altrove, lontano, hanno deciso di tornare a Cagliari per mettere a frutto le competenze che hanno acquisito. Infondendo tecnologia e innovazione nella coltivazione, un comparto storico e strategico per il territorio. Raggiungendo una produzione di qualità davvero importante».

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– Credits: Marco Morello

«I nostri giovani hanno capito che non possono più aspirare al posto fisso, devono osare, spingere, avviare nuove attività»

Questo ragionamento per andare oltre il solito, abbastanza scontato punto di forza che la città e la sua provincia continuano vantare: bellezze senza tempo in grado di ipnotizzare i turisti. «Le presenze non smettono di crescere. Cagliari è una città frizzante grazie all’attitudine dei suoi cittadini di vivere all’aperto tutto l’anno, frequentando fino a tarda sera i moltissimi caffè e ristoranti del centro; per la sua offerta ricettiva diversificata, dai piccoli alberghi di charme agli hotel moderni, dai bed and breakfast agli ostelli per la gioventù».

Per la sua elevata sicurezza: il Sole 24 Ore l’ha piazzata all’ottavo posto nazionale per l’ordine pubblico. A cui va aggiunto «un clima ideale per praticare sport all’aperto anche nel meraviglioso litorale cittadino che per dieci chilometri costeggia il mare; per la sua offerta culturale e quella enogastronomica vasta e raffinata; per la posizione strategica rispetto ai piccoli paesi che la circondano e alle più belle spiagge del Mediterraneo e, infine, per un tramonto che apre il cuore e commuove». Così, quando si riparte, si porta sempre via il desiderio di ritornare.

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