A convincerci è stato il numero e la qualità delle lettere pervenute dalle scuole di tutta Palermo. Per questo, al posto di uno studente, ne abbiamo premiati tre e un'intera classe. Che hanno fatto vincere ai loro istituti 400 libri. Per un'iniziativa che, oltre ad avvicinare i giovani alla lettura dei libri, vuole allargare i loro orizzonti culturali.

Ecco i testi dei vincitori, che in questi giorni sono stati premiati a Palermo dal direttore di Panorama Giorgio Mulè.

LEGGI QUI COME FUNZIONA IL CONCORSO

-------------------------

Francesca Lo Giudice

IV B Liceo Scientifico Statale Ernesto Basile

Spesso sono le domande più semplici a metterci in difficoltà e non perché non abbiamo le risposte, ma perché siamo sempre alla ricerca di quel responso adeguato, quella sentenza che soddisfi ciò che quella domanda vuole farci capire. Un percorso da intraprendere, insomma. Ma non sempre va così. In altri casi, infatti, tutto ciò non serve, a volte bisogna lasciare che certe domande si rispondano da sole.

“Perché Panorama dovrebbe lasciare in “eredità” 100 libri alla tua scuola?" Domanda semplice e risposta che non sarebbe arrivata facilmente, nonostante le numerose idee che, però, mi erano poco convincenti. Questa era la dimostrazione che dietro un’apparente semplicità si rivelano, spesso, castelli non accessibili a tutti, ma solo a chi ha il “coraggio” di capire come entrarvi. Ed io, forse, non avevo ancora il “coraggio” di rispondere da sola e per questo decisi che non l’avrei fatto, o almeno non io direttamente. Intanto quel libro della piccola libreria della mia scuola richiamò la mia attenzione:

“[…] Il fatto è che il piacere di leggere era vicinissimo, imprigionato in quelle soffitte adolescenti da una paura segreta: la paura (molto molto antica) di non capire. Avevano semplicemente dimenticato che cos’era un libro, cos’aveva da offrire. Avevano dimenticato, per esempio, che un romanzo racconta prima di tutto una storia. Non sapevano che un romanzo deve essere letto come un romanzo: placare prima di tutto la nostra sete di racconto” (“Come un romanzo”, Daniel Pennac)

Chi poteva darmi una risposta migliore di un libro stesso?

L’adolescenza è un periodo difficile, un po’ come rapportarsi correttamente ad un testo. La lettura non è semplice, anzi, soprattutto per noi adolescenti che abbiamo bisogno di stimoli continui. Un libro deve appassionarci, deve travolgerci, ma spesso non capiamo proprio che per appassionarsi si deve essere aperti alla passione e che per farsi travolgere da qualcosa, non dobbiamo avere paura che questa ci porti altrove. Un libro può portare altrove chi vuole evadere ed una storia, spesso, può darci molte risposte. Una lettura può dare tanto, soprattutto la possibilità di rispondere a quesiti che la vita ci pone e che ci mettono in difficoltà, un’arma potente ancora troppo sottovalutata e non capita, forse, per paura.

Non so se questa sia la risposta più esaustiva che io possa dare, anzi, ne dubito. Ma è proprio questo che io voglio far capire. Le risposte che noi possiamo dare non sono sempre uguali anche per uno stesso argomento, col tempo possono evolversi, poiché essendo uomini ragionevoli è naturale cambiare tesi, idea, opinione: questo fa di noi Persone. E se qualche tempo fa questa risposta io l’ho ricevuta da un libro, domani potrei trovare una risposta ancora più convincente in un altro testo, un’altra lettura, un’altra avventura e magari potrei scovarla proprio tra quei 100 libri che Panorama potrebbe donare ad una scuola di periferia e a dei ragazzi, come me, che sentono il bisogno di “capire”.

---------------------

Giulia Massinelli

V A scientifico Istituto Don Bosco 

Mi chiamo Giulia e frequento l’istituto salesiano Don Bosco Villa Ranchibile di Palermo.

Ho avuto la fortuna di essere educata dai miei genitori all’importanza della lettura ed ho imparato a riconoscere i libri cartacei, non solo come un insieme di pagine che raccontano una vicenda ma come la sintesi delle ore, dei giorni e della vita dello stesso scrittore, un momento della sua storia. Ecco, secondo me, cosa nasconde un libro. Dietro al suo profumo unico e alle sue parole, talvolta ricercate, c’è la storia di chi l’ha creato e solo prendendolo tra le mani se ne può capire il peso.

Perché regalare i libri alla mia scuola?

