Reggio Emilia, tra le città italiane con più occupazione

Forte nelle attività industriali e manifatturiere, svetta anche nel turistismo aumentando la presenza del 6% in due anni

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Reggio Emilia, 23 maggio 2018 - L'assessore Natalia Maramotti con il direttore di Panorama Raffaele Leone all'inaugurazione della terza tappa di Panorama d'Italia – Credits: Ada Masella

Sergio Luciano

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È la seconda città d’Italia dopo Bolzano nella classifica per il maggior numero di occupati, con un indice di disoccupazione del 4,7%: “Ma nel 2009, prima della crisi, quest’indice era ancora inferiore, addirittura al 2,3%”, dice Natalia Maramotti, l’assessore alle attività produttive e al turismo (tra le altre deleghe) che il sindaco di Reggio Emilia ha delegato a inaugurare con Raffaele Leone la tappa reggiana di Panorama d’Italia, che domani andrà anche “fuori porta” per singersi fino a Piacenza, in attesa di essere poi intervistato questa sera in pubblico.

 

È anche per colmare questo gap che non vogliamo dormire sugli allori”, prosegue Maramotti, “e che vogliamo non soltanto insistere nella promozione delle attività industriali e manifatturiere ma anche di quelle turistiche, che stanno andando bene al punto da aver fatto segnare un +6% di presenza dal 2016 al 2017”.

La Maramotti è non a caso anche presidente dell’Area vasta turistica “Destinazione Emilia” che abbraccia e coordina la promozione appunto di Piacenza con quelle di Parma e Reggio Emilia, sull’input di una legge regionale del 2016.

“Siamo tutte città d’arte”, osserva l’assessore, ringraziando Panorama d’Italia per il contributo che porta alla valorizzazione delle bellezze artistiche e culturali dei territori, “e inoltre è qui che i turisti stranieri vogliono venire a capire che cosa significa lo stile di vita italiano, che unisce la fattività, la creatività, la produttività con il senso della vita e la capacità di gustarla, che unisce il bello della moda, l’ebbrezza della ricerca, la forza della produzione con il buono del cibo”: e racconta, a mo’ di esempio, delle esperienze turistiche sviluppate nei caseifici per raccontare ai visitatori di tutto il mondo quel che significa produrre ancora oggi un formaggio, il parmigiano reggiano, che segue procedure codificate dal 1100.

“Rappresentiamo l’Italia”, conclude Natalia Maranotti, “e dobbiamo essere sempre più bravi a raccontarla come si deve!”. Qualche minuto, e – dopo la piccola cerimonia inaugurale - ecco che il walking tour nella “citta segreta” snoda, dall’infopoint di Panorama in Piazza dei Martiri, il suo piccolo e attento corteo, guidato dagli esperti del Comune, nel cuore della Reggio Emilia meno nota agli stessi abitanti di Reggio.

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