In Italia divampa la polemica sui 204 esami inutili che il ministero della Salute vorrebbe tagliare. Ma Beatrice Lorenzin, ospite del primo appuntamento della tappa di Spoleto di Panorama d’Italia, dal palco del Teatro Caio Melisso getta acqua sul fuoco: “È una polemica che non capisco” spiega. “Verranno segnalati i casi macroscopici di abuso. Abbiamo offerto uno strumento al medico per valutare l’appropriatezza delle prescrizioni: in pratica, si tratta di una tabella con gli esami a rischio”.

Intervistata da Giorgio Mulè, direttore di Panorama, il ministro spiega come funzionerà il decreto ministeriale che farebbe risparmiare 100 milioni di euro: “L’eventuale abuso viene segnalato dalla Regione. Il medico poi è chiamato a un colloquio, davanti a una commissione. E, dopo aver spiegato le sue motivazioni, si deciderà se multarlo o meno. Non c’è niente di persecutorio. Ma questo principio va applicato per evitare sprechi e liste infinite. Un esame inutile costringe persone con malattie serie a rivolgersi a una struttura privata. Dobbiamo assolutamente evitarlo”.

Lorenzin ha raccontato anche la sua esperienza personale: “L’appropriatezza della prescrizione l’ho capita sulla mia pelle. Ho due gemelle di tre mesi e mezzo. E una delle due ha coliche terribili da quando è nata. Il pediatra mi ha detto: “Ha il reflusso, come moltissimi neonati”. L’ecografia era inutile: e così abbiamo fatto risparmiare 150 euro al sistema sanitario”.

Incalzata da Mulè, il ministro ha replicato anche alle critiche emerse oggi durante il Question time alla Camera sui tagli al fondo sanitario nazionale che ha provocato nel pomeriggio la risposta del premier Matteo Renzi. “Provate ad andare in un altro paese occidentale senza carta di credito” dice Lorenzin. “Nessuno riceve quello che avrebbe in Italia”. Il ministro, davanti al pubblico di Panorama d’Italia, ha spiegato: “È vero c’è stata un’esplosione della spesa sanitaria fino al 2006: il sistema era a rischio default, per i debiti di alcune regioni. E il fondo sanitario negli ultimi anni è stato tagliato per 25 miliardi di euro. Ma sono stati tagli lineari. Invece bisogna concentrarsi su sprechi e inefficienze. Per anni la politica sanitaria l’ha fatta il ministero dell’Economia, non quello della Salute”. L’ultimo affondo di Lorenzin è sul legame spesso perverso tra amministratori e sanità: “È vergognoso che nel 2015 la politica debba ancora decidere chi fa il primario. È una cosa che fa schifo. I migliori spesso sono costretti ad andarsene dall’Italia. Invece noi dobbiamo valorizzarli nell’interesse di tutti”.

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