Reggio Emilia, 200 libri per la scuola

Ecco gli studenti che hanno vinto il concorso della terza tappa di Panorama d'Italia

Chiara Degl'Innocenti

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Ben 200 libri a due scuole di Reggio Emilia, terza tappa delle sei italiane del tour Panorama d'Italia, più una a New York.

Così dopo Firenze e Bergamo, ben testi sono stati regalati a due istituti della città come premio per aver partecipato al concorso "100 libri per una scuola" scrivendo una recensione giudicata tra le miglior dalla redazione del magazine Mondadori Panorama. In più gli allievi vincitori hanno ricevuto anche i relativi diplomi di attestato. Curiosi di leggere le recensioni più brillanti? Qui di seguito i vincitori e i loro scritti.

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Cristina Costa - Classe 2° E - Istituto Professionale Statale per il Commercio Filippo Re - Reggio Emilia

Il libro che vorrei lasciare in eredità alla mia scuola è "L'ombra del vento". Vorrei lasciarlo alla mia scuola così che qualcun altro lo possa apprezzare come spero di aver fatto io. Mentre lo leggevo non ho fatto caso alle pagine che mi mancavano per arrivare alla fine della storia, perché anche se non mi sono mossa dal divano, ho immaginato in modo vivido la Barcellona della storia con i suoi tramonti e sullo sfondo la libreria del Signor Sempere. Ho seguito la vicenda che racconta Daniel come avrei fatto con il racconto dei miei amici, tifando. Mi sono emozionata mentre la vicenda, con un pizzico di fantastico, si evolveva fino a rivelare un finale che mi ha fatto riflettere. Il protagonista, Daniel, ha un legame speciale con i libri, e penso che chiunque, quando riesce a trovare un libro che gli piace in qualche modo crei un legame come ha fatto lui.

I miei coetanei non leggeranno spesso, per un milione di motivi, ma sono sicura che non hanno trovato la storia giusta. "L'ombra del vento" è la storia più coinvolgente in cui mi sia mai imbattuta, e in qualche modo è come una ricchezza che vorrei condividere. 

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Lupo Canova - Liceo Classico Scientifico Statale Ariosto Spallanzani - classe 3C - Reggio Emilia

Se mi venisse chiesto di compilare una lista dei dieci libri più belli che abbia mai letto in questa mia, per ora, giovane vita, metterei sicuramente trai i primi posti la biografia di Winston Churchill scritta dallo storico, nonché biografo ufficiale dello statista inglese, Martin Gilbert ( 1936- 2015), edita da Mondadori nella collana History degli Oscar nel 2018.

Ho cominciato ad approfondire la figura di Churchill dopo aver visto al cinema The Darkest Hour ( l'Ora più Buia), dove Sir Winston è interpretato da un magnifico Gary Oldman.

Giudicato a volte benevolmente e a volte in modo negativo, Churchill fu allo stesso tempo uomo d'azione, grande statista e raffinato pensatore politico, come Gilbert mette bene in luce nel suo testo.

Winston Churchill, accanto a F.D. Roosevelt, Stalin e Hitler, è stata una delle figure più importanti e più influenti del XX secolo, lottando con tutte le proprie forze a difesa della libertà dell'uomo ma, anche, per preservare e incrementare l'influenza della Gran Bretagna nel mondo.

Ricoperse la carica di primo ministro britannico per due volte. La prima dal 1940 al 1945 e la seconda dal 1951 al 1955; quando si dimise dalla seconda premiership, sedeva in parlameno da ben 55 anni. Si occupò di ogni aspetto della politica interna ed estera britannica, sostendo per esempio la necessità di un miglioramento delle condizioni di lavoro nelle fabbriche e, al termine del secondo conflitto, il disarmo mondiale. Proprio il suo essere eclettico ma, allo stesso tempo, rigoroso nel difendere i valori fondamentali nei quali credeva, sono gli aspetti che mi hanno maggiormente colpito e fatto riflettere: credo infatti che durante il corso della storia siano state poche le figure con un arsenale di conoscenze come il suo, sempre accompagnato da un notevole senso dell'umorismo e una capacità formidabile di utilizzo dell'intelligenza politica. Notevoli sono state anche le sue doti di narratore – scrittore, come si evince dalla lettura della storia della Seconda Guerra Mondiale che “scrisse” raccontandola oralmente, per poi revisionarla dopo la battitura a macchina da parte del suo segretario. Il motivo per cui credo che sia importante leggere la biografia di Churchill scritta da Gilbert, e che vorrei lasciare in eredità alla mia scuola, si articola in tre parti.

La prima riguarda l'informarsi sul ruolo storico-politico ricoperto da Churchill durante la prima e la seconda guerra mondiale;  la seconda è che fu spesso pioniere in vari campi della politica sociale: dall'assicurazione contro la disoccupazione, alle pensioni per vedove e orfani fino alla riforma delle carceri; infine l'ultima e, forse, la più importante e la più attuale: studiare alcune grandi figure del passato come Churchill può servire ai politici d'oggi per fare politica in modo nobile e coscienzioso.


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