Pisa

400 libri a 3 scuole di Pisa

Le lettere degli studenti dei licei Filippo Buonarroti e Ulisse Dini e dell'Istituto Santa Caterina vincono il concorso "100 libri a 1 scuola" - FOTO

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Le classi IV CS e V BS del liceo scientifico Filippo Buonarroti di Pisa. In prima fila la professoressa Leila Corsi, le due ragazze che hanno scritto le lettere vincitrici del concorso, Lisa Bani e Elisabetta Favilli e il direttore di Panorama Giorgio Mulè – Credits: Silvia Morara

Il direttore di Panorama Giorgio Mulè ha consegnato 400 libri a tre scuole di Pisa: il Liceo Scientifico Filippo Buonarroti (200 libri consegnati giovedì 7 maggio), l'Istituto Arcivescovile Santa Caterina e il Liceo Scientifico Ulisse Dini (100 libri ciascuno consegnati venerdì 8 maggio). Il premio e il relativo diploma sono stati assegnati prima a Elisabetta Favilli e Lisa Bani, poi a Lorenzo Pera e a Vincenzo Lovisi, gli studenti delle rispettive scuole che hanno partecipato al concorso "100 libri per 1 scuola" e che hanno scritto le lettere giudicate "migliori" dalla redazione di Panorama.

 


Il concorso, infatti, è aperto agli studenti degli istituti superiori delle 10 città dove si svolge Panorama d'Italia ai quali si chiede di scrivere un testo rispondendo alla domanda: "Perché Panorama dovrebbe lasciare in eredità 100 libri alla tua scuola?" La lettera giudicata "migliore" riceve un premio che consiste, appunto, in 100 libri per la biblioteca del proprio isituto. A Pisa, Panorama ha deciso di quadruplicare.

LEGGI QUI COME FUNZIONA E COME PARTECIPARE AL CONCORSO

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Ecco le 4 lettere dei 3 istituti vincitori.

Lisa Bani
Liceo Scientifico Filippo Buonarroti
Classe IV CS - Prof.ssa Leila Corsi

Conosciamo tutti il detto: “mai giudicare un libro dalla copertina”. Ecco!
Nonostante il “Buonarroti” sia una scuola evidentemente decadente e piena di disagi conserva al suo interno una bellezza che trascende dall'apparenza, che non dipende dai muri bucati, dalle porte rotte o dalle mattonelle che puntualmente saltano ogni qualvolta spostiamo un banco.
La sua bellezza, nonché la sua unicità, dipende dalla tradizione sperimentale che lo contraddistingue dagli altri licei pisani e che gli permette ogni anno di avere un numero sempre maggiore di iscritti.
Dipende dal metodo di studio, dagli ottimi insegnanti e dagli oltre seicento studenti che ogni giorno vivono questa realtà.
Esattamente come in un libro non importano né la rilegatura, né i caratteri con cui è stampato né le immagini.
Il bello dei libri sono le parole, le storie che racchiudono e le emozioni che questi riescono a far scaturire nel lettore, pagina dopo pagina, giorno dopo giorno!
Ogni libro educa alla bellezza, esattamente ciò che ogni professore cerca di fare con i propri alunni ogni giorno.
Cento libri sarebbero un grande repertorio letterario per gli studenti che frequentano il liceo.
Quindi per noi studenti del “Buonarroti” sarebbe un onore ricevere cento libri da Panorama nonché un'opportunità per assaporare e riscoprire una bellezza che è quotidianamente lontana dai nostri occhi ma sempre presente nelle nostre menti.

