Vicenza

Imprese: la crescita e la competizione passano dall'estero

Il futuro delle aziende al centro del dibattito con gli imprenditori, organizzato a Vicenza da Panorama d'Italia - LE FOTO, IL VIDEO

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Mikol Belluzzi

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Il futuro delle aziende e degli imprenditori è stato il focus del convegno Le strade della crescita che si è tenuto al Cuoa di Vicenza, la scuola superiore veneta che si occupa di formazione manageriale. “Gli imprenditori di aziende piccole e medie devono decidere di formare se stessi e le figure chiave della loro impresa” ha detto Diego Campagnolo, direttore master per imprenditori al Cuoa “perché per crescere è fondamentale darsi un’organizzazione e attorniarsi di persone valide”.  

 



Soprattutto in un’area altamente industrializzata come quella di Vicenza, come ha sottolineato Giuseppe Zigliotto, presidente di Confindustria Vicenza, terza provincia d’Italia per export assoluto, ma prima per export pro capite. “Già nel 2014 la nostra area ha avuto un Pil in ripresa, perché qui ci sono capacità peculiari dato che non è facile vendere fuori casa se non si fa innovazione. Da noi, inoltre l’integrazione tra impresa e scuola funziona perfettamente perché in media in soli 85 giorni i giovani laureati trovano un lavoro”.

Perché in Italia si può ancora fare industria, nonostante il costo del lavoro sia penalizzante. È il caso di Fiamm guidata da Stefano Dolcetta, vice presidente di Confindustria e amministratore delegato dell'azienda, che ha riportato una parte della produzione di batterie per auto in Abruzzo. “Oggi siamo una multinazionale tascabile presente in tutto il mondo e abbiamo riportato le attività che avevamo in Repubblica Ceca ad Avezzano perché all’estero scarti e turnover erano troppo elevati. Abbiamo investito 20 milioni di euro, ma siamo già stati ripagati da un raddoppio degli utili 2014”.

Un aiuto può venire anche dalla tecnologia, come ha sottolineato Maria Cristina Farioli, director of marketing communication & citizenship Ibm Italia. L’obiettivo deve essere quello di “creare in azienda un ambiente collaborativo dove la conoscenza è posta al centro e si punta sulla partnership, cioè sull’apertura al cliente che viene costantemente ascoltato”. Il futuro dell’impresa manifatturiera è già qui ed è quello dell’industria 4.0 che porterà il digitale anche nel ciclo produttivo.

Merito della banda ultralarga che darà valore aggiunto alla crescita del paese e delle imprese, anche se come sottolinea Giuseppe Tillia, responsabile agenda digitale di Telecom Italia, oggi in Italia 33% di cittadini non usano internet, numero che dovrà dimezzarsi nei prossimi anni. “Il piano Telecom al 2017 è d’investire 3,5 miliardi di euro in reti in fibra e data center. In particolare, in Veneto altri 10 centri saranno serviti e nel 2015 arriveremo nel distretto di Arzignano e a Schio”.

Ma per crescere è anche necessario guardare a nuovi obiettivi, soprattutto all’estero. “Nel settore vinicolo le aziende hanno dovuto cambiare pelle a metà degli anni Ottanta e ampliare il loro orizzonte per non morire” ha aggiunto Gianni Zonin, presidente dell’omonimo gruppo vinicolo e presidente della Banca Popolare di Vicenza.  “Ora c’è uno sviluppo straordinario dell’export del vino che ha superato il 50% grazie a produzioni di qualità e la mia azienda è arrivata all’80% con un export in 106 paesi del mondo”.

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