Redazione

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Spoleto ha tutte le carte in regola per diventare la prossima capitale italiana della cultura. Metteremo risorse e impegno nell’impresa”. Catiuscia Marini, il governatore dell’Umbria, ospite di Panorama d’Italia, rilancia la candidatura della città umbra in un’ intervista con Giorgio Mulè, direttore di Panorama, e Riccardo Regi, vice direttore del Corriere dell’Umbria.

I rimproveri
Marini, sul tema, bacchetta da subito Claudio Ricci, sindaco di Assisi, suo ex contendente a governatore e presidente dei siti Unesco in Umbria: “Ci sono dei fondi ministeriali disponibili per i siti dichiarati Patrimonio mondiale dell’Umanità, ma non vengono richiesti”.
I trasporti
Ma la governatrice, nel colloquio, parla di tutti i temi più scottanti del dibattito politico spoletino: le nomine nella sanità, le infrastrutture e i tormenti del Pd locale. Il focus più corposo riguarda la carenza di collegamenti con la città. “Per venire da Roma o Firenze a Spoleto bisogna armarsi di rosario…” provoca il direttore di Panorama. “Questo è il tema di Spoleto e dell’Umbria” ammette Marini. “L’assenza di infrastrutture ferroviarie è un vero problema. Con Fs stiamo discutendo, nell’ottica del rinnovo dei contratti con Trenitalia, anche della fermata del Frecciabianca a Spoleto e delle biciclette sui treni per valorizzare le piste ciclabili realizzate”.

La Tre valli
Dalla sala arriva una domanda sulla Tre valli, un’infrastruttura che dovrebbe collegare Spoleto all’allaccio alla E45. “L’abbiamo inserita tra le priorità regionali da sottoporre al ministero” dice Marini. “Ma deve essere finanziata dal governo nazionale e costa un miliardo. Al momento si può pensare solo di completare un primo stralcio”. Ma anche i collegamenti con l’Umbria sono in una fase di stallo: “La Foligno-Civitanova Marche potrebbe aprire entro la fine del 2016” promette Marini. “Mentre per la Perugia-Ancona il tratto umbro sarà realizzato entro la prossima primavera”.
 
L'ospedale di Spoleto
Un altro tema al centro del dibattito locale è l’Ospedale di Spoleto: una mozione bipartisan in consiglio comunale ha chiesto le dimissioni del direttore generale, Sandro Fratini. Uno dei motivi del contendere è la nomina a primario di chirurgia di un luminare di robotica: Alberto Patriti. “L’Asl non partecipa più ai concorsi e alle nomine” replica Marini. “Non può scegliere discrezionalmente i primari. La procedura di selezione all’ospedale di Spoleto è stata corretta. E poi la politica viene sempre accusata di ingerenze: ecco, questo è uno dei casi in cui non l’ha fatto”.

Mulè però la incalza: “Il Tar ha parlato di incongruenze e carenze nel concorso…”. “Il procedimento è stato corretto” insiste Marini. “Non sono state violate le regole: chi ha vinto aveva più titoli. E poi gli interventi di robotica sono non più di una quarantina su 950 all’anno. La crocifissione del direttore generale, che risponde alla Regione, è del tutto ingiustificata”. E conclude: “Abbiamo investito moltissimo sulla sanità spoletina e sul suo ospedale negli ultimi sei anni. Che viene mantenuto, rafforzato e qualificato”.
 
I guai del Pd
Chiuso il tema della sanità, Mulè e Regi fanno notare al Presidente di Regione che il Pd della città è senza guida da otto mesi: “Troppo spesso si predilige un dibattito tutto interno” ammette la governatrice. “Siamo in una fase di involuzione da cui spero si esca rapidamente”.

Con il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, eletto in una lista civica di centro destra, le relazioni invece sono buoni: “Con lui ho un rapporto di lunga data. Lo stimo. Si sa rapportare con i livelli istituzionali. E abbiamo condiviso molte scelte”.
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