Grande successo per il dibattito “Le strade della crescita: lo sviluppo come cultura del territorio” coordinato dal direttore di Panorama, Giorgio Mulè. L'incontro si è tenuto a Spoleto, nel Centro Italiano di studi sull’Alto Medioevo. Ha aperto i lavori proprio il "padrone di casa": Massimiliano Bassetti, coordinatore scientifico della prestigiosa istituzione. Basetti ha rivendicato con orgoglio i primati raggiunti: "Non c'è studioso italiano di questi temi che non sia passato da qui: a Spoleto si è creata un'eccellenza assoluta nell'approfondimento degli studi medioevali. Dobbiamo però incentivare i rapporti con l'amministrazione comunale, che spesso sono stati carenti. Volevamo organizzare a Spoleto il Festival del Medioevo: ci è stato risposto timidamente. Alla fine l'abbiamo fatto a Gubbio".

Luciano Lauteri, presidente slow tourism association, è entrato subito nel vivo del dibattito, raccontando come sta cambiando il concetto del turismo a Spoleto: "Quello che cerca un viaggiatore consapevole è sentirsi parte del nostro territorio. Per questo però è importante che il settore dell'accoglienza sia attento ai bisogni dei turisti. La città sta crescendo nella qualità della ricezione. Sta diventando sempre più attrattiva. Il viaggiatore cerca sempre più un'esperienza indimenticabile, non un piatto di strangozzi. Allo stesso tempo, però, alla crescita dobbiamo abbinare la cosa più importante: preservare l'integrità del territorio e delle sue tradizioni". Di ambiente, sostenibilità e sviluppo ha parlato anche Giancarlo Morandi, presidente Cobat, il Consorzio obbligatorio per le batterie al piombo esauste e i rifiuti piombosi: "Se non ci fossimo noi, che ricicliamo i rifiuti, non ci sarebbe turismo. Facciamo un lavoro che può sembrare umile ma è una condizione necessaria per farci vivere bene. Ci battiamo per evitare di fare offendere il pianeta. Ogni anno andiamo in 170 mila posti in Italia per raccogliere batterie e materiali esausti. Grazie, soprattutto, a un'organizzazione aziendale straordinaria".

Giovanni Paciullo, rettore università per stranieri Perugia, ha parlato del suo ateneo, "un grande punto di osservazione della globalizzazione", soffermandosi però anche sui problemi del mondo accademico italiano: "La rigidità delle strutture non ci permette di creare dei percorsi di formazione innovativi e rivolti al territorio. Ci serve vera autonomia universitaria, non teorica". Il direttore di Panorama, Mulè, ha poi dato la parola a Laura Tulli, presidente Confindustria Spoleto e Valnerina: "Cultura e sviluppo devono diventare faccia della stessa medaglia. Senza una formazione adeguata rischiamo di non avere persone qualificate nelle aziende. Un capitale sociale non al passo con i tempi diventa forza lavoro inutile. E le nostre istituzioni sono lente recepire la modernità". Tulli ha denunciato anche la carenze di infrastrutture nell'area spoletina: "Bisogna studiare insieme delle soluzioni. Dobbiamo fare sistema e smettere di pensare al nostro orticello". A Spoleto, insiste poi il presidente della Confindustria locale, "dobbiamo incentivare il marketing territoriale: un brand attorno alla città che incentivi identificazione e sviluppo".      

E' seguito l'intervento di Dario Pompili, presidente associazione amici di Spoleto: "La città è cresciuta negli ultimi anni da sola, senza l'aiuto dello Stato". Dobbiamo sfruttare però sfruttare ancora di più le nostre potenzialità". Hanno chiuso i lavori le parole di Zefferino Monini, amministratore delegato dell'omonimo gruppo oleario e consigliere con delega allo sviluppo economico del Comune di Spoleto: "Dobbiamo inculcare ai giovani l'idea di cultura: non significa conoscere i monumenti ma avere rispetto per le cose e le persone. E questo cambio di mentalità dipende da noi: dobbiamo farci carico di insegnare la cultura del territorio nei nostri giovani". Monini ha però sferzato la città: "C'è in giro molto scoramento. Ma non bisogna nascondersi: ognuno deve fare la sua parte".  



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