Matera

Un archistar tra i Sassi

Mattia Antonio Acito ha portato l'architettura dei Sassi dalla California a Pechino. Sempre ispirato da Matera

Acito-matera

"Architetto condotto". Così lo chiamava Renzo Piano, con cui nel ‘90 ha lavorato al progetto di restauro dei Sassi, per l’amorevole cura da medico di provincia con cui ci si dedicava. "I miei genitori erano fuggiti dai Sassi ma io appena laureato scelsi di viverci per dimostrare che poteva essere un privilegio", racconta Mattia Antonio Acito, detto Tonio, 57 anni, titolare dello studio Acitoandparters. Mentre i Sassi diventavano il cuore della città lui dimostrava nel tempo che si può avere un respiro internazionale anche lontano dai luoghi dell’archistar system.

Affacciandosi dalle sue finestre sul panorama mozzafiato del Sasso caveoso si capisce perché non abbia mai voluto spostarsi da Matera, dove lavora con Antonio Giordano e un team tutto lucano. E anche perché il patrimonio dell’Unesco sia la sua fonte di ispirazione, traslata fino in California, dove, "esportando il modello del vicinato, degli spazi comuni e della raccolta dell’acqua piovana" ha vinto la prima fase del concorso per case economicamente sostenibili. Sono ispirati ai Sassi anche il "Green hospitality", modello di villaggio mediterraneo per cure sanitarie realizzato in Montenegro, e "Materavana", progetto di scambio con gli architetti de L’Havana, con i suoi alveari simili ai Sassi pre-recupero. Ma Acito ha portato un po’ di Matera anche a Pechino e a Dublino, dove è arrivato secondo con il suo progetto per il nuovo studio degli U2 di Bono Vox.

Ora sta dando il suo contributo architettonico a "Matera 2019" con i progetti inseriti nel dossier della candidatura: il recupero del Mulino Alvino e del parco delle cave settecentesche, con il progetto da 40 milioni di euro del centro congressi e dell’hotel nella Cava della Palomba.

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