L'alimentare "spaziale"
Alberto Bevilacqua

L'alimentare "spaziale"

L'azienda barese Tiberino ha mandato in orbita i suoi spaghetti disadratati

Da una piccola bottega di Bari alla stazione spaziale internazionale. La storia della famiglia Tiberino si dipana dal 1888 e oggi è portata avanti, a suon di innovazioni alimentari, dall’amministratore delegato Raffaele e da suo padre Nicola, che quando introdusse a Bari il salmone affumicato lo dovette spacciare per baccalà rosso perché i suoi concittadini non l’avevano mai visto.

È stato lui, per smarcarsi dalla concorrenza della grande distribuzione, a trasformare l’ingrosso di suo nonno nell’import-export di oggi: la Sudalimenta, tuttora a conduzione familiare, esporta prodotti gastronomici d’eccellenza negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone e in mezza Europa. Ma il colpaccio lo ha fatto nel 2007 quando i prodotti Tiberino sono stati protagonisti di un «convivio spaziale» sulla stazione spaziale della missione Asi Nasa, replicato poi nel 2011.

La prima volta l’astronauta Paolo Nespoli banchettò con patè di pomodori secchi di Puglia, fregola con peperoni lucani e dolcetti di mandorle e cioccolato. Merito delle specialità disidratate dell’azienda, oltre 100, pronte in pochi minuti: come la «spaghettata piccante di mezzanotte» o i cavatelli pugliesi con zucchine, passando per gli integrali. Prodotti confezionati con un packaging trasparente sul quale campeggia il timbro della Nasa, e ai quali un trattamento termico riduce l’acqua al 10-15 per cento, permettendone la lunga conservazione senza conservanti, coloranti o insaporitori.

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Antonella Piperno