Gianni Poglio

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Seconda serata di parole e grande musica a Panorama d'Italia dopo l'incontro di ieri con Mogol. Introdotto dal direttore di Panorama Giorgio Mulè, sul palco del complesso di San Nicolò a Spoleto è salito Raphael Gualazzi, musicista straordinario apprezzato in tutto il mondo per il suo inconfondibile stile tra jazz e blues.

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Pianista geniale, Gualazzi ha mosso i primi passi nella musica nel coro delle voci bianche di Urbino dove è nato. "Poi è nato un amore incondizionato per il pianoforte. Ricordo ancora con affetto una delle prime band in cui ho suonato. Ci chiamavamo "Ora illegale" e avevamo un repertorio che andava dai Led Zeppelin ai Queen, i gruppi che ascoltavamo in quel periodo".

 

Quello di Raphael per la musica è una passione senza confini: "Ho fatto una vacanza a New Orleans e sono riuscito a suonare anche lì. Camminando lungo una strada piena di live club non ho resistito e mi sono unito alle varie band che si esibivano senza sosta da mezzogiorno alle due di notte. Un'esperienza esaltante e molto divertente".

Musicista aperto alle contaminazioni, Gualazzi ha stupito tutti sul palco dell'Ariston a Sanremo unendo la sua arte a quella di Bloody Beetroots, musicista di culto della scena elettronica. Un crash di stili che ha entusiasmato critica e pubblico: "Avevamo entrambi voglia e bisogno di confrontarci con qualcosa di molto lontano dalle nostre origini. Abbiamo osato e il risultato ci ha soddisfatto del tutto".

Ricorda anche il lavoro con Pupi Avati per la colonna sonora di Un ragazzo d'oro. "Pupi è un vero cultore del jazz e della musica di qualità. Ho scritto basandomi sulla sceneggiatura, solo in un secondo tempo mi sono confrontato con le immagini".
Non canta sotto la doccia Raphael, ci racconta, ma come tutti a volte è vittima dei tormentoni musicali che impazzano in radio e in rete. "Mi entrano nelle orecchie e non se ne vanno più anche canzoni che proprio non mi piacciono".

Il nuovo album? "In fase di lavorazione, uscirà nei primi mesi del 2016". A seguire il momento più atteso: Raphael si siede al pianoforte e incanta tutti con la sua intensità: da French Cartoon a Georgia on my mind il classico di Ray Charles a cui imprime una scoppiettante carica ritmica. Applausi a scena aperta e un bis richiesto a gran voce dal pubblico di Spoleto: Sai (Ci basta un sogno).

Una grande bellezza. Ancora saluti e autografi per i fan che lo attendono in camerino. Grazie Raphael. Alla prossima!

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