Graziano Del Rio: "Non mi candido alla segreteria PD"

Dalle consultazioni al contratto-programma di Lega e 5 Stelle, dalla crisi del Pd alla Tav. A tu per tu con il capogruppo PD alla Camera

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Graziano Delrio, capogruppo PD alla Camera - 26 maggio 2018 – Credits: Ada Masella

Marco Ventura

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Un incontro di un’ora a tutto campo con Graziano Del Rio, ministro delle Infrastrutture nel Governo uscente e ora capogruppo del Pd alla Camera. È il tu per tu di Panorama d’Italia a Reggio Emilia, città di cui Delrio è stato Sindaco.
Dalle consultazioni del presidente Mattarella al contratto-programma di Lega e 5 Stelle, dalla crisi del Pd a temi che stanno a cuore a Delrio per esserne stato a lungo titolare. Come l’Alta Velocità. “Insieme ai cittadini della Val di Susa noi l’avevamo già corretta. Adesso se i 5S la cancellano, faranno perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro, il corridoio che va da Lisbona a Kiev ha bisogno di tunnel per non dover passare sulle Alpi e tutto il Nord, le regioni ricche d’Italia, ce lo chiedono”.

Dice Delrio di augurarsi che il presidente del Consiglio incaricato, Conte, svolga la sua funzione “in autonomia” rispetto a Di Maio e Salvini, “come prescrive la Costituzione”. Certo, il modo in cui si è arrivati alla sua scelta è stato un pessimo modo di cominciare. “Lo hanno scelto i partiti, contrariamente a tutto quello che 5 Stelle e Lega avevano promesso, che sarebbe stato scelto dal popolo. E nel regolamento dei 5 Stelle c’è che la decisione finale spetta al Garante del partito, a Grillo”. C’è allora da chiedersi a chi rispondano i parlamentari pentastellati. La realtà è che sono “eterodiretti, mentre come capogruppo del Pd alla Camera io e i miei deputati decidiamo da soli, non rispondiamo a diktat del partito, magari noi abbiamo il problema opposto”. Una eccessiva libertà.

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Graziano Delrio, capogruppo pd alla Camera con il giornalista Marco Ventura - 26 maggio 2018 – Credits: Ada Masella

Salvini è “l’ideologo”, il vero leader di questo governo che sta nascendo, “ma non può sostenere di rappresentare il centrodestra. L’alleanza con Berlusconi è finita. Il centrodestra formalmente e nella sostanza non esiste più, almeno come coalizione nazionale. Può esistere localmente…”.

Non che si prepari un nuovo bipolarismo tra 5S-Lega da una parte e Pd-Forza Italia dall’altra. Il Pd deve “ritrovare la propria identità attorno a un’idea di trasformazione del capitalismo, mentre non è questo che pensa Forza Italia. Un terreno comune c’è sulla difesa dell’Europa”.

Quanto al Pd, Delrio conferma di non volersi candidare alla segreteria. “Lo escludo. Non mi candido, punto. Dobbiamo ritrovare le nostre idee forti, i nostri valori, il senso di una comunità, ripartire uniti, poi verrà la scelta degli uomini che guideranno il partito”. Un po' come accade a casa sua: “Come si fa a gestire e tenere insieme nove figli? una famiglia di undici persone come la mia? Ci vuole una moglie speciale e tantissima pazienza. Questo mi aiuta anche a capire come fare nel Pd…”.

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Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera con il giornalista Marco Ventura – Credits: Ada Masella

Ma vediamo i giudizi sui singoli temi.