Tutti gli istituti salesiani sono caratterizzati da un oratorio e molti di noi ragazzi prestiamo volontario il pomeriggio con i ragazzini meno fortunati. Tante volte mi sono ritrovata a leggere loro un libro seduti in cerchio, a farli sognare, a suscitare curiosità, a stimolare la fantasia, ad appassionarli e alla fine a sentirmi dire potresti prestarmi questo libro?

Vorrei che tutti potessero avere il privilegio di leggerne uno, di sentirne l’odore e di riuscire a vedere in un libro quello che potrebbe essere la loro storia o magari solo un posto dove andarsi a nascondere quando la loro realtà non gli piace più.

Forse un giorno saranno loro a scrivere un racconto che parli di loro, un pò di me e forse di voi.

------------------------------

Classe VA

Liceo Classico Vittorio Emanuele II

Perché proprio il Liceo Classico Vittorio Emanuele II?

Per presentare il liceo classico Vittorio Emanuele II non si può non partire dalla sua storia, non si può non dire che è l’istituto più antico della Sicilia, fondato nel 1549 da parte dell'ordine gesuitico con il nome di Collegio degli Studi.

Nel corso dei secoli si è rivelato luogo di formazione degno delle grandi personalità che vi hanno svolto i loro studi, Domenico Scinà, Giovanni Meli, Camillo Finocchiaro Aprile, Luigi Pirandello e il beato Padre Pino Puglisi, che vi ha insegnato tra il 1978 e il 1993.

Nel corso del tempo il liceo classico Vittorio Emanuele II ha sempre cercato di infondere nei propri studenti l'interesse, l'amore e la passione per lo studio e la lettura, promuovendo con impegno svariate attività e progetti culturali che hanno incontrato il sincero entusiasmo di insegnanti e alunni, da iniziative di carattere sociale (ricordiamo il progetto GAP contro il gioco d'azzardo patologico) a rappresentazioni classiche affidate agli alunni (tra le più recenti Medea, Alcesti e Antigone) all’evento nazionale de La notte bianca del liceo classico, che ha riscosso un ampio successo.

Ultima, ma non per importanza, la creazione di una biblioteca scolastica, gestita con passione dagli alunni con l'attivo sostegno dei docenti, che mette a disposizione dell'intero comunità scolastica diversi volumi, dalla narrativa alla saggistica.

Il progetto è stato accolto con calore e siamo certi che i libri generosamente messi in palio da Panorama potrebbero contribuire ad arricchire la nostra biblioteca, ma soprattutto a soddisfare la "fame di cultura" profondamente radicata nella storia del nostro istituto.

-------------------------------------

Andrea Vitale

V A - Liceo Classico Giuseppe Garibaldi

Dalla tavoletta cerata al rotolo di papiro, dal codex al volumen, dagli amanuensi alla stampa, la scrittura è sempre stata il veicolo privilegiato per la fruizione della cultura. Fruizione che ha dipanato le sue radici in età ellenistica, con la nascita della “civiltà del libro”. Grazie alla trasmissione della cultura tramite questi media, abbiamo conoscenza di mondi, uomini, usi e costumi lontani e perduti, talora dissipati dal tempo o sepolti sotto le sabbie dei nostri deserti. Anche la nostra cultura sarebbe un deserto, se non fosse per il medium “libro”, imperituro mattone della fortezza del sapere, eterna egida di un’inestimabile eredità. Eredi di questo millenario lascito, abbiamo il dolce onere di custodirlo, di ampliarlo, di trasmetterlo. Quale luogo, più della scuola, da sempre focolaio di cultura, è dunque atto alla fruizione e alla trasmissione di un tale carico? E tra le scuole, quale più appropriata della storica fucina della cultura palermitana, ovvero il Liceo Classico “Giuseppe Garibaldi”, che ha annoverato tra i suoi docenti personalità quali Gaetano Salvemini, e tra i suoi alunni Giuseppe Tomasi di Lampedusa? La nostra scuola è da sempre in prima linea in ambito culturale, non solo in campo prettamente umanistico, ma anche scientifico, come testimoniano la presenza del Museo Scientifico della scuola e i numerosi progetti in campo matematico condotti negli ultimi anni. Lo stesso Salvemini fondò la biblioteca dell’istituto per promuovere la cultura e sviluppare il pensiero critico degli studenti. Se dunque è vero quanto sosteneva Plutarco, cioè che “Gli studenti non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere”, se è vero che un fuoco ha bisogno di ossigeno per bruciare e che l’ossigeno di chi respira cultura è costituito da libri, allora un’eredità di 100 libri può trasformare il fuoco del Liceo Garibaldi in un incendio, e contribuire a sopperire all’insaziabile sete di ossigeno che da sempre contraddistingue i suoi studenti.


© Riproduzione Riservata

Commenti