Pisa

Le eccellenze d'impresa toscane

A Panorama d'Italia: dalla conceria alla serigrafia, dalla geotermia al settore del vetro, le storie di aziende che resistono alla crisi - FOTO e VIDEO

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L'incontro sulle eccellenze toscane a Pisa nella Sala Azzurra della Scuola Normale di Pisa – Credits: Silvia Morara

Eccellenze e non solo. Nel terzo giorno del tour di Panorama d’Italia di tappa a Pisa, a confrontarsi questa volta sono state le eccellenze toscane nel segno della tradizione e dell’innovazione. Alla presenza del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi e del direttore di Panorama, Giorgio Mulé, nella prestigiosa università Normale, hanno dibattuto Piero Rosati (ad. conceria Incas), Massimo Montemaggi (responsabile Geotermia Enel), Giancarlo Morandi (presidente Cobat), Roberto Posarelli (presidente Esanastri), Annamaria Guerrini (consulenza direzionale Telecom Italia), Gabriele Mazzanti (Rober glass).

A partecipare all'incontro anche gli studenti del liceo scientifico "Dini" di Pisa a cui sono stati donati 100 libri nell'ambito del progetto "100 libri per la scuola". "In realtà saranno in tutto 4000 mila. A Pisa ne lasciamo 400" ha anticipato Mulé consegnando agli studenti questo dono.

 

Nell'introdurre, il direttore di Panorama ha voluto evidenziare lo spirito dell'incontro: "Esaltare la tenacia di tutti gli imprenditori che lottano contro il declino". Entusiasta il sindaco di Pisa, Filippeschi: "Aver monitorato le qualità di tante città non può non essere che giusto. Un segnale controcorrente. Il paese ha possibilità di rivincità. Questa parte della Toscana può dimostrare potenzialità esemplari e straordinarie. Scuola Normale e scuola Sant'Anna qui a Pisa sono la più realizzata prova di eccellenza. Alta formazione, ricerca scientifica, ospedale superspecializzato. Una città che non è grande come dimensioni, ma che è vasta nella ricerca. Abbiamo un settore Hi Tech importante. Ma Pisa è anche un territorio centrale dal punto di vista logistico".

La genialità subito è stata raccontatta da Roberto Posarelli di Esanastri che ha inventato insieme all'Istituto Sant'Anna di Pisa una macchina che ha rivoluzionato la serigrafia. Si tratta di Galileo, una macchina che realizza automaticamnete un processo della serigrafia finora possibile solo manualmente come la sfridatura (rimozione scarti di stampa da pellicole adesive). "L'innovazione è quella che il mercato richiede. Abbiamo trovato la disponibilità da parte del Sant'Anna a confrontarsi con un partner privato. Sono serviti 4 anni per realizzare questa macchina ma adesso è realtà. Per quattro anni ho finanziato questo progetto ma abbiamo avuto anche un aiuto dalla Regione. 5 ingegneri ci hanno lavorato notte e giorno. Ora portiamo avanti un progetto per realizzare un'etichetta che può essere letta dagli smartphone". L'occupazione? "I miei dipendenti pensavano di perdere il lavoro e invece quei dipendenti che prima lavoravano a mano, e oggi sostituiti dalla macchina, saranno impiegati e valorizzati. La Esanastri è nata 40 anni fa. Eravamo legati a Piaggio, oggi abbiamo diversificato e spostato la nostra tecnologia. Abbiamo succursali in Vietnam e abbiamo sede in Russia. Quando ho cominciato ero in un sottoscala. Oggi diamo lavoro a 150 dipendenti".

Se innovarsi è necessità meglio non poteva essere illustrato da Annamaria Guerrini (Telecom Italia). "Oggi tutti si reinventano. Le telecomunicazioni hanno un ruolo centrale. La Telecom ha costruito un laboratorio in Toscana dove fare incontrare start up e media imprese impegnate nella sanità. Il fine è la creazione di nuove piattaforme. Oggi è il mondo delle app. Un giorno il cittadino e il medico interagiranno, noi abbiamo accellerato questo processo". Ma perchè la Toscana? "Abbiamo scelto la Toscana perchè ha maggiori start up nel campo biomedicale. La sanità digitale è ineledubile anche dalla Ue e dal nostro governo. Strumenti di questo genere costituiscono presupposti per fare lavorare pubblico e privato che finora hanno lavorato in modo disgiunto. Parliamo di nuovi modelli di business. Attraverso i telefonini avremo servizi di medicina: monitoraggio battito cardiaco. E' la telemedicina".