Il premier incaricato
“Mi sembra riguardo al metodo che siamo partiti sol piede sbagliato. Poi il fatto che sia una persona educata è un passo avanti rispetto a Salvini, che politicamente non è educato.”
Alleanza M5S-Lega
“È falso che siano stati votati dalla maggioranza degli italiani. E poi sono stati votati ciascuno per un progetto diverso. L’alleanza di Salvini era con Forza Italia, mentre i 5 Stelle avevano detto che non si sarebbero alleati con nessuno. E che il premier sarebbe stato eletto dal popolo. Hanno fatto l’opposto”.
Legge elettorale  
“Non è vero che con una legge diversa il risultato sarebbe stato migliore. In tutti i grandi Paesi europei, tranne forse in Francia, il sistema elettorale presenta dei problemi. Persino in Gran Bretagna dove c’è il maggioritario. Colpa della frammentazione dell’elettorato. Comunque noi del Pd abbiamo sempre sostenuto il maggioritario, mentre FI e M5S il proporzionale.”
Presidente Mattarella
“Ha dovuto gestire una situazione estremamente difficile e lo ha fatto in modo impeccabile. È stato lui a sbloccarla annunciando il governo del Presidente e costringendo così i partiti, che si sono messi paura, a prendere una posizione”
Il triumvirato Conte-Di Maio-Salvini
“Non so come potrà funzionare, non potrà. Ho detto a Conte: ‘Avrà tutta la comprensione di chi sa com’è difficile governare, ma se sarà autonomo dai partiti’. Salvini e Di Maio sono in perenne campagna elettorale. Purtroppo l’impressione è che anche nella prima dichiarazione pubblica Conte abbia letto qualcosa che era stato preparato da altri. Anche l’espressione ‘Sarò l’avvocato del popolo’ sa tanto di propaganda. Lo stesso vale per iniziative come l’incontro con i risparmiatori: noi ne abbiamo fatte otto, adesso lui li incontra accreditando l’idea che non ci si fosse occupati prima di loro. Ma azioni del genere impressionano i media, non gli addetti ai lavori”.
Flat tax
“La flat tax viola il principio costituzionale di progressività del fisco, poi taglia le tasse ai ricchi, non serve a far ripartire l’economia ma a comprare lo yacht magari all’estero. Inoltre, misure come la flat tax e altre, con i costi che comportano, determinerebbero il taglio dei servizi: sanità, scuola, sicurezza…”   
Legge Fornero
“Abolirla è impossibile. Noi l’avevano già corretta. Adesso bisognerebbe mettere altri 20 miliardi l’anno per cinque anni. Il che scasserebbe i conti dell’Inps. Sarebbe inevitabile non dare la quattordicesima ai pensionati, non aumentare le pensioni minime, e in prospettiva non pagare più le pensioni.”
Reddito di cittadinanza e lotta alla povertà
“Solo con i sussidi non si risolve nulla. La povertà si sradica in altro modo, noi abbiamo fatto la prima legge organica contro la povertà. A Conte ho detto: metta 4 miliardi sui decreti attuativi dei nostri provvedimenti.”  
Governo
“Conte se ne accorgerà. Governare non è facile, il tempo vola. Quando vai al governo, i primi tre mesi passano solo perché la Corte Conti approvi i contratti per i collaboratori.”
Autocritica
“Abbiamo fatto molte cose buone. Ma è mancata la velocità sulla parte sociale. Non è vero che non siamo stati in mezzo alla gente. In un anno e mezzo con Renzi avremo fatto 30 mila chilometri. Siamo stati a Scampia, a Palermo, davanti alle fabbriche... Forse l’errore è stato quello di cercare di infondere sempre speranza. Avremmo invece dovuto assumere anche la rabbia e dolore nel nostro linguaggio politico. Avremmo dovuto dire: sì, subito i provvedimenti anti-povertà. Ma eravamo ossessionati dal tema del lavoro.”
Immigrazione
“Matteo Orfini ha detto: il ministro Minniti ha dipinto l’immigrazione come un pericolo in sé. Ora, Minniti ha fatto bene ad agire sul fronte libico riducendo dell’80 per cento i flussi migratori clandestini. E gli scafisti sono criminali. Questo è vero. Ma i miranti in mare andavano salvati. Lo sa bene la Guardia Costiera che era sotto la mia responsabilità. Abbiamo salvato quasi mezzo milione di persone. Una sfida enorme, della quale dobbiamo essere orgogliosi. Il Pd non fa bene quando dice invece: ‘anche i miei elettori sono preoccupati dell’immigrazione’. Il problema non sono gli immigrati in sé. La diversità è ricchezza in tutto il mondo. A Londra, Rotterdam o Parigi il problema non è l’immigrato, ma lo spacciatore… Salvini fa propaganda. Arma i penultimi contro gli ultimi. Nel contratto di governo c’è pure una norma totalmente anti-costituzionale. A ottant’anni dalle leggi razziali c’è la prima proposta di nuova legge razziale, e io la impugnerò appena sarà presentata: a quanto pare c’è scritto nel contratto che va tolta la patria potestà ai genitori rom che non mandano a scuola i figli, in quanto ‘rom’. I ‘genitori catalogati per etnia. Questa è la destra di Le Pen e Farage…”
Alta Velocità
“La revisione della Tav l’abbiamo già fatta, d’accordo con gli abitanti della Val di Susa: abbiamo cancellato 3,5 miliardi di spese, resta solo da decidere se fare o no il tunnel. Se non lo fanno, l’Italia resta tagliata fuori dal corridoio che va da Lisbona a Kiev. Si perderanno così centinaia di migliaia di posti di lavoro.”
Giustizia
“È un programma giustizialista, in buona parte anti-costituzionale. Rischio su questo di dare ragione a Berlusconi. Se si applicano queste proposte, ci saranno 20mila detenuti in più in due anni.”

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