Vicenza

Batterie sempre più ecologiche

La scommessa di Fiamm: ora si punta agli impianti fotovoltaici domestici

24 MAR 2015 - Montecchio Maggiore (VI) - Stefano Dolcetta, FIAMM batterie.

Mikol Belluzzi

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Montain View, la città californiana dove ha sede il colosso internet Google, dall’inizio dell’anno circolano quattro bus elettrici: montano batterie ecologiche al sale prodotte da Fiamm, che le fornisce anche al furgone Iveco Daily elettrico, un modello che si è appena aggiudicato il riconoscimento di «Van of the year» 2015. Questa tecnologia a zero emissioni, così come le applicazioni d’immagazzinamento energia, sono le due nuove direttrici di crescita del gruppo vicentino che dal 1942 produce e distribuisce accumulatori per l’avviamento auto e avvisatori acustici, di cui è leader mondiale. "Siamo entrati in questi settori innovativi nel 2007 e abbiamo investito 120 milioni nel loro sviluppo" conferma Stefano Dolcetta, amministratore delegato del gruppo, che ha chiuso il 2014 con 560 milioni di euro di fatturato. "I primi ritorni arrivano ora, con un po’ di ritardo, ma bisogna tener conto che sul fronte della mobilità sostenibile le municipalità hanno ridotto drasticamente i loro investimenti, mentre per l’accumulo d’energia abbiamo subito il calo della domanda di elettricità degli ultimi anni".

Sull’"energy storage", la possibilità d’immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili per renderla disponibile in base alle necessità di consumo, oltre alla fase di test con big del settore come Terna ed Enel, l’interesse di Fiamm si sta spostando verso i piccoli impianti fotovoltaici domestici: in questo caso l’accumulo è già possibile, ma i prezzi di questi impianti sono ancora abbastanza elevati e servirebbero degli incentivi per renderli più convenienti. Una tecnologia che, secondo gli analisti, dovrebbe valere 6,5 miliardi di euro da qui al 2017. "Per accelerare la crescita nelle batterie al sodio abbiamo acquisito un’azienda elvetica, la Sonick, ed è in Svizzera dove  produciamo e facciamo ricerca" continua Dolcetta. "L’utilizzo del sodio per le batterie non è una novità, esiste dagli anni Ottanta, ma ora grazie alla tecnologia i costi sono diventati accettabili, 4-5 volte in più rispetto a quelle tradizionali, mentre la loro durata  è fino a 10 volte superiore alle batterie tradizionali". 

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