Gabriele Mazzanti (Rober Glass) ha invece raccontato come aziende che operano nel vetro si stanno innovando. "Non siamo una vetreria semplice, ma un produttore vero e proprio. Compriamo le lastre ma le lavoriamo. Con la tempera chimica riusciamo a trasformare la molecola del vetro. Il vetro è ormai utilizzato in architettura. Stiamo realizzando travi portanti in acciaio e vetro. Pe competere con il mercato estero si deve ampliare il processo produttivo. Nonostante i periodi difficili investiamo in tecnologia. Rileviamo tramite scanner laser la qualità (una volta effetuata con il metro). Al museo del Louvre la piramide in vetro che si vede nel film di Dan Brown è stata costruita da noi"

Ma la Toscana e Pisa è soprattutto conceria. Un settore che ha resistito, anzi, sconfitto la crisi. L'ad Piero Rosati (ad Incas) ha ottenuto una certificazione ambientale non rischiesta dalla legge ma che ha permesso alla sua azienda di essere oggi eccellenza.

"Dietro alle calzature c'è un lavoro enorme. Nel 2005 trovandomi in Sardegna mi sono imbattuto in un parco marino con certficazione Emas. Si tratta di un riconoscimento in campo ambientale e di sostenibilità. Oggi siamo eccellenza totale in sostenibilità ambientale. Lo abbiamo fatto per responsabilità sociale. La nostra azienda ha ottenuto nel 2014 l'attestato n°1 di sostenibilità sociale. Sul territorio diamo occupazione a 200 addetti. Ma per rimanere sul campo delle certificazione, come Incas certifichiamo che la nostra pelle è al 100% made in Italy. La pelle si fa in Italia ma le concerie made in Italy in realtà sono solo l'otto per cento. Ci sono cento fasi di lavorazione della pelle prima di arrivare in negozio. La pelle italiana vale come export il 50 per cento. L'Incas esporta il 36 per cento, ma il numero è più grande se si addiziona l'export indiretto. Ma crediamo molto nel know how italiano. Nel 2011 abbiamo creato Incas accademy: riunione periodiche per formare i dipendenti; una scuola interna per farli crescere"

Ma in Toscana c'è il complesso geotermico più antico del mondo. Massimo Montemaggi (Geotermia Enel) lo ha ricordato: "Siamo una start up vecchia di 200 anni. È una risorsa difficile da individuare e sfruttare. Nata nell'800 da un'intuizione: estrarre borro da fluidi geotermici. Per 100 anni è stata una risorsa per l'industria chimica, ma quando il borro nel fluido è diminuito qualcuno ha diversificato. È cominciata una nuova avventura. Oggi diamo occupazione a 1700 persone e consente di fornire energia per un valore del 30 per cento della Toscana. Abbiamo investito 700 milioni solo in Toscana. Ma sviluppiamo geotermia anche all'estero. Anche il presidente del Cile ci ha invitato per costruire un impianto geotermico. Ci sono spazi per sviluppare meglio e dare occupazione. Oltre all'energia è possibile svilupparla per fornire calore, serricolo, per la produzione della filiera slow food".


Non solo energia dunque ed Edo Volpi (Valori di Birra) lo ha confermato: "Produciamo una birra fatta con la geotermia. La sfruttiamo per l'acqua e per bollire la bevanda e abbiamo inoltre introdotto delle bottiglie con vetro riciclabile. Gyser, Sulfurea, Magma sono i nomi della nostra birra in onore della geotermia". Un'operazione di marketing?  "Influisce anche sul marketing. La birra buona la fanno in tanti. Noi non cerchiamo la nicchia, ma l'eccellenza popolare. Siamo gli unici al mondo che sfruttano la geotermia per fare la birra. Molti si avvicinano solo per questo".

Ma nel corso dell'incontro c'è stato spazio anche per un'impresa particolare. Test, diagnosi per misurare il ritardo mentale, disturbi del linguaggio. E' quanto produce Paola Pasotto, direttore di Giunti Os: "I test universitari sono realizzati da noi. E' la psicometria e serve per ricercare proprio le eccellenze. I nostri ricercatori seguono norme internazionali. Ma abbiamo un dipartimento digitale che ha sviluppato un ambiente chiamato Erica per la ricognizione cognitiva dovuta a deficit causati da lesioni cerebrali, quelle che impattano sulle funzioni esecutive"

Presente il presidente di Cobat Giancarlo Morandi, che ha spiegato come il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo sia fortemente legato non solo al tessuto produttivo toscano, ma anche alla storia di Pisa e alla salvaguardia del suo monumento simbolo: la torre. "Nel 1993 Cobat ha contribuito a un'importante operazione di messa in sicurezza della torre, attraverso la posa di un contrappeso formato da grossi lingotti di piombo alla base del monumento, dalla parte opposta a quella inclinata. I lingotti furono commissionati a un impianto di produzione di piombo secondario ottenuto dal riciclo delle batterie al piombo, socio di Cobat. Successivamente, gli stessi lingotti – una volta completate le operazioni di salvataggio – furono rimossi da parte di un altro impianto socio di Cobat, che ha provveduto alla rifusione dell’intero quantitativo e alla sua rigenerazione. Per il Consorzio, che svolge un’attività di raccolta e riciclo di rifiuti tecnologici, la salvaguardia dell’ambiente e quella del patrimonio culturale del Paese sono inscindibili”.

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