Marco Morello

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Un incontro tra varie e valide eccellenze del territorio, un lungo tavolo per ricordare e ricordarsi che, grazie alle sue risorse straordinarie, il nostro sistema Paese può fare molto la differenza. La tavola rotonda “L’Italia dà il meglio”, moderata dal giornalista Sergio Luciano e organizzata durante la tappa romana di Panorama d’Italia a Palazzo Bonadies Lancellotti, è stata l’occasione per raccontare storie di successo in tanti settori.

A cominciare da quella dell’Università Telematica Pegaso, che ha ospitato l’evento nella sua sede. “Siamo passati da 2 mila studenti dei primi anni agli 80 mila attuali” ha ricordato il padrone di casa, il presidente Danilo Iervolino. “Abbiamo contribuito a democratizzare il sapere, a dare coraggio a chi vedeva l’università come qualcosa di distante. La formazione non è più per pochi, per giovani dai 18 ai 25 anni che la frequentano in presenza. Grazie alla tecnologia è disponibile e aperta a lavoratori, diversamente abili, chiunque abbia la volontà di migliorarsi”.

Il peso della tecnologia

L’innovazione ha già consentito di fare notevoli passi in avanti rispetto al passato, ma resta comunque aperto un notevole gap da colmare: “Siamo ancora in rincorsa. La leva digitale non è stata sfruttata a dovere per crescere” ha rilevato Luca Altieri, direttore marketing di IBM Italia, sottolineando come autorevoli indicatori mettano la Penisola al 25esimo posto nell’adozione della tecnologia su scala europea, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria. Eppure i casi di successo ci sono eccome: “Il Comune di Trento sta utilizzando l’intelligenza artificiale per le pratiche dell’amministrazione, arrivando fino a dimezzare i tempi di gestione. O agli scavi di Pompei abbiamo lavorato a un braccialetto che viene messo al polso delle persone diversamente abili, fa loro da audioguida e permette di seguirle e assisterle nel percorso della visita”.

Oltre l'Italia

Dunque, usata con buon senso, messa a frutto, la tecnologia si trasforma in un volano funzionale che oltrepassa le barriere nazionali. Che, letteralmente, prende quota, supera le nuvole: “Partendo da Colleferro, vicino Roma, siamo arrivati ad avere clienti come Google, che usa satelliti messi in orbita da noi per il servizio Earth. Vendiamo in molti mercati, dal Peru al Corea del Sud”, dice Paolo Bellomi, direttore tecnico di Avio, azienda leader nella propulsione aerospaziale, attiva dal 1911. “Non da ieri. Nel tempo, abbiamo accumulato record di velocità con i nostri motori. Ci siamo riusciti anche con la capacità di fare sistema. Siamo la prova che l’Italia sa come scomporre un problema in tante piccole parti, assegnarlo in Europa a chi è più preparato a risolverlo e integrare quelle soluzioni tra loro in modo armonico”.


La famiglia come valore aggiunto

Se fare squadra su scala comunitaria è una possibile declinazione dell’eccellenza, la forza di un’impresa familiare può rivelarsi altrettanto decisivo. Non solo nel perpetrare la tradizione, ma tuffandosi in un settore ad alto tasso d’innovazione. Lo testimonia il caso della romana Elettronica, gestita dalla stessa famiglia da più di 70 anni, attiva nel campo della difesa e della sicurezza per l’appunto elettronica: “Siamo nati e cresciuti prendendo ad esempio i grandi gruppi americani. Oggi siamo 800 persone”, racconta il presidente e Ceo Domitilla Benigni. “Siamo tra le migliori cinque aziende nel mondo. Abbiamo venduto in più di 30 Paesi, abbiamo 2.500 sistemi installati in tutto il mondo. La nostra ricetta di successo punta su innovazione, tecnologia ed eccellenza. L’innovazione, in particolare, è cruciale per noi: competiamo con giganti con decine di migliaia di dipendenti e ci riusciamo continuando a coltivare i talenti singoli, la capacità delle persone. Se non fossimo così bravi, non ce lo diciamo da soli ma lo testimonia il mercato, saremmo già scomparsi”.