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Elisabetta Favilli
Liceo Scientifico "Filippo Buonarroti"
Classe V BS - Prof.ssa Leila Corsi

"I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito”, scrive Marguerite Yourcenar. Questo tipo di inverno è sicuramente il più gelido, il più penetrante cui possiamo andare incontro: non è sufficiente coprirsi, non lo è tentare d scaldarsi; da questo inverno non si trova riparo in luoghi chiusi, il freddo che porta con sé non teme il calore, non lo arrestano delle mura spesse. È questo il motivo per cui lo vediamo diffondersi, al giorno d’oggi, insinuarsi in ogni fessura disponibile e seminare un vuoto di cui noi stessi non siamo consapevoli, certi di essere colmi delle più variegate attività di cui rifiniamo il nostro tempo. Eppure, siamo in grado di trascurare uno dei più potenti antidoti a questo “inverno dello spirito”, o sarebbe forse più appropriato parlare di una prevenzione, di una sorta di vaccino ad un’aridità interiore che sembra dilagare sempre più inosservata.

Antidoto o vaccino che sia, questa nostra occasione di salvezza può trovarsi proprio tra le pagine di un libro, nella traccia che, con o senza il nostro consenso, in modo assolutamente gratuito, ciò che leggiamo lascia dentro di noi, senza mai rivendicare un compenso. L’arricchimento che ne deriva può persino rimanere latente finché non stimolato e manifestarsi nei modi più inaspettati; in quel momento scopriamo di avere una risorsa alla quale non sappiano attribuire una nome, della quale neanche conosciamo l’entità e che, per quanto intangibile (o forse proprio per questo) permane nel tempo. Dice Umberto Eco al riguardo: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.” La lettura non è un obbligo, il piacere che ne deriva è soggettivo, ed è libero il ricorso ad essa come mezzo di arricchimento; ritengo, però, che tutti debbano avere la possibilità di accedere ai 5000 e più anni di vita che essa offre, di confrontarli, di trarne spunto, di trasmettere questa “longevità”. È proprio questa l’ “eredità”, di cui i libri sono vettori, che vorrei fosse lasciata alla mia scuola.

Il nostro liceo è stato, ultimamente, soggetto e oggetto di manifestazioni, assemblee e articoli di giornale in seguito alla caduta di una lastra di vetro (proveniente da un soffitto) avvenuta il 17 Marzo in un laboratorio di lingue; il ragazzo o la ragazza che avrebbe dovuto occupare il banco su cui la lastra si è infranta era in quel momento assente, insieme all’intera classe, solo per caso. Come attestato da questo episodio, la nostra scuola non è dotata di una struttura sicura, né ha mura particolarmente spesse; sono certa, però, che non ne avrà bisogno per difendersi dall’ “inverno dello spirito”, da cui ciascuno studente che la rappresenta, con le “vite” di cui può farsi portatore, è in grado di ripararla.

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Vincenzo Lovisi
Liceo Scientifico Ulisse Dini
Classe IV D - Prof.ssa Silvia Gentilini

A questa domanda si possono dare una marea di risposte e tutte validissime: in primo luogo, state donando cultura, un regalo inestimabile a chiunque avrà l'onore di vincerla. Inoltre, come riportano i dati annui, il numero medio di lettori si abbassa di anno in anno e sicuramente la novità dei “libri vinti che li abbiamo solo noi” spingerà anche i meno avvezzi alla lettura. Come sappiamo, poi, una buona lettura non è solo un piacere che molti devono riscoprire, ma aiuta anche ad arricchire il lessico, purtroppo sempre meno ricco tra i più giovani. Potremmo aggiungere, infine, che la narrazione o la poesia non sono solo un mezzo di comunicazione, ma sono vera e propria arte e, in quanto tale, va conosciuta, ammirata e protetta. Di motivazioni, ripeto, ce ne sono a milioni, ma perché dovremmo vincere proprio noi quei cento libri? Le motivazioni che finora hai dato, ti chiederai, non sono per caso applicabili a qualsiasi scuola di secondo grado d'Italia? Perché proprio il Liceo Scientifico Ulisse Dini di Pisa?

