Umberto Guidoni, astronauta ESA
Palermo

Umberto Guidoni: "Gli extraterrestri esistono. Ma non sono come nei film"

L'astronauta ci racconta perché è probabile che ci siano altre forme di vita. E il suo amore per l'avventura oltre i confini della Terra

“L’anno prossimo saranno vent’anni dal mio primo volo”, ha esordito così Umberto Guidoni, prendendo parte a uno degli eventi di Panorama d’Italia. L’astronauta italiano ha illustrato le immagini delle fasi del lancio in Florida dello Shuttle, un oggetto alto come un palazzo di venti piani, che punta verso la Stazione orbitante alla quale si aggancerà per scaricare uomini e materiali.

 

La missione internazionale

“La stazione spaziale internazionale è il posto dove 15 paesi, tra cui l’Italia, hanno deciso di lavorare insieme”, ha sottolineato Guidoni. “Nel 2011 trasportammo circa 4 tonnellate di materiali per la stazione, tra cui i rifornimenti per gli astronauti che ci vivevano”. Oggi lavorano in orbita tre laboratori, uno americano, uno giapponese e il terzo europeo. Svolgono lassù gli esperimenti – numerosissimi – che richiedono assenza di peso e che sulla terra non sarebbero fattibili. “L’assenza di peso domina tutto, quando gli astronauti escono dalla stazione per le famose passeggiate spaziali sono legati come alpinisti e chiusi dentro tute speciali in grado di resistere ai 70-80 gradi sotto zero nelle fase diurne e ai 100 gradi sotto zero di quelle senza sole”, ha raccontato ancora Guidoni.

La paura 

Il rientro dello Shuttle sulla terra è un altro miracolo della tecnologia considerando che la navicella all’impatto con l’atmosfera deve attraversare una fase di calore estremo, oltre duemila gradi, un muro di fiamme impressionante, per poi planare come un aliante, senza motore, e quindi senza possibilità di sbagliare. “Paura? No, quella mai – ha raccontato Guidoni – e non perché gli astronauti siano coraggiosi, ma perché veniamo addestrati. L’addestramento per noi è una specie di immunizzazione alla paura”. Nessuna paura, quindi, ma certamente grandi emozioni: “Quelle che non dimenticherò mai sono i primi attimi in cabina, senza peso. Momenti certamente molto difficili. E poi ovviamente la visione della Terra dallo spazio, uno splendido caleidoscopio di colori”.

Nuovi confini

Ma adesso bisogna andare oltre, verso i nuovi confini: “La prossima tappa è certamente Marte. Ma anche gli asteroidi, approfittando magari del momento in cui uno di questi si avvicina alla terra”. Tra le tante cose fatte nella sua vita, Guidoni è anche stato un parlamentare europeo. “Il ruolo della politica nel sostegno alla ricerca scientifica? Si potrebbe fare di più – spiega lo scienziato – ma non sempre è facile. I programmi scientifici spesso necessitano di programmazioni a lungo termine. Non esattamente i ritmi a cui è abituata la politica”. E Guidoni ha anche scritto dei libri dedicati ai ragazzi. “Le scoperte scientifica tolgono un po’ di mistero? Non penso, anzi credo rendano tutto più affascinante”. E ovviamente il fascino dello spazio è legato anche alla possibilità dell’esistenza di altre forme di vita: “Considerati i numeri di pianeti e sistemi solari, scommetterei sull’esistenza di altre forme di vita. Ma non credo ai cosiddetti Ufo, che per qualcuno sarebbero già tra noi. Se fossero arrivati, ce ne saremmo accorti”.

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