Redazione

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300 libri a due scuole di Matera. Il direttore di Panorama Giorgio Mulè li ha donati all'Istituto G.B. Pentasuglia (200 libri) e al Liceo Scientifico Dante Alighieri (100 libri). Il premio e il relativo diploma sono stati assegnati prima a Daniele Lupo e a Domenico Tubito, poi a Vito Dichio, gli studenti delle rispettive scuole che hanno partecipato al concorso "100 libri per 1 scuola" e che hanno scritto le lettere giudicate "migliori" dalla redazione di Panorama.

Il concorso, infatti, è aperto agli studenti degli istituti superiori delle 10 città dove si svolge Panorama d'Italia ai quali si chiede di scrivere un testo rispondendo alla domanda: "Perché Panorama dovrebbe lasciare in eredità 100 libri alla tua scuola?" La lettera giudicata "migliore" riceve un premio che consiste, appunto, in 100 libri per la biblioteca del proprio isituto. A Pisa, Panorama ha deciso di quadruplicare.

LEGGI QUI COME FUNZIONA E COME PARTECIPARE AL CONCORSO

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Ecco le 3 lettere dei 2 istituti vincitori.

Daniele Lupo
IIS G.B. Pentasuglia
Classe 4C informatica

I libri sono stati portatori di grandi ideali che hanno contribuito alla costruzione della società odierna. Per questo, come dice Corrado Augias «i libri sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme con i loro autori». Il tribunale dell’Inquisizione e l’Indice dei libri proibiti sono un esempio di questa repressione del pensiero attuata attraverso la distruzione dei libri. Tuttavia, tra noi ragazzi, i libri sembrano essere passati di moda a causa dei social network che hanno impoverito la nostra cultura e il nostro sapere. I libri, invece, oltre ad arricchire il nostro bagaglio culturale, ci permettono di sognare stimolando la nostra fantasia trasportandoci anche fuori dal mondo reale. Con lo sviluppo della tecnologia sono arrivati anche gli e-book, i libri elettronici, capaci di informarci ma non di trasmetterci il piacere e il gusto dello sfoglio delle pagine di un libro che profumano di inchiostro. I libri non sono solo parole messe insieme a formare delle frasi, ma rappresentano l’unione della conoscenza, delle idee e dei sentimenti che anima chi li scrive e coinvolge chi li legge. Il libro ha percorso una parte della storia dell’umanità. È stato ed è tuttora la più grande arma che l’umanità abbia mai avuto. Facciamo dunque attenzione a preservarla con la lettura e a utilizzarla nel migliore dei modi possibili.

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Domenico Tubito
IIS G.B. Pentasuglia
Classe 4C informatica

"Una casa senza libri è come una stanza senza finestre" scriveva l’antico oratore romano Marco Tullio Cicerone. Immaginate voi una stanza priva di punti di luce. Sarebbe impossibile viverci, tanto meno restarci un po’. Eppure non sono affatto poche queste stanze, paragonabili alle menti di molti giovani convinti che la lettura sia inutile, per niente importante, incapace di portarli fuori da quella che è la realtà che li circonda. Probabilmente è dovuto al fatto che nessuno li ha mai introdotti alla lettura, nessuno ha mai pensato di regalare loro un libro anziché uno smartphone facendo credere loro che un libro non è niente, se non qualcosa di estremamente noioso. In realtà in un libro chiunque, giovane o anziano, può ritrovare se stesso, può riflettere e può dare finestre a quella stanza cupa. Ma in una casa i libri potrebbero anche esserci, ma bisognerebbe leggerli: "I libri si rispettano usandoli, non lasciandoli stare" sostiene Umberto Eco. La lettura deve essere un piacere, mai un obbligo, altrimenti la odieremmo forse di più. Per poterla odiare dovremmo comunque provarla, dovremmo tentare di leggere almeno un libro. Anche se abbiamo scelto una scuola tecnica siamo coinvolti: la lettura riguarda la nostra vita. Per questo spero che i cento libri vengano lasciati in «eredità» alla mia scuola.

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Vito Dichio
Liceo Scientifico Dante Alighieri
Classe 5B

La prima parola è un aroma. C’è chi in biblioteca non ci va per cercar cultura. C’è chi sta lì a sbirciare fra libri di cui forse non assaggerà mai la saggezza. C’è chi ci va per un aroma, quello di un libro, quello dell’inchiostro incatenato fra pagine d’un tomo ancora vergine. C’è chi ci va per questo e nient’altro. Il profumo della conoscenza. La seconda parola è un’esistenza molteplice. Assurdo questo fatto d’esser costretti a vivere una sola vita, i momenti una volta soltanto, fra tutte le epoche, solo la nostra. Un libro, per raggirare il Tempo e la sua legge ingiusta, strappare la propria vita al giogo eterno della monotonia, arrogarsi il diritto di essere, semplicemente…Essere. La terza parola è un quaderno di appunti.

C’è chi di lezioni ne segue davvero tante, per diletto o chissà cos’altro. C’è chi poi per ogni lezione scrive una frase, o più frasi, in un quaderno d’appunti. I corsi poi sono infiniti, da perderci la testa davvero. C’è Pirandello, che frantuma certezze, c’è Dostoevskij, che dipinge la vita, c’è Eco nell’ora di storia, c’è Hemingway, a lezione di vita, da Márquez si impara ad amare, c’è Wilde, che insegna a soffrire, o Nietzsche, che insegna a volare. Chissà quanti altri ancora, ognuno col suo piccolo e infinito pezzetto di scienza, da donare, a chi ne cerca. La quarta parola è un’occasione. Molto spesso non si hanno tante idee solo perché l’esistenza non ha ancora mai offerto l’occasione giusta per svilupparle, dai grandi dilemmi dell’etica e della morale, alle più contingenti sfaccettature di una quotidiana realtà. Un libro è anche questo, un’occasione per «pensare pensieri», fabbricare opinioni senza attendere che il caso ce ne chieda conto d’improvviso. La cultura è legittima difesa.
La quinta parola è libertà. Libertà di pensare. Libertà di sognare. Libertà di sperare. Libertà di cambiare. Libertà di essere. Semplicemente Libertà. Per quelli che cercano un aroma, per quelli che una vita non basta, per quelli che prendono appunti, per quelli che cercano un’occasione, per chi vuol esser libero.
Per tutti loro.

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