È presto detto: in data 23 Aprile 2015 ho avuto il piacere di prendere parte ad un progetto organizzato dai docenti delle materie umanistiche in commemorazione della Giornata mondiale della lettura e del diritto d’autore. Presso l'istituto, infatti, i ragazzi di qualsiasi classe o sezione erano invitati a presentare ad una platea di curiosi e appassionati un libro di loro gradimento. La cosa di cui sono rimasto stupito è la passione con cui i ragazzi presentavano i loro testi: chi ne ha fatto un corto, chi un'analisi critica, chi un vero e proprio spettacolo; altri ancora hanno esorcizzato tramite di essi momenti orribili che la vita ha posto loro. Insomma, non importa se il libro fosse di stampo storiografico, teatrale o semplice narrativa, la passione che animava i miei coetanei era così forte e coinvolgente che nessuno, una volta uscito dalla scuola, può esserne rimasto immune. Scommetto, aggiungerei, che nessuno possa non aver riflettuto, anche solo per un'inusuale istante, alla trama o ad una citazione di uno di quei libri; scommetto che nessuno, anche chi considera i libri noiosi, non abbia controllato il prezzo di un testo in libreria o su internet, anche solo per curiosità.

Quindi, “Perché Panorama dovrebbe lasciare in “eredità” 100 libri alla tua scuola?” Perché al Dini di Pisa ci sono ragazzi che conoscono il vero valore dei libri e ne darebbero anche ai vostri, perché non sprecheranno una tale occasione e ognuno, secondo i suoi gusti, ne leggerà uno, perché col loro amore sono capaci di smuovere anche il più pigro dei loro compagni, innescando un passa parola che toccherà un numero sempre superiore di amici e parenti che, potenzialmente, alzerà la quota di lettori, se non d'Italia, di Pisa e provincia sicuramente.
Insomma, cari Panorama e Mondadori, col vostro gesto potreste innescare una vera e propria bomba che, si spera, non finirà in un fuoco di paglia.

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Lorenzo Pera
Liceo Arcivescovile Santa Caterina di Pisa

classe V

Da un anno, per me, i libri hanno cambiato sapore. Non sono più fatti soltanto di carta, inchiostro, parole, stile, pensieri: sono anche vita, coraggio, tradizione, sopravvivenza, ribellione, passione esistenziale. Un anno fa ho letto “Fahrenheit 451”, il romanzo di Roy Bradbury. Per chi non lo avesse mai sfiorato, quel testo del lontano 1953 racconta di una società futuribile e totalitaria, nella quale la televisione domina la vita delle persone, mentre i libri sono considerati segno e strumento di ribellione. Un corpo speciale di polizia, affidato a strani vigili del fuoco, è incaricato di trovarli e di bruciarli senza pietà.

Il protagonista, Montag, che vive come anestetizzato accanto alla moglie, all’improvviso scopre la bellezza della lettura innamorandosi di una donna conosciuta casualmente su un mezzo pubblico. Lei lo induce a darsi alla clandestinità e a partecipare al gruppo degli “uomini-libro”, dei ribelli che hanno deciso di tramandare la cultura. Nel gruppo, visto che i libri fisicamente non esistono quasi più, ognuno deve impararne a memoria uno per quelli che verranno dopo di lui.
Ecco, quando ho letto dell’iniziativa di Panorama e della gara dei cento libri da destinare alla biblioteca di una scuola ho subito pensato proprio alle pagine ingiallite della mia copia di “Fahrenheit 451”. Era una vecchia edizione, appartenuta tanti anni fa a mio nonno Marcello. L’ho ripreso in mano. L’ho accarezzato. L’ho annusato. E ho sentito dentro di me una voce che mi diceva di scrivere, di partecipare al concorso.

Perché è vero che la tecnologia con la quale noi diciottenni stiamo crescendo sta annullando la tradizionale pagina scritta per sostituirla con iPad e con altri strumenti elettronici. Ma il fascino di un libro di carta non finirà mai. Per questo mi piacerebbe tanto che anche chi, dopo di me, passerà per la mia scuola potesse un giorno scoprire questo fascino e apprezzarlo come ho fatto io. Per questo, vorrei tanto vincere il premio di Panorama. E vorrei, se possibile, che il primo titolo della lista dei cento libri fosse proprio “Fahrenheit 451”.

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