Varese

Varese, una provincia di start up

Nell'incontro moderato da Giorgio Mulè, dedicato alle nuove imprese si è parlato di modelli di business vincenti - FOTO e VIDEO

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Mikol Belluzzi

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 In Italia c’è un grande fermento di idee e di start up, mentre quello che spesso manca è la costruzione di un business plan di successo. Èquanto è emerso durante il dibattito “Fare start up in Italia si può” moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè durante il tour di Panorama d’Italia a Varese.

“Noi ci occupiamo di mettere a punto il modello di business di una start up attraverso tre domande iniziali che sono: che cosa posso fare, che cosa c’è già e cosa vuole il mercato” dice Fernando Alberti, direttore dell’Institute for entrepreneurship and competitiveness della Liuc di Castellanza, che presso il suo ateneo sta seguendo una quindicina di giovani imprenditori. Una tendenza in ascesa in Italia. “I dati parlano chiaro: nel 2014 sono nate 275 mila imprese in Italia e 171 mila persone hanno lanciato il loro progetto, un numero in crescita dopo tanti anni” ha detto Federico Barilli, segretario generale di Italia StartUp, associazione che riunisce chi crede nel rilancio economico del nostro Paese. “1.256 sono le start up innovative, di cui 850 in Lombardia, e questo significa che ci sono tanti giovani e meno giovani che ci stanno provando”. Ma come può la tecnologia supportare questi nuovi imprenditori? Anche grazie a competizioni come Smartcamp, l’unica competition che Ibm fa nel mondo e giunta alla terza edizione in Italia. “La giornata finale è fissata per il 16 giugno quando i quattro finalisti presenteranno la loro idea a una platea di professionisti” sottolinea Giuseppe Ravasi, manager of Cloud ecosystem development di Ibm Italia. Quasi tutte le start up selezionate si basano sul cloud e la maggior parte si rivolgono alle aziende.

Al dibattito hanno partecipato anche alcuni startupper della provincia di Varese. Come Mario Borri di Ntt. “Noi conosciamo bene la spalmatura della finta pelle da cui volevamo eliminare i solventi e abbiamo deciso di fare ricerca per eliminare questo problema. La nostra start up è nata cinque anni fa e ora siamo in contatto con tutti i colossi mondiali della chimica per vendere la nostra tecnologia”. Anche il colosso energetico Enel è entrato nel mondo delle start up, aiutando e finanziando i giovani imprenditori. “Noi operiamo come partner strategici e mettiamo a disposizione delle start up il nostro know how. E poi vogliamo essere anche clienti di queste aziende, che aiutiamo nel processo d’internazionalizzazione” ha sottolineato Luca Seletto, external start up iniatives di Enel, che gira l’Italia per trovare nuove idee imprenditoriali.

Come quella di Zzzsleepandgo, nata dall’idea di tre ragazzi varesini che hanno inventato un piccolo modulo per dormire in aeroporto. “I soldi per iniziare ce li ha dati un giovane business angel, che ci ha aiutato a partire” ha detto Matteo Anthony Destantini, uno dei tre fondatori di Zzzsleepandgo, che stanno girando Italia e l’estero a caccia di contratti. E’ stata Ibm, invece, a intuire le potenzialità della Poip di Edoardo Tosetti, che si occupa di comunicazione aziendale. “Tutto è partito dalla Silicon Valley da dove siamo tornati con un’idea imprenditoriale che però non è andata bene” ammette Tosetti. “Ma da lì è nata una nuova idea per far comunicare e interagire i dipendenti di un’azienda”.

 
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