Verso l'efficienza energetica

A proposito di invenzioni, ce ne sono di piccole ma decisive come il contatore elettronico, creato da E-Distribuzione e adottato all’estero, persino negli Stati Uniti. “Abbiamo investito molto nella digitalizzazione delle reti. Già con il contatore del 2001 abbiamo reso possibile la lettura dei consumi a distanza. Alcuni operatori europei stanno iniziando a farlo adesso con dispositivi di prima generazione”, rileva Diego Pirolo, responsabile Open meter deployment di E-Distribuzione, la più grande società in Italia nel settore della distribuzione e misura di energia elettrica. “Alla base c’è il concetto di efficienza energetica”, resa possibile dal contatore elettronico di ultima generazione, capace di rilevare i consumi ogni 15 minuti, permettendo all’utente di sapere in tempo reale quanta energia sta utilizzando. La consapevolezza è il primo passo per un uso intelligente delle risorse: “In futuro potremo avere tariffe personalizzate, cucite su misura, addosso a ciascun consumatore”, prevede Pirolo. Il piano è partito nel 2017, terminerà nel 2024, prevede la sostituzione di oltre 30 milioni di contatori.

Bellezza da esplorare

C’è invece è partito da un’isola ed è arrivato in tutta Italia con la sua impresa di autonoleggio. Che oggi è in prima fila nel portare avanti il concetto di mobilità sostenibile, di rendere davvero possibile la guida green oltre gli slogan. È il caso di Tommaso Dragotto, presidente di Sicily By Car, società che vede all’orizzonte la quotazione in borsa e che ha avviato una partnership con Enel e Renault “per un progetto unico in Europa. Consentire il giro della Sicilia, la regione più bella del mondo, utilizzando vetture elettriche, che possono essere ricaricate presso colonnine installate presso le dimore storiche di una terra paradisiaca. La risposta è stata entusiasta, l’adesione da parte dei proprietari delle dimore davvero totale”. L’obiettivo è arrivare a installare 400 colonnine sul territorio. Mentre altre regioni come la Toscana già guardano al modello come un esempio da seguire e s’informano per riproporlo al loro interno.

Il turismo come opportunità

A proposito di partnership, di alleanze che danno buoni frutti, Sheila Filippi, direttore Italia di Beachcomber Resorts & Hotels, tra le più grosse e lussuose società attive nel settore dell’ospitalità a Mauritius, ha raccontato l’accordo siglato con Alitalia: “Era un sogno vederla atterrare presso la nostra destinazione. Appena abbiamo saputo del lancio del loro volo diretto, abbiamo pensato che potesse essere un’opportunità imperdibile mettersi a lavorare insieme”.

Proporre delle offerte congiunte. “Per Mauritius, a seconda degli anni, l’Italia è il quarto o quinto mercato. Era monopolio di una compagnia del Golfo. Introdurre un volo diretto e trovare partner sul territorio è un modo per aprire meglio questo mercato”, ha spiegato Nicola Bonacchi, vicepresidente Leisure Sales & International Markets di Alitalia. “In questi ultimi 13 mesi abbiamo avviato un importante lavoro di riposizionamento. Per esempio, abbiamo riportato in Italia il catering di bordo che prima era gestito da una società tedesca”.

I buoni esempi da seguire

Luogo di sintesi di questi processi che legano tra loro la volontà di fare business è la banca. “Che non può limitarsi a essere un osservatore del mercato. Deve accompagnare le aziende nel loro percorso, guidarle nella loro fase di crescita”, rileva Marcello Di Martino, direttore commerciale di Intesa Sanpaolo Imprese di Lazio, Sardegna e Sicilia. Che porta alla tavola rotonda un numero: 14 mila. Sono le realtà eccellenti, le aziende che in grado di dare l’esempio, fare bene e meglio delle altre. 14 mila possono sembrare tante, invece sono il 3 per cento del totale. “Ma sono decisive, perché rappresentare quelle intorno alle quali è possibile costruire e rafforzare il concetto di filiera”. Per amplificare il concetto, chiosa ancora Di Martino, “di un’Italia che funziona, abitata da belle persone e belle famiglie, che reinvestono gli utili nella loro impresa, fanno innovazione, parlano di prospettiva, di futuro”. Sono i volti e le storie dell’Italia che ha voluto e saputo dare il meglio.

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