Antonella Piperno

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Era strapiena piazza Vittorio Veneto alle sei del pomeriggio del 17 giugno. In parte perché è stata inaugurata la Casa di Panorama d'Italia, cuore della tappa materana del tour. E in parte perché a tagliare il nastro con il direttore di Panorama Giorgio Mulè c’era Raffaello De Ruggieri, il neosindaco di centrodestra che ha appena clamorosamente strappato la fascia tricolore al centrosinistra di Salvatore Adduce. Ora è il primo cittadino di una città che con i piedi ben saldi nella storia e della cultura dei Sassi punta anche alla modernità imprenditoriale, spinge le startup e nel 2019 sarà capitale europea della cultura.

 

"La cultura è un percorso di conoscenza" ha chiarito De Ruggieri. "Noi abbiamo sempre lottato perché la nostra città conservasse la sua identità, a partire naturalmente dai Sassi. Ora è diventata una città che emoziona, stimola, fa pensare, e dalla frustrazione dell’appartenenza di qualche decennio fa siamo passati all’orgoglio dell’appartenenza". Concetti nobili che però, senza treni e aeroporto, da soli non bastano a far crescere la città, ha osservato Mulè, ricordando al sindaco che a Matera giovedì 18 giugno interverrà Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture: "Sindaco, cosa vorrebbe chiedere al ministro?" ha sollecitato Mulè. "Una domanda semplice: come si può essere capitale europea della cultura se non abbiamo strade e binari?" ha risposto De Ruggieri, specificando che a Matera non servono certo i fondi dell’Expo milanese: "A noi servono 58 chilometri di strada e una rete ferroviaria efficiente. Ma non ci bastano le promesse, ci serve dinamismo organizzativo. A Delrio chiediamo un cronoprogramma, tempi certi di realizzazione delle opere".

L’obiettivo del sindaco è rendere nel 2020 accessibile la città. Ma, soprattutto, creare occupazione: "E solo dietro gli investimenti c’è l’occupazione. Se non si realizzano Matera 2019 sarà solo una baldoria ludica".

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