Antonella Piperno

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Panorama d’Italia ha scelto l’università degli studi della Basilicata, dove si forma chi guiderà la futura crescita di Matera, per il convegno di apertura della sua seconda giornata: "Le strade della crescita, cultura e turismo per rilanciare il lavoro".

Il direttore di Panorama Giorgio Mulè ha invitato intorno al tavolo una serie di esperti, a cominciare da un materano doc come Donato Masciandaro, docente di Economia della Bocconi che, in vista della grande opportunità di Matera 2019, quando la città sarà capitale della cultura, ha analizzato la relazione tra cultura e crescita economica. "Per una vera crescita serve innanzitutto il capitale civile" ha spiegato. "Servono qualità e rispetto delle regole, perché quando non c’è capitale civile si finisce per andarsene altrove, al Nord". È convinto che Matera non sia come altre parti del Sud: "Siamo migliori. Qui c’è interesse civico, a cominciare dalla partecipazione al voto. E fare sviluppo significa lavorare in un humus dove c’è capitale civile e qui ce n’è molto".

 

Su Matera 2019 c’è il coinvolgimento dell’intera comunità, ha confermato Paolo Verri direttore del Comitato Matera 2019: "Essere un piccolo territorio ha consentito a Matera di diventare un caso esemplare di modello di sviluppo, fatto di un mix di competenze locali e globali". È stato questo, ha spiegato, il binomio vincente del dossier della candidatura materana: "Matera ha tradizione, attaccamento al territorio e una cultura che guarda all’Europa". Un modello che, sostiene, sarà decisivo per cambiare i rapporti fra Nord e Sud , "visto che oggi l’80 per cento della produzione culturale e il 73 di quella turistica sono sopra Roma". La Basilicata con circa 10 mila chilometri quadrati di territorio è grande come il parco di Yellowstone, ma i turisti sono 1,8 milioni contro i 3 di Yellowstone. "Dobbiamo integrare, destagionalizzare. Formeremo 100 nuove persone nelle amministrazioni locali, a cominciare da produttori e formatori di contenuti. Puntiamo a esportare la nostra cultura".

Già, ma "dove va la cultura senza infrastrutture?" ha chiesto Mulè a Giovanni Matarazzo, presidente della sezione turismo di Confindustria locale: "L’accessibilità e la mobilità sono fondamentali per la crescita" ha chiarito Matarazzo "e noi finora siamo stati penalizzati. L’ industria ricettiva ha raddoppiato i posti letto in Basilicata, l’80 per cento sono a quattro stelle, ma l’assenza di investimenti pubblici è clamorosa". La competitività di Matera passa non solo per l’Europa, ma anche per il collegamento con le regioni contigue: "Basterebbe rafforzare semplicemente le navette verso Bari e verso Napoli" ha osservato.

Il business turistico

Un settore turistico trainante in Basilicata, ha spiegato Francesco Manna responsabile istituzioni locali Eni, è quello del turismo business, con 12 milioni di euro l’anno, trainato dalla grande capacità di produzione energetica della Basilicata. Riguarda il 75 per cento degli alberghi, il 60 per cento delle presenze in Basilicata. L’Eni punta a farla crescere ancora: "Abbiamo molti progetti legati alla scuola e all’università, dal progetto digitale «piccole scuole» a quello delle «Valli dell’energia». Oltre a un Master universitario perché per lo sviluppo delle nostre attività serve la formazione di professionalità in loco".

Cultura e turismo sono fondamentali, ma il territorio che accoglie non può essere sciatto. E Matera se la cava molto bene, ha assicurato Giancarlo Morandi presidente del consorzio per la raccolta e il riciclo delle batterie e delle apparecchiature elettroniche Cobat: "Matera e la Basilicata hanno gli stessi tassi di raccolta di Bolzano e Vicenza. Adesso possono trainare la crescita verso gli standard europei".

Ma è già cominciata la crescita di Matera con il traino di Matera 2019? Patrizia Minardi, direttore ufficio cultura della Regione, è convinta che la cultura che sia la leva decisiva di sviluppo. La Basilicata sta puntando sull’industria culturale a fini produttivi. "Stiamo lavorando sul tutto ciò che può creare occupazione per i giovani e per gli adulti usciti dal mondo del lavoro, con la creazione di reti museali e percorsi turistici. Il turismo deve avere un "effetto buono" sulla cultura". Minardi ha spiegato che il 60 per cento degli investimenti regionali sono dedicati a turismo e cultura e sottolineato le start up nel cinema, con 91 imprese candidate, 58 delle quali lucane.

Le conclusioni le ha tirare Luca Braia assessore regionale all’agricoltura: "È inevitabile che con l’incremento delle attese per Matera 2019 dobbiamo risolvere le criticità" ha chiarito. "E mai come oggi cultura e turismo sono fondamentali anche per il settore paesaggistico e per quello alimentare". Braia guarda ai 650 milioni di euro di finanziamenti europei nei prossimi sei anni: "Sono un’opportunità ma occorre riorganizzare ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti, dalle Camere di commercio alle università". E serve anche, ha concluso, "recuperare la consapevolezza del luogo in cui siamo. Oggi non ci rendiamo ancora conto del territorio in cui siamo e delle nostre potenzialità agroalimentari. La ricerca spasmodica di un ritorno immediato ci ha fatto perdere l’orizzonte. Dobbiamo darci da fare per recuperarlo".

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