Antonella Piperno

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Altro che Matera capitale della cultura. La città dei Sassi giovedì 18 giugno si è trasformata in capitale dei «Braccialetti rossi»: lo sbarco di Pio Luigi Piscicelli, Denise Tantucci, rispettivamente Toni e Nina nella serie cult "Braccialetti Rossi” di Raiuno e di Niccolò Agliardi autore e interprete delle musiche, alla tappa lucana di Panorama d’Italia ha scatenato un delirio.
Davanti al cinema comunale, dove è andata in scena l’intervista di Piera Detassis, direttore di Ciak e di Gianni Poglio, giornalista di Panorama, ai due interpreti e al musicista, centinaia di bambini e adolescenti frementi, armati ovviamente di braccialetti rossi e del Diario di Braccialetti da autografare, premevano per entrare già due ore prima dell’inizio, in stile concerto rock.
Una volta finalmente dentro, la sigla L’inizio del mondo di Niccolò Agliardi è stata accolta con ovazioni, cori e anche lacrime di commozione.

 


Proprio Agliardi ha raccontato la genesi di Braccialetti rossi, tratto da un format spagnolo, e la centralità della musica nella fiction: "La storia è un concentrato di dolore, ambientata in un ospedale. I due ragazzi protagonisti, ammalati di cancro, subiscono dopo dieci minuti l’amputazione di un arto. Ma la sua unicità sta nel messaggio di speranza, condivisione e perfino di allegria che riesce a trasmettere”, ha spiegato. "Sapevamo che il rischio che questa serie potesse essere tacciata di strumentalizzazione e commercializzazione del dolore era altissimo. Ora sono fiero dei brani, da classifica emozionale”.

Piscicelli, lo scugnizzo-filosofo della serie viene da una scuola di recitazione: "Ho dovuto superare cinque provini per la fiction, finché siamo rimasti in sei. E quando l’assistente è uscita dicendo 'da questa sala usciranno i sei di Braccialetti rossi' ho provato un’emozione indescrivibile”.
Denise, arrivata solo nella seconda serie, ha raccontato di essersi dovuta impegnare in una sorta di inserimento: "Abbiamo parlato, anche meditato, ci siamo riuniti davanti al fuoco, perché creare un clima di amicizia era fondamentale per la riuscita di Braccialetti. Un’esperienza unica”.

Un percorso di lavoro inedito, come quello relativo ai brani musicali: anche le canzoni, ha svelato Agliardi, sono nate proprio sul set, a contatto con il lavoro dei ragazzi. "Credo che gli ingredienti del successo siano stati l’immensa professionalità di tutti, a partire dal regista Giacomo Campiotti, e anche  l’autenticità”. Quando i ragazzi piangevano lo facevano davvero, "mica col mentolo”.
Altro elemento fondamentale è che in Braccialetti rossi non esiste buonismo, "non fa sconti sulle sofferenze di chi è malato di cancro”,  non nasconde niente.

Per Pio Luigi-Tony il messaggio vincente della serie è il coraggio: "E’ stato gratificante”, ha raccontato, "ricevere messaggi da ragazzi ammalati che ci ringraziavano per la forza che la serie è riuscita a trasmettergli”.

Un successo tutto giovanile insomma: "La straordinarietà di Braccialetti”, ha sottolienato Denise, "è che non ci sono star adulte, ma solo un gruppo compatto di attori-ragazzi-amici”. Sia lei che Pio Luigi-Tony hanno ovviamente delle canzoni preferite: Tutto si muove e Il bene si avvera per il primo ("è la suoneria del mio cellulare”, racconta Pio). Anche Nina la adora perché accompagnava la scena del suo coraggioso taglio dei capelli alla vigilia della chemioterapia. "Non è stato un trucco li hai tagliati veramente…”, ha sottolineato Detassis. "Ho avuto esperienze in famiglia e tra amici e conoscevo il trauma di perdere i capelli, soprattutto per una donna. L’obiettivo era trasmettere consapevolezza, insieme al messaggio che esiste una bellezza oltre i capelli”.

Agliardi l’ha ovviamente suonata IL bene si avvera insieme ai musicisti Giacomo e Tommaso Ruggeri, facendola seguire da un bel po’ di brani di Braccialetti. Su tutte Io non ho finito, bandiera musicale della serie, intonata da tutta la platea.
In piedi con i telefonini-video in mano. In delirio.

 

 

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