Chiara Raiola

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Il futuro è già qui ed è digitale: eccolo il filo rosso che ha legato il dibattito sull’innovazione che si è svolto a Reggio Emilia per Panorama d’Italia.

È un territorio molto attento allo sviluppo tecnologico, quello reggiano, tanto che Unindustria nel 2011 ha voluto dedicare al tema un club digitale che raggruppa 50 aziende specializzate in information technology. Lo spiega bene il suo presidente, Isabella Bovero: “ci sentiamo in dovere di creare una piccola silicon valley emiliana e trasferire questa cultura alle imprese”.

Una di queste è Webranking, nata nel 1998. Vent’anni celebrati quest’anno con una raccolta di storie nell’era Internet: “ci siamo stupiti di quanto fosse importante per le persone raccontare il bello di Internet - afferma Domitilla Ferrari, direttore marketing dell’azienda di digital marketing - Il digitale non è più il futuro, è il nostro presente. Abbiamo un’infinita quantità di dati. Oggi le aziende si stanno attrezzando a gestire i nostri dati in maniera corretta in base alla normativa europea”.

A gestire milioni e milioni di dati è certamente Enel che sta sostituendo i contatori elettronici in tutto il paese: “siamo alla seconda generazione di contatori, i primi li abbiamo introdotti 17 anni fa - spiega Paolo Zamburlini, responsabile area operativa nord est progetto contatore elettronico e-distribuzione - Oggi ci si appoggia su reti mobili 4G per la trasmissione dei dati. Le esigenze degli utilizzatori è cambiata: prima erano solo consumatori, adesso ci sono anche 700mila produttori di energia collegati, l’interconnessione è fondamentale. Ciò consente una maggiore efficenza energetica”. Un piano di investimenti imponente: 5 miliardi di euro: “in Emilia Romagna sono stati sostituiti 413mila contatori, 30 mila a Reggio Emilia, il 10% delle forniture”.

Da un’impresa globale alle giovani aziende innovative. Digital Magics è una nursery di start up. E Layla Pavone richiama alla necessità di un continuo rinnovamento delle competenze: “essere nati digitali non è sufficiente. Noi accompagnamo le aziende dalla loro nascita al finanziamento, indispensabile per crescere. Attualmente ne stiamo seguendo una settantina”.

In Italia sono 8 mila le start up: “l’Emilia Romagna ne ha mille, è il secondo ecosistema italiano dopo la Lombardia - sottolinea Ludovica Scarfì di Ibm - fare investimenti in tecnologia era impegnativo un tempo, oggi non è più così. L’innovazione tecnologica è alla portata di tutti”.

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