Per due ore, turisti nella propria città: così gli oltre 50 partecipanti dell'evento inaugurale della tappa sarda di Panorama d'Italia hanno scoperto i "segreti" di una Cagliari inaspettata.

Partito da Piazza Costituzione subito dopo la cerimonia di apertura, il gruppo guidato da Claudia Caredda ha seguito un itinerario fatto delle luci della città bianca e del buio dei rifugi della Seconda Guerra Mondiale, poco conosciuti anche agli stessi cagliaritani.

A fare da filo conduttore lungo il percorso, quindi, la storia di una città pesantemente colpita dai bombardamenti e puntellata dai segni della sua stessa rinascita.

Le conseguenze della guerra
Il primo incontro, quello con il Bastione di Saint Remy, in realtà, è altamente simbolico: rimasto indenne dalle bombe, fu utilizzato per ospitare gli sfollati vittime della distruzione.

Lungo via Mazzini che diventa Via Spano e quindi via Università, la scoperta è nell'architettura neoclassica del Teatro Civico. In questo caso si parla di un conflitto molto particolare, quello tra le nobildonne che si contendevano i suoi palchi. Sventrato dalle bombe, fu ricostruito ma senza il tetto, così da lasciare le "stelle a vista".



La città dei Bastioni
Una lunga ascesa, con lo splendido panorama della città vista dall'alto, conduce a un altro dei tanti Bastioni che circondano la città, quello del Trabucco e da lì a pochi passi in Piazza Palazzo, centro nevralgico del potere monarchico durante la dominazione spagnola prima e sabaudia poi.

Qui si trova la bellissima Cattedrale e il piccolo palazzetto di città, sede del Comune fino al 1911.

Altro luogo vittima dei bombardamenti è Piazza Carlo Alberto, dove - osservando Palazzo Asquer, la cicerone rievoca il periodo in cui tutta l'area era sottoposta al coprifuoco e all'oscuramento, per muoversi a ritroso nel tempo e raccontare al  pubblico gli aneddoti intrisi di potere e di morte intorno agli avvenimenti che avrebbero avuto luogo nel Palazzo Aymerich, del quale resta ormai soltanto una parte. 

Piccole e grandi storie del passato
Il nome di Gaetano Cima ricorre spesso nei racconti della Caredda. Si tratta di uno dei più grandi architetti sardi, al quale è stata dedicata anche la via che porta all'edificio che ha visto nascere l'Unione Sarda.

Tra le vie dello shopping, la guerra è ancora una volta protagonista dell'aneddotica, tra gli anni in cui il cibo era carente, c'era il fascismo e c'era l'autarchia con le sue originali e talvolta bizzarre alternative.

Il giro si conclude ammirando Piazza Yenne e poi l'imponente Chiesa di Sant'Anna, una sorta di Sagrada Familia sarda iniziata nel '700 e conclusa nel secolo scorso, per essere poi - anch'essa - distrutta dalle bombe.

L'ultima tappa di questo mini-tour della memoria e della bellezza di Cagliari è rappresentata dalla Cripta di Sant'Efisio, con i suoi suggestivi altari votivi in calcare.

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