Redazione

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Una terra in cui fare impresa è difficile, la politica latita e le buone idee sono avversate. Ma dalle infinite possibilità di sviluppo. Un treno che adesso la Sicilia non può continuare a perdere. Nella Sala convegni di Confindustria del capoluogo siciliano alcuni grandi imprenditori della città si sono confrontati in un acceso dibattito. L’incontro è stato moderato da Giorgio Mulè, direttore di Panorama, e dal giornalista Giuseppe Sottile, che ha esordito affermando stentoreo: "La politica qui è morta e sepolta. Non c’è più speranza. L’assemblea regionale è piena di asini. E il governatore, Rosario Crocetta, è del tutto inadeguato. Come si fa a pensare in un tale contesto a ipotizzare lo sviluppo delle imprese?".

 

Tommaso Dragotto, presidente di Sicily By Car, ha rincarato la dose, evidenziando soprattutto i limiti di Palermo: "Nella città regnano degrado e sporcizia, le potenzialità economiche sono soffocate dalla mancanza di iniziativa, l’aeroporto resta un’incompiuta. La politica è completamente latitante. E non manca la volontà, ma la capacità di fare le cose. Non si può ridurre la capitale del Sud in queste condizioni".

Anche Pino Russello, amministratore di Omer, azienda gioiello della metalmeccanica italiana, è drastico: "Il danno fatto qui negli ultimi vent’anni è incredibile. È passato il concetto che qualcuno, tra pubblico e para pubblico, il lavoro te lo deve trovare. Hanno sradicato la cultura industriale: la ricchezza la fa l’impresa. Se sgobbi dalla mattina alla sera sei uno sfigato. Se vieni assunto alla Regione sei, invece, un vero dritto".

Questo pessimismo non è però condiviso da tutti. A partire da Alessandro Albanese, presidente di Confindustria: "La rinascita non può che partire dagli imprenditori. Palermo, per le ricchezze artistiche e sociali che ha, potrebbe essere esportata nel mondo". È d’accordo Riccardo Damiano, ceo di Damianorganic, che esporta frutta secca biologica e smorza: "Fare impresa qui è possibile, e anche bene. Anche in una cornice politico-istituzionale molto penalizzante come l'attuale. L’analisi delle carenze politiche è utile. Ma in ognuna delle nostre aziende, in piccolo, possiamo creare affezione verso il lavoro e il rispetto per quello che si crea".

Concetto reso ancor più chairo da Open hub Med, un polo delle telecomunicazioni: "La Sicilia" spiega il fondatore, Diego Bongiovanni "è comunque considerata una location strategica nel nostro settore e in quello delle fibre ottiche. Il futuro, per noi, è pieno di speranza".

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