Mikol Belluzzi

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Superare la crisi grazie a una forte spinta all’internazionalizzazione e all’innovazione di prodotto. È questa formula vincente raccontata dagli imprenditori vicentini intervenuti al convegno "Costruire le eccellenze" moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè a Vicenza.

Una sfida vinta da Fiamm, leader italiano delle batterie per auto. "Abbiamo puntato tutto su internazionalizzazione e impatto green del prodotto” ha detto Nicola Cosciani, direttore business unit energy storage solutions di Fiamm, "e questo ci ha consentito di capitalizzare il know how di oltre 70 anni di storia e di guardare al futuro. Abbiamo ridotto a zero impatto ambientale delle batterie per auto che ora vengono riciclate quasi al 100%".

Una ricetta che ha supportato anche Valentino Campagnolo, amministratore delegato di Campagnolo, l’azienda che fin dagli anni Trenta ha fatto innovazione su un mezzo tradizionale come la bicicletta. "Noi siamo abituati a vivere in maniera agonistica la nostra azienda, dato che serviamo i grandi campioni dello sport. Negli anni abbiamo depositato 450 domande di brevetto e ne sono ancora in vita oltre 240".

Ma anche nel settore pubblico la logica dell’innovazione si è rivelata vincente, come ha confermato il vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini D’Elci. "Chi amministra la cosa pubblica e si occupa di crescita del territorio non può non portare una visione più vicina a quella del privato. E così si riesce anche a far fronte ai tagli al bilancio. Un esempio? L’anno scorso abbiamo tenuto aperto la Basilica Palladiana anche di notte, guadagnando e facendo lavorare 25 persone".

Digitalizzazione e internazionalizzazione

Ma per fare questo c’è bisogno di formazione come ha testimoniato Giuseppe Caldiera, direttore generale della Fondazione Cuoa, la più antica business school d’Italia, che ha sottolineato come in questo momento "il bisogno primario delle aziende manifatturiere eccellenti sia quello di digitalizzarsi".

Va in questa direzione il business di Simest, la finanziaria pubblica che aiuta le imprese italiane a internazionalizzarsi. "Il nostro ruolo è quello d’affiancamento a tante aziende di tutti i settori e dimensioni" ha detto Massimo D’Aiuto, amministratore delegato. "L’errore più diffuso da parte degli imprenditori è giocare in difesa e rimanere un operatore di nicchia. Per fare un salto di qualità, invece, bisogna investire in innovazione e molti imprenditori lo hanno capito". Una lezione che ha imparato Francesco Manni, amministratore delegato dell’omonimo gruppo siderurgico con otto stabilimenti nel mondo, che ha chiesto sostegno finanziario a Simest. "Volevamo approcciare due mercati difficili come Russia e Messico e ci siamo interrogati su come farlo senza sbagliare. Simest ci ha aiutato a fare l’intelligence del business, cioè tutta la fase preparatoria per realizzare il business plan".

La spinta del conciario

L’anello di congiunzione tra agricoltura e industria, cioè il settore conciario, è una delle eccellenze di Vicenza che accoglie il distretto più grande d’Italia. Un salto di qualità fatto grazie alla capacità di realizzare pelli "per il settore del lusso, ma anche per il comparto automobilistico di cui siamo leader mondiali" spiega Salvatore Mercogliano, amministratore unico di Lineapelle e direttore Unic. "Di fatto il lusso mondiale non può fare a meno delle pelli italiane, i cui produttori hanno un occhio sempre più attento alla sostenibilità, che impegna dal 6 all’8% del fatturato annuale delle imprese conciarie". 

Ma la sostenibilità è anche quella energetica, come ha sottolineato Giovanni Zanchetta, responsabile Enel per il Triveneto. "Per noi è una sfida enorme soprattutto a Vicenza dove forniamo 88 mila famiglie e 15 mila imprese a cui proponiamo prodotti e servizi su misura". Recentissimo l’accordo con il gruppo conciario Mastrotto per cui Enel realizzerà un impianto chiavi in mano di cogenerazione.

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