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Pisa

Giovanni Allevi: "Sono già nel futuro"

Il musicista, nell'incontro a Panorama d'Italia, ha raccontato perché si sente un rivoluzionario della musica - FOTO e VIDEO

Si è concluso con un'ora di autografi, selfie e strette di mano l'incontro di Giovanni Allevi a Panorama d'Italia. Musica ma non solo nelle parole del musicista reduce dai concerti che hanno accompagnato l'uscita dell'ultimo album, Love.

L'intervista inizia proprio dalle origini della sua arte: "Mio padre, quando sentiva che interrompevo le esecuzioni di Bach e Beethoven per esprimermi attraverso la mia musica, mi diceva: ma che fai? Non perdere tempo! Non sarei qui se non avessi perso tempo. Non bisognerebbe mai dire a un ragazzo che sta esprimendo la propria arte: non perdere tempo!" racconta. 

 


"Una volta mi hanno chiesto dove avrei voluto andare. Ho risposto che mi sarebbe piaciuto andare nel futuro per sapere se un giorno sarebbe mi stata dedicata una via o un conservatorio. Invece la realtà ha superato la fantasia e la Nasa mi ha intitolato un asteroide, GiovanniAllevi 111561, di oltre 5 km, in orbita stabile. Lo ha fatto su segnalazione del Dipartimento di Astrofisica della Università di Padova".  C'è anche spazio per un flashback su uno dei momenti più intensi della sua carriera: "Il 1° settembre 2009 i miei detrattori speravano che piovesse, ma piovve solo il giorno prima e il giorno dopo il mio concerto all'Arena di Verona. Quella sera ho diretto un’orchestra di 90 elementi che provenivano da tutte le principali orchestre del mondo e ricordo con grande emozione il fatto di essere lì davanti a 12 mila persone venute ad ascoltare mia musica sinfonica". 

Il presente: "Nei giorni scorsi all'Expo ho suonato come Ambassador di Save the Children per aiutare volontari che aiutano bambini. Il mese prossimo invece sarò di nuovo in Giappone per 7 concerti".  E infine, prima della visione del clip animato della bellissima Loving you, una considerazione di carattere generale sul senso delle sue composizioni. "Con la mia musica volevo infiammare i giovani, portare un messaggio di rivoluzione! C’è una tradizione classica imponente, ma piuttosto che celebrare il passato ho scelto di innovare. Così mi sono ritrovato da solo contro i tradizionalisti. Speravo in un supporto da parte dei giovani… Viviamo in un’epoca di crisi, e quindi è più tranquillizzante attaccarsi a certezze del passato piuttosto che imbarcarsi nelle sabbie mobili del presente. Ci sarà tempo. Per il momento Giovanni Allevi è un Fausto Coppi solo che arranca sulla montagna. Ma va bene così".   

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