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La lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviata a Panorama per l'ultima tappa del tour di Panorama d'Italia letta dal direttore Giorgio Mulè, ha aperto il primo incontro della seconda giornata della tappa di Palermo del tour Panorama d'Italia.

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"Le strade della crescita: la forza delle imprese, il traino dell’innovazione": a Palazzo Mazzarino, sede Università Telematica Pegaso, un partecipato dibattito ha delineato il futuro imprenditoriale della Sicilia. Ha moderato l’incontro lo stesso Mulè.

 

Il primo intervento è stato di Pietro Busetta, docente dell’Università degli Studi di Palermo e presidente della Fondazione Curella: "La Sicilia ha reddito pro capite inferiore e quello della Grecia: circa 15 mila euro all’anno. Esattamente la metà della Lombardia. E anche la percentuale degli occupati è dimezzata rispetto alle regioni italiane più sviluppate". Come cambiare allora le cose? "Bisogna attrarre investimenti. Occorre migliorare le infrastrutture, dare vantaggi fiscali e abbassare il costo del lavoro".

A seguire, ha raccontato la sua esperienza Gianluca Cimini, amministratore delegato di British Telecom Italia, multinazionale delle telecomunicazioni che ha scelto di tornare a investire in Sicilia: "A Palermo impieghiamo già 262 persone in un call center: un numero che potrebbe anche aumentare in futuro".

Poi è stata la volta di Vito Varvaro, presidente delle Cantine Settesoli: "La Sicilia potrebbe produrre un miliardo di bottiglie e invece ne esporta solo 40 milioni. Ci sono enormi potenzialità, ma mancano i manager". Settesoli è un’azienda vitivinicola globale, con seimila ettari di vigneto, che vende in tutto il mondo, "e ha sempre usato meritocrazia". Più in generale, secondo Varvaro, "il futuro della Sicilia dobbiamo costruirlo con le nostre mani, senza aiuti pubblici ed elemosine di Stato".

 

Ha preso poi la parola Fabio Mazzola, prorettore dell’Università degli Studi di Palermo: "Stiamo cercando di limitare l’esodo dei nostri giovani verso altri atenei. Solo tre università del Sud non soffrono questo fenomeno. E noi non possiamo permetterci di continuare a perdere capitale umano". Maria Cristina Farioli, direttore Marketing e communicazione di Ibm Italia, ha concentrato invece il suo intervento sui vantaggi del digitale, in termini di sostenibilità, abbattimento dei costi e ottimizzazione dei prodotti. Poi è passata a parlare degli investimenti di Ibm in Sicilia: "La nostra presenza nell’isola è importante, con uno stabilimento sia a Catania che a Palermo".

Ha chiuso gli interventi Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, il Consorzio obbligatorio per le batterie al piombo esauste e i rifiuti piombosi: "Tutto quello che viene raccolto in Sicilia viene poi lavorato nell’isola". Per poi chiosare: "Le potenzialità della Sicilia sono enormi: ha tutto quello che serve per essere in gara con il resto del mondo". 

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